Un episcopato orientato all’incontro e alla cura, aperto ai migranti e all’enorme diversità di una metropoli come New York. Tre colpi alla porta dorata della cattedrale di St. Patrick, nel cuore di Manhattan, seguiti dall’ingresso nella chiesa tra gli applausi, hanno segnato l’insediamento di Ronald Hicks come undicesimo arcivescovo di New York e aperto una nuova pagina nella storia di una delle diocesi più grandi e simboliche degli Stati Uniti
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L’arcivescovo Ronald A. Hicks ha iniziato la sua prima omelia come leader di circa 2,5 milioni di cattolici newyorkesi parlando in spagnolo e citando un inno che quasi tutti i latinoamericani che frequentano la messa conoscono: “Signore, prendi la mia vita – ha esordito in spagnolo – citando a braccio Alma Misionera – sono disposto a fare tutto ciò che desideri, qualunque cosa sia, guidami a servire”.
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«Signore, prendi la mia vita nuova… tu chiamami a servire». Con i versi di Alma misionera, S.E.R. Mons. Ronald A. Hicks ha dato il tono all’inizio del suo ministero, nel giorno in cui, venerdì 6 febbraio 2026, ha preso possesso canonico dell’Arcidiocesi di New York. L’avvio della celebrazione liturgica è stato segnato da un gesto dal forte valore simbolico: il nuovo arcivescovo ha bussato tre volte con un martelletto d’oro alla porta della Cattedrale di San Patrizio
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Se il nuovo arcivescovo di New York ha scelto di sintetizzare il suo programma episcopale nelle parole “Pace e bene”, incise in spagnolo nello stemma, nella messa di presa di possesso della sua diocesi le parole che hanno attraversato la cattedrale sono state “gioia” e “gratitudine”. La prima è stata vissuta da chi ha atteso all’addiaccio sul marciapiede davanti alla cattedrale, con canti e cartelli di benvenuto, e dai circa duemila…
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