Introduzione Dopo l'attacco iraniano a Israele dell'1 ottobre, il rischio di un'escalation sembra essere sempre più vicino. A seguito dell'offensiva di Teheran, che ha lanciato 180 missili balistici vicino alla capitale Tel Aviv “in risposta alle uccisioni di Ismail Haniyeh, Hassan Nasrallah e Abbas Nilforoushan", il presidente israeliano Netanyahu ha minacciato l'Iran dichiarando che “pagherà le conseguenze” per aver “commesso un grosso errore”.
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Caro Aldo,non sono un complottista e nemmeno un esperto di geopolitica ma una domanda provocatoria gliela vorrei porre: e se Israele o, meglio, Benjamin Netanyahu volesse un conflitto aperto con l’Iran? Ci sono segnali di un sempre più evidente scricchiolio del fanatico regime sciita e dei suoi accoliti. Gli attentati con l’eliminazione di vertici del terrorismo a Teheran come l’assoluto precedente dei cercapersona in Libano non lo stanno forse a confermare e l’eliminazione stessa del capo di Hezbollah? Come sarebbero stati…
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La dichiarazione arriva dopo la conferenza telefonica convocata ieri, mercoledì 2 ottobre, dalla premier Giorgia Meloni L’appello dei leader del G7 a tutte le parti coinvolte nel conflitto in Medio Oriente è quello di fermarsi. Perché «un pericoloso ciclo di attacchi e ritorsioni rischia di alimentare un’escalation incontrollabile, che non è nell’interesse di nessuno». È ciò che si legge nell’incipit del nuovo…
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Milano, 3 ott. – In Medio Oriente si rischia una “escalation incontrollabile”, che “non è nell’interesse di nessuno”. Pertanto, “invitiamo tutti gli attori regionali ad agire in modo responsabile e con moderazione”. È quanto si afferma in una dichiarazione dei leader del G7.“Noi, i Leader del G7, esprimiamo profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione in Medio Oriente e condanniamo con la massima fermezza l’attacco militare diretto dell’Iran contro…
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Colpire gli impianti petroliferi iraniani? Gli Stati Uniti e Israele ne stanno «discutendo». Le parole di Joe Biden sono piombate come un macigno sui mercati, già in forte apprensione per l’escalation in Medio Oriente. E le quotazioni del greggio si sono subito impennate verticalmente, con rialzi superiori al 5% nella seduta di giovedì 3, che in pochi minuti hanno proiettato il Brent ai massimi da un mese – fino a quota 77,56 dollari – e il Wti sopra 74 dollari.
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