Iran, Gaza, Ucraina. È un periodo in cui la diplomazia americana potrebbe portare a delle novità importanti, positive o negative, dirompenti. In ogni caso è importante che in questo periodo improvvisamente gli europei abbiano la speranza di avere un amico alla Casa Bianca. E questo amico si chiama Marco Rubio, nientemeno che segretario di Stato. Ma anche capo del National Security Council, la cabina di regia della politica estera e militare della Casa Bianca.
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Approfondimenti:
Dall’Ucraina a Gaza l’Europa senza coraggio non sa decidere: o forte e autonoma o allineata agli Usa
Alla straordinaria performance offerta dal segretario di Stato Usa Marco Rubio all’inclita platea della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, InsideOver ha dedicato diversi ed eccellenti articoli di Andrea Muratore (qui) e di Raffaele Oriani (qui). Di meglio e di più non si potrebbe dire. Se non che Rubio, applaudito alla fine dell’intervento, da perfetto Mefistofele ha riposto agli appelli del dottor Faust-Europa, prendendosi la sua anima…
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Il segretario di Stato americano Marco Rubio, partecipando alla Conferenza sulla sicurezza, che si è tenuta il 14 febbraio al Bayerischer Hof Hotel di Monaco, ha tenuto un ampio e articolato discorso, in cui ha ribadito che Stati Uniti ed Europa fanno parte di un’unica civiltà e devono unire le loro forze per combattere i comuni nemici interni ed esterni. Eppure gli Stati Uniti, per molti conservatori e cattolici di orientamento tradizionale, costituiscono una sorta di nuovo “Impero del Male”.
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Usa-Ue: Merz, Rubio volto più cordiale di Trump ma linea identica "È Trump in una veste più amichevole" Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in un'intervista al podcast Machtwechsel in vista del congresso della CDU di Stoccarda, commentando il recente discorso del segretario di Stato americano, Marco Rubio, alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. "Ma è la visione…
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Cari amici vicini e lontani, a Monaco si è svolto il teatrino del poliziotto buono e del poliziotto cattivo e gli europei hanno partecipato con grande entusiasmo. In sintesi i temi toccati sono stati non solo importanti ma anche determinanti circa la possibile “nuova” politica europea. Si è parlato di politiche migratorie con il nuovo patto di migrazione e asilo; di “deregulation” con il possibile taglio dei costi dell’energia che significa anche una netta revisione del Green Deal; di riarmo dell’Europa, soprattutto di…
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Nulla è andato drammaticamente storto nei rapporti transatlantici alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco (Msc). Dopo lo choc dell’edizione dello scorso anno, quando il vicepresidente statunitense JD Vance sferrò un attacco frontale all’Europa, il tono apparentemente più conciliante del segretario di Stato Marco Rubio è stato accolto da molti ascoltatori europei come r…
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A Monaco gli Sati Uniti snobbano l’Europa in delirio bellicista Più slogan che contenuti, più propaganda che politica, più bugie che concreto realismo. La Conferenza sulla Sicurezza di Monaco non si è differenziata molto dei summit degli ultimi anni mettendo in luce ancora una volta la profonda inadeguatezza di molti leader europei rispetto alle sfide che devono affrontare. Quanto peso attribuissero gli Stati Uniti agli “alleati” europei era del resto già evidente prima…
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I toni pacati e concilianti del discorso di Marco Rubio a Monaco ne hanno in larga misura occultato la radicalità politica e ideologica. E la sua piena coerenza con il più generale atteggiamento degli Usa verso l’Europa e la Nato, espresso in tanti altri passaggi, dall’intervento di Vance nella stessa sede un anno fa sino alla dottrina di sicurezza nazionale di novembre. Un approccio che in una certa misura ambisce a estendere alla sfera euro-americana logiche e categorie del nazionalismo essenzialista e razziale della…
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Non è per caso che arrivi proprio adesso l’appello a riscoprire l’anima dell’Europa da parte dei presidenti delle conferenze episcopali di Italia, Francia, Germania e Polonia. «Il mondo ha bisogno di un’Europa che lavora per la pace tra i popoli». La pace, infatti, appare sempre più lontana, non solo dai luoghi dove le guerre colpiscono crudelmente tanti innocenti, ma anche da un mondo sempre meno orientato a fare della pace un obiettivo prioritario.
