Pmi e IFO Germania marzo 2026 Pmi eurozona marzo e Ifo Germania A marzo, l'economia della zona euro si trova in una condizione di fragile equilibrio, a rischio di scivolare verso la stagnazione. Il PMI composito (manifattura + servizi) si è attestato a 50,5, in calo rispetto al 51,9 di febbraio, toccando il minimo degli ultimi dieci mesi. Un valore che, pur restando tecnicamente in territorio di espansione, segnala con chiarezza quanto la crescita si sia assottigliata fino quasi a scomparire.
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A novembre gli americani tornano a votare per rinnovare tutti i seggi alla Camera dei Rappresentanti e un terzo al Senato, oltre che numerosi governatori degli stati USA. Il clima è già di campagna elettorale e alcuni numeri dell’economia iniziano a seminare il malcontento tra gli elettori, tanto da spingere il presidente Donald Trump a ricercare un negoziato con l’Iran subito dopo avere avviato gli attacchi contro di esso.
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Duecento dollari al barile non sono più una provocazione da analisti. Sono una soglia che il mondo potrebbe trovarsi a testare se il Medio Oriente dovesse scivolare oltre il punto di non ritorno. Non si tratta solo di guerra. Si tratta di energia. E quindi di economia globale. Se il confronto con l’Iran dovesse intensificarsi il conflitto uscirebbe immediatamente dai confini militari per colpire il cuore del sistema: le rotte del petrolio
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La stabilità energetica mondiale è messa a dura prova dalle recenti tensioni in Medio Oriente, scatenate dall'aggressione di Usa e Israele all'Iran. Le stesse hanno provocato la più imponente interruzione dell'offerta nella storia del mercato petrolifero. Il punto critico, come ormai noto, è la chiusura dello Stretto di Hormuz, lo snodo vitale dove transitano circa 20 milioni di barili al giorno (pari al 20% del consumo globale).
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