Awa, 24 anni, la sorella minore di Moussa Sangare, l'assassino di Sharon Verzeni, insieme a sua madre Kadiatou, 53 anni, per ben tre volte avevano denunciato il fratello alle autorità, temendo che quei pugni e quelle minacce di morte gridate dentro le mura domestiche potessero sfociare in qualcosa di più grave. "Abbiamo fatto tutte le dovute segnalazioni - ha detto Awa in un'intervista al quotidiano locale L'eco di Bergamo - ma nessuno è…
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Un dolore lancinante dentro un dolore con il quale aveva imparato a convivere. Lui, fratello violento e instabile dentro le mura di casa – anche se da qualche mese i muri non erano più quelli dell’appartamento di famiglia, ma due piani sotto –: pugni, minacce di morte, le peggiori parolacce da mai dire alla propria madre e sorella. E ora l’epilogo che fa precipitare nel baratro ogni barlume di speranza.
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"Quando ci hanno detto che era stato lui a uccidere quella povera ragazza, siamo rimaste choccate. Sapevamo che non stava bene, ma mai avremmo potuto pensare che potesse arrivare a questo": Awa, studentessa 24enne di ingegneria gestionale, è la sorella di Moussa Sangare, l'assassino reo confesso di Sharon Verzeni, e in un'intervista all'Eco di Bergamo spiega che "non doveva finire così, assolutamente no.
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Moussa Sangare, un trentunenne noto per il suo comportamento violento e instabile, ha confessato l'omicidio di Sharon Verzeni a Suisio. Nonostante le ripetute denunce e i segnali d'allarme, le autorità non sono intervenute in tempo. La comunità, sconvolta e frustrata, si chiede come si sia potuti arrivare a questa tragedia evitabile.
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Terno d'Isola. Un vaso di rose bianche. L'ultimo regalo per la sua Sharon, Sergio gliel'ha portato dove non avrebbe mai voluto: sul luogo dove è stata uccisa. Il giorno dopo l'arresto di Moussa Sangare, reo confesso per l'omicidio della 33enne di Terno d'Isola, Sergio Ruocco è tornato sul luogo del delitto. Il 37enne ha raggiunto via Castegnate intorno alle 9 di mattina accompagnato da Mariateresa Previtali, madre della vittima, e insieme a lei ha posato i…
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«Moussa Sangare era una bomba innescata, una personalità di tipo borderline fortemente discontrollata». La criminologa Roberta Bruzzone ripercorre le "tappe" mentali che hanno portato il killer di Sharon Verzeni a esplodere la violenza. La sagoma di cartone in casa "infilzata" dai coltelli, i maltrattamenti in famiglia, l'uso di stupefacenti. «Accumulava rabbia, frustrazione e invidia». Come Turetta? «No, lui era più…
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