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🚨🪖���������� Buonasera a tutti. È un punto nave che parte dalla Baviera, attraversa il Medio Oriente e risale fino a Kyiv, quello che…
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Pedro Victor Garcia, nonno materno del segretario di Stato Marco Antonio Rubio, immigrò legalmente negli Stati Uniti nel 1956, poi, dopo un breve rientro a Cuba, fuggì negli States nel 1962 senza visto, come immigrato clandestino. Per questo fu arrestato e un giudice dell’immigrazione ne ordinò l’espulsione, poche ore dopo trasformata in libertà vigilata. Discendente di immigrati clandestini, Rubio è prevedibilmente diventato uno dei più aggressivi mastini delle frontiere murate.
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Da evento di settore, legato soprattutto a temi strategici e di architettura militare, la Conferenza si è trasformata in un appuntamento di enorme rilievo politico. E ha dato una risposta all’incognita di quale direzione stessero prendendo i rapporti tra USA e Unione Europea, se quella di una separazione o di una riconciliazione
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La Conferenza di Monaco si chiude con una constatazione che, fino a pochi anni, fa sarebbe sembrata inconcepibile e che oggi, invece, appare semplicemente realistica: l’alleanza transatlantica, per come l’abbiamo conosciuta dal 1945 in poi, di fatto non esiste più. Non è stata formalmente sciolta, non c’è stato un annuncio di rottura, non sono stati ritirati trattati. Ma il presupposto su cui si reggeva – la convergenza di interessi, valori e visione dell’ordine internazionale – è venuto meno.
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La Conferenza di Monaco di Baviera sulla sicurezza si tiene ogni anno dal 1963, sempre a Febbraio. Si tratta di una «Conferenza» convocata da una società privata, la Fondazione Munich Security Conference GmbH. È una specie di Davos politico-militare, nata nel 1963, alla quale partecipano capi di Stato e di governo, ministri degli Esteri e della Difesa, generali, industriali e politologi. In quella del 2025 il vice presidente degli Usa J.
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Rubio: "Non vogliamo alleati deboli perché indebolirebbero anche noi" 16 febbraio 2026 "Per cinque secoli, fino alla fine della Seconda guerra mondiale, l’Occidente era stato in espansione: missionari, pellegrini, soldati ed esploratori si riversavano dalle sue coste per attraversare gli oceani, colonizzare nuovi continenti e costruire vasti imperi estesi in tutto il globo. Ma nel 1945, per la prima volta dall’epoca di Colombo, iniziò a contrarsi.
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Buon lunedì e ben ritrovate/i Nello scorso fine settimana a Monaco di Baviera c'è stata l'ormai consueta Conferenza sulla sicurezza. Il tema «caldo» di quest'anno era il rapporto tra le due sponde dell'Atlantico, fra Europa e Stati Uniti. I discorsi del cancelliere tedesco Merz e del presidente francese Macron, venerdì, sono stati molto netti nel prendere atto che l'antica alleanza con gli americani non sia più così solida e che il Vecchio Continente debba adattarsi velocemente.
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“Gli Stati Uniti sono sempre figli dell’Europa”. Il segretario di Stato americano Marco Rubio intervenendo alla la 62ma Conferenza di Monaco sulla Sicurezza ha tenuto fede alle aspettative della vigilia, ovvero che sarebbe stato più soft con gli europei rispetto agli schiaffi (virtuali ma non per questo meno dolorosi) inflitti lo scorso anno dal vicepresidente JD Vance. Alle affermazioni del capo della diplomazia Usa è seguita un’ovazione, ma la realtà è che…
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Bruxelles – Se lo scorso anno fu una doccia gelata per l’Unione europea, bersaglio dell’aggressiva arringa di JD Vance, la Conferenza di Monaco sulla Sicurezza conclusasi ieri (15 febbraio) ha segnato piuttosto un freddo e consapevole distacco tra le due sponde dell’Atlantico. L’invito di Marco Rubio, segretario di Stato americano, a costruire insieme un nuovo ordine mondiale, è stato declinato dai leader europei.
