Due anni e mezzo di guerra in Ucraina ci hanno abituati ad avvicendamenti politici e militari, a purghe di graduati e a una strategia fluida. Non sorprendono così il rimpasto di metà del governo ucraino e le dimissioni di 6 ministri, avvenute in un momento difficile della guerra, che vede i russi accelerare nel Donetsk e gli ucraini faticosamente impegnati nel consolidare la mini-testa di ponte nel Kursk, pegno da riscattare in un eventuale tavolo di negoziati, invero improbabili prima che…
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Oltre a quelli di Kursk e del Donbass, c’è il terzo fronte, quello meridionale, tra le regioni di Zaporizhia e Kherson. Qui avrebbe dovuto avvenire la controffensiva ucraina lo scorso anno, bloccatasi quasi prima di partire sulla linea Surovikin, dal nome del generale russo che ha approntato la difesa. Nel corso dell’estate in questa zona sono stati segnalati ripetuti movimenti ucraini che avrebbero potuto fare pensare anche a un nuovo tentativo di sfondamento, ma con l’apertura del fronte di Kursk e le difficoltà…
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Siamo a un mese esatto dall’operazione militare ucraina del 5-6 agosto nella regione russa di Kursk, l’azzardata e storica “invasione” della Federazione russa – il Corriere della Sera ha fatto riferimento alla prima volta dell’operazione Barbarossa del 1941 delle truppe hitleriane – stavolta per risposta che si è voluta a tutti i costi simmetrica all’invasione russa del Donbass del febbraio 2022. Ora, di fronte al terremoto politico in corso nel potere a Kiev, è legittimo interrogarsi sui risultati dell’operazione Kursk.
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Guerre, punto – Raid nella Striscia e rastrellamenti in CisGiordania, con vittime a bizzeffe; sei ostaggi israeliani uccisi a Gaza, quando stavano per essere liberati: orrori che fanno fremere il Mondo, proteste che scuotono Israele. Ma “Netanyahu vuole ancora più guerra”, è il titolo icastico del Washington Post, che sintetizza la posizione del premier israeliano e del suo governo. Neppure Hamas vuole la pace: forse una tregua, per riorganizzarsi.
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