«Si comportava come se fosse il suo terapeuta, il suo confidente, ma sapeva che stava pianificando il suicidio», commenta la madre del giovane. Questo mese, OpenAI ha lanciato Gpt-5 e l'azienda, in un post sul suo blog, ha affermato di aver ridotto del 25% le risposte pericolose sulle emergenze di salute mentale rispetto alla versione precedente. La famiglia di Adam, intanto, chiede un risarcimento danni non specificato con l'accusa di omicidio colposo, negligenza e responsabilità del…
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L’inquietante vicenda che vede protagonista un adolescente californiano di 16 anni sta scuotendo profondamente il mondo della intelligenza artificiale e della tecnologia. La famiglia Raine ha infatti intentato la prima storica causa per istigazione al suicidio contro un sistema AI, puntando il dito contro OpenAI, la società che ha sviluppato il celebre chatbot ChatGPT. Il caso, destinato a lasciare un segno nella storia della responsabilità delle aziende…
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Un episodio tanto tragico quanto potenzialmente storico. I genitori di un ragazzo californiano di 16 anni hanno intentato una causa contro OpenAI, sostenendo che ChatGpt abbia fornito al figlio istruzioni dettagliate su come togliersi la vita e lo abbia incoraggiato a suicidarsi. Il giovane, purtroppo, si è tolto la vita. Ma facciamo un passo indietro. Matthew e Maria Raine sostengono che il figlio Adam per diversi mesi tra il 2024 e il 2025 abbia mantenuto un rapporto strettissimo con…
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Per la prima volta OpenAI, in qualità di proprietaria di ChatGPT, è stata citata in giudizio per rispondere di istigazione al suicidio e omicidio colposo. La tragedia ha colpito i genitori di un ragazzo californiano di 16 anni che si è suicidato e che hanno intentato una causa contro OpenAI, accusando l'Intelligenza artificiale della sua chatbot di aver fornito al figlio istruzioni dettagliate per porre fine alla sua vita e di averne incoraggiato le…
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Tra il ragazzo e l'intelligenza artificiale si sarebbe creato un rapporto strettissimo, secondo i genitori del ragazzo californiano. Simile a un legami intimo. Le frasi prima del suicidio e le richieste dei genitori per OpenAI I genitori di un sedicenne californiano che si è tolto la vita hanno presentato una causa legale contro OpenAI, accusando ChatGPT di aver fornito al figlio…
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OpenAI citata in giudizio dopo il suicidio di un adolescente: al centro le responsabilità di ChatGPT
Secondo l'atto legale, Adam avrebbe intrattenuto conversazioni per mesi con il chatbot, che avrebbe non solo validato i suoi pensieri suicidi, ma anche fornito indicazioni pratiche su come procurarsi alcolici di nascosto e su come celare eventuali tentativi falliti. I genitori, Matthew e Maria Raine, ritengono che l'azienda abbia lanciato GPT-4o consapevole dei rischi, privilegiando la crescita economica rispetto alla protezione degli utenti più…
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Un nuovo studio lanciato dall'Istituto Nazionale per la Salute Mentale degli Stati Uniti riporta al centro del dibattito l'affidabilità dei chatbot dotati di intelligenza artificiale , specie quando si tratta di domande sensibili come quelle legate al suicidio, i cui output possono generare contenuti potenzialmente pericolosi. L'ANALISI Benché i chatbot di oggi siano abbastanza efficienti nell'evitare le domande più rischiose e palesemente pericolose, domande meno esplicite ma ancora…
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Quando i primi prototipi di chatbot sono stati rilasciati, gli psicologi sembravano tra le professioni più al sicuro: le interazioni erano goffe e farraginose - e nessuno sembrava prendere sul serio quegli scambi. Con le nuove AI tutto è cambiato e sempre più persone, per vantaggi di tempo ed economia, si rivolgono a ChatGPT per parlarle dei propri problemi. Ma è un bene?
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