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Usa-Europa: idee diverse di potenza ma al centro la militarizzazione A CURA DI: Redazione Le relazioni Usa-Ue dopo la Conferenza di Monaco? I toni meno aggressivi di Rubio non hanno smentito i contenuti identici a quelli di Vance sul dominio occidentale da difendere e recuperar con la militarizzazione. Questa in sostanza l’idea di sicurezza dell’amministrazione Trump che continua a definire qualsiasi pensiero sui diritti e i limiti come “debolezza”.
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MONACO DI BAVIERA – L’ex comandante delle forze armate americane in Europa, Ben Hodges, non crede minimamente a una svolta nell’Amministrazione Trump sull’Europa. Sabato il generale ha partecipato a una tavola rotonda della Conferenza sulla sicurezza. A margine lo abbiamo intercettato per un’intervista e Hodges ci ha spiegato perché il discorso del Segretario di Stato Marco Rubio “non cambia null…
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L’Europa, secondo la premier lettone Evika Siliņa, deve compiere un salto di qualità e affermarsi come potenza geopolitica capace di rivolgersi agli Stati Uniti con un linguaggio “diretto e chiaro”, proprio mentre Washington prova a ricostruire la solidità dei rapporti transatlantici. Intervenendo a margine della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, Siliņa ha collegato questa esigenza alle recenti tensioni generate dalle dichiarazioni del presidente americano Donald Trump sulla possibile annessione della…
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Spenti i riflettori sulla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, abbiamo chiesto all’ambasciatore Giampiero Massolo – già segretario generale della Farnesina, attualmente presidente di Mundys – di fare un bilancio sullo stato della politica di sicurezza transatlantica, alla luce degli scossoni imposti dall’amministrazione Trump e dei “segnali di vita” lan…
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True Alessandro Rico L’Ue rimedia ancora sberle dall’America ma stavolta ringrazia Marco Rubio e Ursula von der Leyen alla conferenza di Monaco (Ansa) Ursula & C. «rassicurati» da Rubio, a dottrina Usa invariata. La vera lotta è dentro l’Unione: più centralismo o più sovranità.Un poliziotto buono, ma pur sempre un poliziotto. A Monaco, Marco Rubio è andato a dare all’Europa un pugno in una carezza.
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Monaco 2026: l’illusione del coordinamento transatlantico e la deriva verso la guerra perpetua Dal nostro inviato a Monaco di Baviera. La 62ª edizione della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco si è chiusa lasciando dietro di sé più interrogativi che certezze. Dietro la retorica rassicurante del Segretario di Stato americano Marco Rubio e le solenni dichiarazioni dei leader europei, emerge un quadro di sostanziali contraddizioni…
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Monaco ridisegna l’Occidente. Stati Uniti ed Europa restano alleati ma recidono i voti nuziali. In un mondo che ha girato pagina, e non torna indietro, viene meno l’interdipendenza fra le due sponde dell’Atlantico che ne ha accompagnato i destini dal 1945. Si rafforza il cordone ombelicale di sicurezza fra Londra e il continente. Si prospettano formati ad hoc dai volenterosi per l’Ucraina al corpo di spedizione congiunto per il Nord Europa.
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La standing ovation che chiude il discorso di Marco Rubio a Monaco, alle 9.30 del mattino, è più di un sospiro di sollievo: è il gesto liberatorio di una sala che riconosce un vecchio linguaggio, sollevata per aver evitato il peggio, o uno schiaffo. Marco Rubio è venuto a dire «agli amici europei» che «il passato è finito, il futuro inevitabile, e il nostro destino insieme ci aspetta». Per la stragrande maggioranza del pubblico di Monaco la frattura è consumata.
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A rischiare la «distruzione» è l'ordine mondiale - della Conferenza sulla sicurezza di Monaco di quest'anno è piuttosto eloquente, come scrive la nostra inviata nella capitale della Baviera Mara Gergolet. L'evento prende il via oggi, fino a domenica sono previsti decine di discorsi (da Merz e Macron in giù) e vertici tra leader. L'impressione della vigilia è che sarà un'edizione meno traumatica di quella del 2025, quando il neovicepresidente degli Stati Uniti JD Vance venne a dare all'Europa una presunta lezione di democrazia.
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