“Le giovani generazioni sono terrorizzate dalla prospettiva della guerra, così come da quella sensazione di incertezza costante che tutti proviamo. Quotidianamente riceviamo notizie terribili, che ci ricordano le condizioni di precarietà esistenziale in cui viviamo”. Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli studenti medi, racconta a ilfattoquotidiano.it le ragioni della mobilitazione studentesca del 5 marzo, Giornata internazionale per la consapevolezza sul disarmo…
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Presidio antimilitarista questo pomeriggio davanti all’Arsenale della Marina Militare alla Spezia. Una cinquantina di studenti delle scuole superiori ha partecipato alla mobilitazione "War on war - il futuro non si arruola", iniziativa lanciata a livello europeo. A promuovere il presidio è stata l’Unione degli Studenti, insieme ad altre realtà del mondo studentesco. "Siamo scesi in piazza in tutta Europa contro l’introduzione della leva militare ventilata in molti Paesi, per…
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Riarmo Italia al centro delle discussioni della città e del paese. Davanti alla Prefettura di Milano, in corso Monforte, alcuni studenti hanno manifestato con uno slogan semplice e diretto: «Guerra alla guerra: noi non ci arruoliamo». Il presidio, organizzato nell’ambito di una giornata di agitazione nazionale tra scuole e università, nasce dall’opposizione a quello che viene percepito come un clima sempre più orientato al riarmo e alla militarizzazione delle politiche pubbliche.
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Ritorna lo spettro della leva obbligatoria. Contro la prospettiva militare gli studenti e le studentesse si sono mobilitati ieri in molte città d’Italia: Roma, Bologna, Piacenza, Pisa, L’Aquila, Agrigento, Verona, Milano, Torino, Venezia, Napoli. La data non è casuale: si scende in piazza in contemporanea allo sciopero studentesco in Germania, dove da gennaio tutti i diciottenni ricevono un questionario per determinare il grado di idoneità e motivazione rispetto alla leva, e con iniziative in diversi…
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Si è concluso nel pomeriggio, davanti alla Prefettura di Milano in corso Monforte, il presidio promosso con lo slogan “Guerra alla guerra: noi non ci arruoliamo”, nell’ambito di una giornata di agitazione nazionale annunciata tra scuole e università. La protesta, secondo gli organizzatori, nasce dall’opposizione a un clima che viene descritto come sempre più orientato al riarmo e alla militarizzazione delle politiche pubbliche, con il timore di un…
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, uno dei primi giorni di sole a Berlino. Arrivo a Postdamerplatz un po’ in ritardo, visto che tutti i treni per il centro sono bloccati. Con me, scendono dalla metro altri ragazzi e ragazze e immediatamente riconosco che sono lì per la mia stessa ragione. Sorrido tra me e me, mi sembra di essere qui come testimone del loro coraggio. Salendo le scale per raggiungere la piazza inizio a sentire musica e voci, esco dalla stazione e impiego un secondo ad abituare gli occhi al sole.
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Migliaia di studenti tedeschi tornano in piazza contro il ritorno del servizio militare. Il 5 marzo una nuova ondata di scioperi scolastici e manifestazioni attraversa diverse città della Germania, seconda tappa di una mobilitazione iniziata lo scorso dicembre contro quella che i movimenti giovanili definiscono una crescente militarizzazione del Paese. La protesta è guidata da comitati studenteschi e reti locali che, nel corso degli ultimi mesi, hanno costruito una mobilitazione nazionale con l’obiettivo dichiarato di fermare il ritorno della…
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L’ALA – Al centro della Villa comunale un cartello di cartone, scritto con un pennarello nero spesso. In alto una frase: “War, children, it’s just one shot away – La guerra è solo a uno sparo”. Sotto, più piccolo, qualcuno ha aggiunto la fonte: The Rolling Stones. Il verso arriva da “Gimme Shelter”, la canzone del 1969: poche parole, un’immagine netta, l’idea che basti un attimo perché la normalità scivoli altrove.
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Mobilitazioni studentesche e appelli al disarmo nel giorno in cui, a livello internazionale, si riflette sul rischio di una nuova escalation militare. Il 5 marzo studenti e studentesse scendono in piazza in diverse città italiane per protestare contro i piani di riarmo e i progetti di leva militare volontaria, mentre organizzazioni della società civile rilanciano l’allarme sulla proliferazione nucleare
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"Guerra alla guerra: noi non ci arruoliamo!”, con questo slogan, oggi 5 marzo alle 16.30, gli studenti medi e universitari di Genova si riuniranno davanti alla Prefettura, per un presidio che aderisce alla giornata di agitazione nazionale in scuole e università, organizzato da Cambiare Rotta e Osa. "Il governo tedesco ha già approvato una legge che prevede un ritorno parziale della leva obbliga…
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Mentre la tensione internazionale raggiunge livelli che fino a poco tempo fa sembravano impensabili, i giovani scendono in piazza contro la leva militare, l’aumento della spesa bellica e la crescente militarizzazione dei luoghi del sapere. Lo sciopero internazionale giovanile, indetto per la giornata di oggi, nasce dall’escalation militare innescata dall’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, con il delinearsi di una situazione di forte tensione nel Golfo.
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T16:41:00+01:00 - Walter Cori L'ALA - Per la giornata del 5 marzo è stato indetto uno sciopero internazionale giovanile contro la leva militare, la spesa bellica e la militarizzazione nei luoghi del sapere. In Italia l’organizzazione maggiormente promotrice è la Rete della Conoscenza, della quale fanno parte l’Unione degli Studenti e LINK-Coordinamento Universitario. In Abruzzo è previsto un corteo in partenza dalla Fontana Luminosa alle 9:00 di mattina, concludendosi alla Villa Comunale.
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Un presidio davanti alla Prefettura di Pisa è stato annunciato per domani, mercoledì 5 marzo, alle ore 13. L’iniziativa si inserisce in una mobilitazione nazionale promossa in diverse città italiane, in contemporanea con analoghe iniziative, in solidarietà alle proteste in corso in Germania contro la leva militare. A darne comunicazione è il collettivo universitario 'Cambiare Rotta Pisa'. La manifestazione si colloca nel percorso di avvicinamento al corteo nazionale previsto per il 14 marzo a Roma…
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Studenti in sciopero Berlino. Il 5 marzo 2026 è in programma una nuova ondata di scioperi e manifestazioni studentesche contro la leva e contro la deriva di militarizzazione del Paese. È la seconda tappa di una mobilitazione che, a partire dallo sciopero del 5 dicembre 2025, ha costruito comitati nelle scuole e una rete nazionale di presìdi locali, con l’obiettivo dichiarato di bloccare il ritorno, anche “a tappe”, della coscrizione.
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Una "prova di ballo" allo scopo di "promuovere" il movimento, il benessere e la salute, a cui hanno partecipato oltre 40 parlamentari inglesi si è trasformata in un caso di polemica politica. Tutto risale allo scorso mercoledì 4 marzo, quinto giorno di guerra in Medio Oriente: a Westminster, nella sede del Parlamento britannico, alcuni parlamentari ballano il cha cha cha accompagnati…
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