Il capo della sezione contro il crimine organizzato dell'Unodc Giovanni Gallo e il funzionario per la prevenzione del crimine e la giustizia penale presso l'ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine di Vienna Gabriele Aiello stanno partecipando a Palazzo Jung, a Palermo, alla cerimonia di commemorazione della strage di Capaci su invito della Fondazione Falcone. L'Unodc è l'agenzia delle Nazioni Unite custode della Convenzione contro la criminalità organizzata transnazionale, aperta alle…
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Erano le 17.58 del 23 maggio 1992 quando un attentato fece esplodere un tratto dell'autostrada A29, all'altezza di Capaci, uccidendo il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro
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"La data del 23 maggio ha segnato la storia della Repubblica. La strage di Capaci, manifestazione tra le più sanguinarie della disumanità mafiosa, fu un attacco di inedita ferocia contro la libertà e la dignità degli italiani". Così Mattarella nella dichiarazione per la Giornata della Legalità: un "ricordo commosso di Giovanni Falcone e di sua moglie, Francesca Morvillo (entrambi magistrati, ndr) e 3 uomini della scorta, barbaramente uccisi quel giorno che avviò la riscossa civile.
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«Volle guidare per stare accanto alla moglie e magistrata Francesca Morvillo, che soffriva il mal d'auto e chiese di stare seduta davanti», continua Costanza. «Io quindi mi sono seduto dietro, con le braccia poggiate tra i due sedili anteriori. Durante il tragitto Falcone mi chiede di preparare la sua macchina personale perché voleva portarla a Roma dove si muoveva senza scorta e…
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Roma, 23 mag. – “L’eredità di Falcone e Borsellino costituisce un patrimonio etico e civile che appartiene alla nostra democrazia. Pegno consegnato anzitutto alle generazioni più giovani. Giovanni Falcone, e con lui Paolo Borsellino, ce lo hanno insegnato: la mafia finirà grazie a istituzioni salde, ad azioni di contrasto efficaci e coerenti, con un impegno educativo che sappia far crescere la fiducia in un domani da costruire insieme”.
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Il ministro Piantedosi: "Ricordare Falcone è riaffermare la forza contro le mafie". Il presidente Mattarella: "Giovanni Falcone, e con lui Paolo Borsellino, ce lo hanno insegnato: la mafia finirà grazie a istituzioni salde, ad azioni di contrasto efficaci e coerenti, con un impegno educativo che sappia far crescere la fiducia in un domani da…
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«La data del 23 maggio ha segnato la storia della Repubblica. La strage di Capaci, manifestazione tra le più sanguinarie della disumanità mafiosa, fu un attacco di inedita ferocia contro la libertà e la dignità degli italiani». Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione nella «Giornata della legalità». «Nell’anniversario, il primo pensiero, commosso, va a Giovanni Falcone, a Francesca Morvillo e agli uomini della scorta, Antonio…
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Il 23 maggio 2026 ricorre il 34esimo anniversario della strage di Capaci dove furono ammazzati dalla mafia Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta: Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo. Nonostante siano trascorsi più di tre decenni il nome di Falcone e quello di Paolo Borsellino, ucciso il 19 luglio 1992, non sono stati dimenticati. Tutti, anche i più giovani, sanno chi sono.
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L'Italia ricorda la strage di Capaci. Politica, istituzioni e gente comune onorano le vittime della bomba che squarciò l'autostrada in quel tragico 1992. "La data del 23 maggio - ricorda il presidente della Repubblica Sergio Mattarella - ha segnato la storia della Repubblica. La strage di Capaci, manifestazione tra le più sanguinarie della disumanità mafiosa, fu un attacco di inedita ferocia contro la libertà e la dignità degli italiani".
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L'Italia ricorda la strage di Capaci. Politica, istituzioni e gente comune onorano le vittime della bomba che squarciò l'autostrada il 23 maggio 1992, lasciando un segno nero indelebile sulla storia del Paese. "Trentaquattro anni fa, nella strage di Capaci, persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Quel giorno la mafia colpì magistrati, donne e uomini dello Stato impegnati…
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La lezione immortale di Giovanni Falcone: un’analisi profonda della sua frase simbolo per riscoprire l’immenso valore della dignità e il coraggio di vivere a testa alta. Ogni anno, quando il calendario si avvicina alla fatidica data del 23 maggio, l’Italia intera si ferma per fare memoria. È il giorno in cui, nel 1992, la terra di Capaci tremò, inghiottendo la vita del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta.
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Di Piergiorgio Morosini, presidente del Tribunale di Palermo Trentaquattro anni ci dividono da quel drammatico 23 maggio. Viviamo in una Italia diversa. Economia, istituzioni, ruolo internazionale e la stessa società civile hanno un altro volto. Eppure i «segni» della vita di Giovanni Falcone non sono relegabili in un passato lontano. La sua è una «storia» attuale. Quella professionale rimane la bussola su questioni a tutt’oggi scottanti per la nostra democrazia: dalle ragioni del potere mafioso alle sue alleanze nell’ombra con «altri poteri»…
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Trentaquattro anni dopo quel maledetto 23 maggio del 1992 in cui vennero falciati con il tritolo il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro, cortei, manifestazioni, incontri e momenti di preghiera e riflessione trasformeranno Palermo per invocare legalità e giustizia in un percorso di liberazione da Cosa nostra che non è giunto ancora al traguardo.
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C’è una grande illusione che serpeggia nel Paese, a tanti i livelli. Che dopo l’arresto di Matteo Messina Denaro la mafia sia stata sconfitta e che dunque si possa avviare una stagione di normalizzazione». Il procuratore di Palermo Maurizio de Lucia, protagonista di quella storica cattura assieme ai suoi colleghi e ai carabinieri del Ros, riflette: «Il rischio della normalizzazione nella lotta al…
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Nel 34° anniversario della Strage di Capaci, in cui la mafia uccise in un attentato Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti della scorta, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso parole forti e chiare, per ricordare uomini morti nella lotta alla criminalità organizzata (come anche suo fratello Piersanti Mattarella). "La data del 23 maggio ha segnato la storia della Repubblica. La strage di…
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