Un progetto faraonico, una riviera del Medio Oriente sulle macerie della Striscia di Gaza. È quanto emerge da un documento rivelato dal Washington Post che mostra i piani per Gaza Riviera dell’amministrazione Trump per trasformare l’enclave palestinese in un hub turistico extralusso e in un polo tecnologico hi-tech, a patto però che i suoi abitanti se ne vadano. Un pezzo di Palestina, quindi, dovrebbe essere sgomberato dai…
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Con Tony Blair palazzinaro di Donald Trump per la “Gaza riviera”, sulle fosse comuni di decine di migliaia morti trucidati dall’esercito israeliano, mi pare che si possa stendere il sudario definitivo sulla cosiddetta “Terza via”, e persino sulla sua memoria. Certo, si potrebbe affermare che il Blair affarista nulla avrebbe a che vedere con lo “splendido rifor…
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A Gaza si combatte, ma il sogno di trasformarla in una Riviera ad alta tecnologia prende forma, almeno nei progetti dell'amministrazione americana. Cinquemila dollari in contanti potrebbero finire agli abitanti della Striscia che decideranno di lasciarla mentre si ricostruisce, in modo che possano pagarsi un affitto in un altro luogo per quattro anni e cibo per un anno. L'amministrazione dell'enclave palestinese sarebbe affidata a un ente fiduciario gestito dagli Stati…
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Nel corso della riunione del gabinetto di sicurezza israeliano, che si è conclusa nelle prime ore del mattino, l’Idf hanno espresso sostegno a un accordo per il rilascio degli ostaggi, ma il primo ministro Benyamin Netanyahu ha chiarito che «non c’era alcun accordo all’ordine del giorno». Lo riferisce Channel 13. Secondo quanto riferito intanto da Ynet, la maggior parte dei ministri ha espresso opposizione a un accordo…
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Buongiorno. Gaza Reconstitution, Economic Acceleration and Transformation: in sigla, GREAT. Scontato, visto che c’è di mezzo Donald Trump. Il suo piano per trasformare la martoriata Striscia di Gaza in una riviera di lusso e hi tech sarebbe contenuto in un documento di 38 pagine che circola nei corridoi della Casa Bianca e il Washington Post è riuscito a intercettare. La «Gaza Riviera» verrebbe posta sotto amministrazione fiduciaria statunitense per almeno 10 anni.
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Negli Usa il Washington Post rivela i dettagli sul piano di Trump e della sua cerchia per il dopoguerra a Gaza: la cosiddetta “Gaza Riviera” prevede il controllo americano per almeno 10 anni, l'esodo “volontario” dei due milioni di palestinesi - incentivato da premi in denaro - e la creazione di un polo del lusso turistico e tecnologico dove ora sono macerie, fame e disperazione. Un investimento calcolato in 100 miliardi di dollari.
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Un pugno di dollari: cinquemila. E un po’ di cibo, per un anno. Qualche altro sussidio. Questa è una delle offerte che verrà fatta ai gazawi per costringerli a un trasferimento “volontario” dalla Striscia. Questo è il “piano postbellico per Gaza che circola all’interno dell’amministrazione Trump”, scrive il Washington Post che per primo ha diffuso …
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L'amministrazione Trump e i partner internazionali stanno discutendo proposte per costruire una «Riviera del Medio Oriente» sulle macerie di Gaza. Una di queste prevederebbe il controllo degli Stati Uniti e pagamenti ai palestinesi per andarsene volontariamente. Lo rivela il Washington Post, secondo cui un piano postbellico per la Striscia che circola all'interno del governo Trump la trasformerebbe in…
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Grattacieli, smart cities e isole artificiali: così il "GREAT Trust" punta a ricostruire l'enclave ora alla fame Grattacieli, smart cities, resort di lusso, isole artificiali. Sono solo alcuni degli elementi del piano postbellico, compilato dagli stessi israeliani che hanno avviato la Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), che circola nell'amministrazione Trump e sembra mettere nero su bianco la visione del presidente…
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È stato un’icona della sinistra globale, e ora dà consigli a Donald Trump. Negli anni Novanta, Tony Blair era il simbolo della Cool Britannia, un primo ministro, giovane e progressista, che, dopo 11 anni di governo conservatore, aveva traghettato il Regno Unito nell’era della globalizzazione, della rinascita della cultura pop e, non ultimo, della pace in Irlanda del Nord, con gli accordi del 1998. Certo, la sua…
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(Adnkronos) – "Gaza non è in vendita". Con queste parole, Bassem Naim, membro dell’ufficio politico di Hamas, ha respinto il presunto piano dell’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump, che prevederebbe la presa di controllo della Striscia di Gaza da parte degli Stati Uniti e il trasferimento temporaneo della popolazione. La notizia, riportata da Al Arabiya sulla base di un articolo del Washington Post, sostiene che la Casa Bianca starebbe…
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Nuovo scandalo, anche se non inaspettato, per la società di consulenza strategica americana Boston Consulting Group. Alcuni documenti trapelati hanno infatti evidenziato come sia non solo la creatrice operativa della Gaza Humanitarian Foundation, ormai riconosciuta da tutto il mondo come una vera e propria macchina di morte di palestinesi con la scusa della distribuzione degli aiuti…
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