I 15 membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riuniscono nel Palazzo di Vetro di New York poche ore prima che il deposto presidente venezuelano Nicolás Maduro compaia davanti a un tribunale federale di Manhattan. Ma il diritto di veto statunitense riduce tutto a un esercizio oratorio: dal richiamo al diritto internazionale del segretario generale dell’Onu António Guterres alle dur…
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NEW YORK – Dalle venticinque pagine dell’atto d’accusa nei confronti del deposto presidente del Venezuela e di altri cinque imputati, emerge il quadro di una famiglia di criminali. Il primo dei quattro capi d’imputazione è “Cospirazione di narco-terrorismo”: è il più grave e riguarda Maduro e altri due imputati, l’attuale ministro dell’Interno Diosdado Cabello Rondón, e l’ex ministro Ramón Rodríg…
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Fatte poche eccezioni — come Spagna, Paesi Bassi e Norvegia — la maggior parte dei leader europei ha accuratamente evitato di condannare l’attacco militare e il cambio di regime orchestrato dagli Stati Uniti in Venezuela. Sebbene Nicolás Maduro fosse un dittatore illegittimo, l’attacco statunitense per rovesciarlo rappresenta una grave e palese violazione del diritto internazionale. Perché non riusciamo a dirlo chiaramente? Esistono tre possibili spiegazioni per la tiepida risposta dell’Europa, tutte legate alla sicurezza europea.
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La crisi venezuelana ha l’aria d’essere appena cominciata: tutto lascia temere che la miccia accesa a Caracas sia destinata a svilupparsi in più direzioni, talune molto negative per i rapporti fra Stati Uniti ed Europa. In Italia, come nel resto dell’Unione, si stanno facendo i conti con la realtà. Nelle prime ore dopo l’attacco al regime di Maduro, la condanna dell’azione americana è stata per m…
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Non ci saranno elezioni in Venezuela nei prossimi 30 giorni: "dobbiamo prima risanare il Paese. Non si possono tenere elezioni, non c'è modo che la gente possa votare". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Nbc. A chi gli chiedeva se ci fosse la possibilità di votare in 30 giorni, il presidente ha risposto: "No, ci vorrà del tempo. Dobbiamo prima riportare il Paese alla normalità". .
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Cresce l’incertezza sul dossier taiwanese. Un nodo che, con ogni probabilità, tornerà al centro delle tensioni tra Washington e Pechino.La scorsa settimana, la Cina ha avviato delle esercitazioni militari nei pressi dell’isola, sostenendo di voler lanciare un «severo avvertimento» contro quelle che ...
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Il presidente statunitense, Donald Trump, ha ribadito che gli Stati Uniti sono "al comando" del Venezuela dopo l'arresto di Nicolas Maduro. "Abbiamo a che fare con le persone che hanno appena giurato. Non chiedetemi chi comanda perché' vi darò una risposta e sarà molto controversa," ha detto Trump ai giornalisti su Air Force One quando gli è stato chiesto se avesse parlato con il leader ad interim Delcy…
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Si può individuare qui un pattern, un filo conduttore comune a tutti i cosiddetti «alleati» di Washington: dopo essersi dimenati abbastanza disordinatamente in questi ultimi dodici mesi per cercare di capire cosa fare nel mondo post-americano, si trovano oggi a balbettare vuote formule diplomatiche per non disturbare l’imprevedibile manovratore americano Manlio Graziano Leggi gli approfondimenti sul Venezuela «Cerchiamo buoni rapporti e relazioni commerciali pacifiche con le nazioni del mondo senza imporre loro cambiamenti democratici o sociali».
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In Sudamerica il Dragone cinese deve rassegnarsi a restare una tigre di carta. La deportazione negli Usa dell'"alleato" Nicolás Maduro oltre a sottrargli quell'80 per cento della produzione di greggio venezuelano che Pechino, forte dei proprio crediti, s'aggiudicava a prezzi da saldo rappresenta anche un vigoroso stop ai suoi piani di espansione. Piani tutt'altro che segreti. Ad esporli ci aveva pensato, lo scorso maggio, lo stesso presidente Xi Jinping enunciando…
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