(Adnkronos) – Nonostante il rallentamento registrato in questi ultimi sei mesi a seguito di una congiuntura internazionale molto difficile, l'Italia ha superato meglio dei suoi principali competitor europei gli effetti negativi provocati dalla crisi pandemica, dal caro energia e dalla crescita esponenziale registrata dai tassi di interesse. E' quanto emerge da una analisi dell'Ufficio Studi Cgia di Mestre che ricorda come tra il 2019 (anno pre-Covid) e il 2023, l’Italia ha segnato…
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"Marco Vizzardelli, nato il primo luglio 1958. Professione: giornalista di ippica. Segni particolari: appassionato di Scala e cavalli, non necessariamente in quest’ordine". Ci scherza su il sessantacinquenne, da decenni presenza fissa nel loggione, uno dei due spettatori identificati dalla polizia durante la Prima di Don Carlo. Vizzardelli, cos’è successo giovedì sera? "Parto dal giorno prima. Mi ha molto infastidito il fatto che sia stata messa in mezzo la senatrice a vita Liliana…
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La sinistra ha trovato il federatore. Beppe Sala? Per carità. Paolo Gentiloni? Assolutamente no. Enrico Letta? Sta bene a Parigi. L'urlatore della Scala di Milano è il nuovo Prodi. Eccolo, l'idolo di Ruotolo, Schlein e Conte. È lui. Nessun dubbio Un esperto di cavalli è già diventato l'eroe di Pd e sinistra. È bastato un urlo, al termine dell'Inno di Mameli, durante la Prima della Scala, per mandare in estasi i compagni.
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'Viva l'Italia antifascista'. Marco Vizzardelli, il loggionista identificato dalla Digos dopo aver gridato la frase alla Scala, non ha dubbi il giorno dopo: "Pentito? Neanche un po', la ridirei. Non posso non andare in imbarazzo davanti a un La Russa, a un presidente del Senato che si tiene in casa determinate cose e dice determinate cose. Non c'era niente di preparato, è una frase che mi è uscita con il pilota automatico dopo l'inno di Mameli, tra l'altro in…
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Milano – Un’anomalia da verificare come tante altre. Un alert a cui rispondere come un’altra decina ce ne sono stati nel corso della lunga giornata trascorsa dalle forze dell’ordine dentro e fuori dal Teatro alla Scala per la Prima di Don Carlo. È la ratio del controllo a cui è stato sottoposto al primo intervallo il loggionista Marco Vizzardelli, che ha urlato la frase “Viva l’Italia antifascista” al termine…
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I numeri del "Don Carlo" andato in scena ieri alla Scala di Milano raccontano una Prima tornata ai livelli del pre-Covid, ma l’allestimento dell’opera di Giuseppe Verdi firmata da Lluis Pasqual non è l’unico argomento al centro del dibattito. Prima dell’inizio dell’opera, subito dopo l’esecuzione dell’inno di Mameli, un urlatore – Marco Vizzardelli – ha gridato “viva l’Italia antifascista” nel pieno silenzio della sala.
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Giusto il tempo di provare a cavalcare l’animo antifascista del loggione alla Scala che subito il Pd viene sbugiardato. Non da un ministro del fascistissimo governo né tantomeno da Ignazio La Russa, ma dalla questura di Milano che mette la parola fine alla più imbarazzante della Prime al teatro meneghino. Il signore che ha urlato “viva l’Italia antifascista” è stato sì identificato, come raccontato dallo stesso Marco Vizzardelli, ma non per chissà quale comando arrivato…
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Giornalista di 65 anni, Vizzardelli frequenta la Scala da quando ne aveva 10 e spiega di essere arrivato ieri alla Prima «rimuginando sulla presenza di Liliana Segre sul palco assieme a Ignazio La Russa e Matteo Salvini. Non mi piaceva per nulla averla vista in mezzo a questa polemica e ho pensato che qualcosa andava fatto ma non sapevo cosa». Prima dell’esecuzione dell’inno di Mameli, qualcuno ha urlato 'no al fascismò, «ma non ero io -…
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L'identificazione delle due persone che durante la serata di apertura della nuova Stagione del teatro hanno rotto il silenzio pronunciando frasi contro il fascismo, dice la Questura di Milano, "è stata effettuata quale modalità ordinaria di controllo preventivo per garantire la sicurezza della manifestazione". Marco Vizzardelli, uno degli identificati: "Inquietante, siamo alla soglia di uno stato parafascista.
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Dopo il clamore mediatico, anche la questura di Milano è intervenuta per spiegare che l'identificazione di Vizzardelli e dell'altro spettatore che ha urlato, è stata effettuata come "ordinaria modalità di controllo preventivo per garantire la sicurezza della rappresentazione"
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– All'indomani della prima della Scala tiene banco la polemica sull'identificazione dell'uomo che dal loggione ha urlato 'Viva l'Italia antifascista'. E così se lo stesso loggionista, il giornalista Marco Vizzardelli, dice di trovare "un po' inquietante" la cosa, la Questura chiarisce – in una nota – che si è trattato di un'"ordinaria modalità di controllo preventivo per garantire la sicurezza della rappresentazione".
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Due passioni, la musica e l’equitazione. “La metà della mia vita che non passo a seguire i cavalli la passo alla Scala”. Parole di Marco Vizzardelli, il loggionista diventato suo malgrado tra i protagonisti della Prima del “Don Carlo” di Giuseppe Verdi dopo essere stato identificato dalla Digos per avere gridato “Viva l’Italia antifascista” poco dopo l’inno di Mameli, non è uno spettatore della d…
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"Me lo sono sentito dentro. Direi che lo rifarei, senza dubbio". Marco Vizzardelli, giornalista 65enne che si occupa di equitazione ed è un habitué della Scala, ieri sera è stato identificato dalla digos dopo aver urlato “Viva l'Italia antifascista” dal loggione, appena dopo l'inno di Mameli, poco prima dell'inizio…
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«Me lo sono sentito dentro. Direi che lo rifarei, senza dubbio». Il giorno dopo Marco Vizzardelli tira dritto. Il giornalista 65enne che si occupa di equitazione, habitué della Scala, è stato identificato a Sant'Ambrogio dopo aver urlato «Viva l'Italia antifascista» dal loggione dopo l'inno di Mameli, poco prima dell'inizio della Prima della Scala del «Don Carlo» di Giuseppe Verdi. «Durante il primo atto…
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(Adnkronos) – Nonostante il rallentamento registrato in questi ultimi sei mesi a seguito di una congiuntura internazionale molto difficile, l’Italia ha superato meglio dei suoi principali competitor europei gli effetti negativi provocati dalla crisi pandemica, dal caro energia e dalla crescita esponenziale registrata dai tassi di interesse. E’ quanto emerge da una analisi dell’Ufficio Studi Cgia di Mestre che ricorda come tra il 2019 (anno pre-Covid) e il 2023, l’Italia ha segnato…
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