L’ultima delle suore vincenziane rimasta a dormire sul lato principale della casa delle Figlie della carità apre la porta di legno con lentezza. Fuori piove ancora. Sgrana gli occhi. Alza lo sguardo al cielo. «Povero ragazzo. Come si può morire così? L’unica nostra sorella che ha la stanza da letto su via Nizza non ha sentito alcun rumore questa notte. Se no, ce lo avrebbe detto. Noi ci raccontiamo sempre tutto.
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