Giu' petrolio con Brent a 100$, Wti a 92$. Gas a 42 euro, -9% (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 06 mag - Viaggiano di buon passo le borse europee al giro di boa di meta' seduta incoraggiate dalla speranza che si possa arrivare presto ad un accordo tra Stati Uniti e Iran per la fine del conflitto. Speranze suffragate dalle indiscrezioni riportate da Axios secondo cui la Casa Bianca ritiene di essere vicina a un accordo con l'Iran su un memorandum d'intesa di una…
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I mercati sembrano credere alla prospettiva di un calo della tensione tra Stati Uniti e Iran e partono tutti su una nota positiva. Milano sale dello 0,9%, come Parigi; rialzo di oltre l'1,1% per Francoforte e Londra. Torna l'ottimismo anche sui mercati asiatici, oggi tutti in rialzo anche grazie a un rinnovato appetito per il rischio soprattutto nel comparto dell'high tech. Con Tokyo chiusa per festività, la migliore di giornata è Seoul, che chiude in rialzo di quasi il…
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La Borsa di Milano è in rialzo, in sintonia con gli altri mercati europei, dopo le ultime notizie positive sul conflitto fra Usa e Iran. L'indice Ftse Mib guadagna l'1,2% e supera i 49.092 punti, segnando un nuovo record. Euro Stoxx 50 +1%. Euro Stoxx 600 +1,2%. Fra i comparti, spiccano le materie prime +2,6%, le auto +2,3% e le banche +2%. Scendono gli energetici in scia al calo dei prezzi del petrolio
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MILANO Le Borse europee avviano la seduta in rialzo, con gli investitori che scommettono su un accordo tra Usa e Iran. Sotto i riflettori anche le mosse per la riapertura dello stretto di Hormuz. Un quadro che alimenta il calo dei prezzi del petrolio e del gas. Avvio positivo per Londra (+1,09%), Francoforte (+0,96%) e Parigi (+0,9%). .
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Borse europee attese in netto rialzo (+0,99%) dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto che avrebbe sospeso temporaneamente l"operazione di scorta alle navi nello Stretto di Hormuz, citando i «grandi progressi» compiuti verso un accordo globale con l"Iran. Lo Stretto è rimasto praticamente chiuso dall"inizio del conflitto, bloccando il 20% delle forniture mondiali di petrolio e scatenando una crisi energetica globale.
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