Oggi è la giornata mondiale della libertà di stampa promossa dall’UNESCO. Una giornata importante per discutere, affrontare i problemi del settore, capire come è messa l’Italia rispetto agli altri paesi del mondo. Ma occorre cominciare subito dalle chiare parole del Papa, pronunciate oggi a Piazza San Pietro: «La libertà di stampa è un diritto troppo spesso violato, a volte in modo flagrante, a volte nascosto.
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Approfondimenti:
Nella Giornata mondiale della libertà di stampa, alla luce della recente pubblicazione del World Press Freedom Index 2026 che vede l’Italia perdere diverse posizioni, si impone una riflessione sulla condizione del giornalismo nel nostro Paese. Soprattutto del giornalismo locale, che deve affrontare spesso problemi ulteriori rispetto a quello nazionale. I…
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Min lettura L’indice 2026 sulla libertà di stampa curato da Reporter Senza Frontiere segna il punto più basso di sempre. Il peggioramento non riguarda solo i regimi autoritari o i paesi in guerra: attraversa anche democrazie consolidate, dove l’informazione viene compressa da pressioni politiche, norme più restrittive, cause giudiziarie intimidatorie, difficoltà economiche e attacchi diretti contro giornalisti e redazioni.
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Tv, radio, social media e quotidiani fanno davvero un’informazione al servizio dei cittadini? O sono diventati, nel tempo, una sorta di portavoce di poteri forti, lobby e interessi economici? Una domanda che in pochi si pongono, ma che merita una risposta onesta. L’analisi del direttore del QdS, Carlo Alberto Tregua
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Giornalisti intimiditi e minacciati, reporter uccisi e incarcerati. La libertà di stampa nel mondo è scesa al gradino più basso degli ultimi 25 anni. Il quadro allarmante emerge dal "World press freedom index", la graduatoria annuale che realizza Reporters sans frontières (Rsf), ong internazionale che si batte per la libertà d'informazione. Tra gli indicatori presi in considerazione, il contesto economico, quello legale, lo scenario socio-politico e le condizioni di…
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Oh, finalmente è arrivato! Lo aspettavamo con ansia, come ogni anno. Ed eccolo qui: il report di "Reporters sans frontières" sulla libertà di stampa nel mondo, con l'Italia che retrocede dal 49° al 56° posto. E insomma, dai. Come stupirsene? Tutto coerente con la gestione di questo governo a traino fascista... Non abbiamo fatto a tempo a guardare, giusto per un confronto, com'è messa la Spagna - dove l'altro giorno un giornalista ha rivolto delle domande alla moglie del presidente Pedro Sánchez sui suoi presunti crimini ed è stato aggredito da…
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ROMA – La libertà dei media nel mondo attraversa “un allarmante deterioramento”, con ben cento Paesi su 180 che registrano un peggioramento negli indicatori: lo rivela il 25esimo Indice globale sulla libertà di stampa redatto da Reporter senza frontiere (Reporters sans frontières, Rsf). L’organizzazione sostiene che ora oltre la metà dei paesi rientra nelle categorie “difficile” o “molto grave” – le ultime due su cinque dopo “buona”, “piuttosto buona” e “problematica” – per quanto riguarda la…
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“L’Italia arretra ancora nella classifica sulla libertà di stampa di Reporters sans frontières : dal 49° al 56° posto in un solo anno. Si tratta di un grave allarme democratico”, dichiara Sandro Ruotolo, responsabile informazione nella segreteria del Pd e membro socialista del gruppo di lavoro sull’implementazione del European Media Freedom Act al Parlamento europeo. “Nel nostro Paese chi fa informazione è sempre più esposto: alle minacce delle mafie, soprattutto nei territori…
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«In 25 anni, il punteggio medio complessivo dei Paesi studiati non è mai stato così basso», sottolinea l’organizzazione, fotografando un contesto internazionale segnato da guerre, pressioni politiche, crisi economiche dell’editoria e violenze contro i cronisti. Tra i dati che colpiscono di più c’è quello sul posizionamento degli Stati Uniti, definiti in una «situazione problematica»: perdono sette posizioni rispetto…
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Secondo il World Press Freedom Index 2026, il punteggio medio di tutti i Paesi del mondo non è mai stato così basso. L’Italia slitta dal 49esimo al 56esimo posto Uccisi o imprigionati e, quando va bene, imbavagliati e messi a tacere. Non c’è stata era più oscura di questa, da 25 anni a questa parte, per i giornalisti di ogni parte del mondo. Nel quarto di secolo trascorso dalla pubblicazione dell’Indice Mondiale sulla…
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Nell’ultima edizione del World Press Freedom Index, pubblicata oggi da Reporter Senza Frontiere (RSF), l’Italia perde posizioni, classificandosi al 56° posto su 180 nazioni, con un punteggio di 65,16 su 100. Già nel 2025 eravamo arretrati di tre posizioni, al quarantanovesimo posto, con un punteggio di 68,01. Tutto questo in un contesto globale in cui, per la prima volta nella…
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Stefano Leszczynski – Città del Vaticano Dalla nascita del report che da 25 anni fa il punto sulla libertà di stampa a livello globale, il 2025 è, finora, l’anno più nero nella storia del giornalismo. Per la prima volta, secondo l’ultimo World Press Freedom Index, più del 52% dei Paesi presenta gravi criticità. Se nel 2002 una parte significativa della popolazione viveva in contesti favorevoli all’informazione, oggi meno dell’1% gode di una reale libertà di stampa.
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Per la prima volta nei 25 anni di storia dell'indice redatto da Reporter Senza Frontiere, la libertà di stampa nel mondo tocca il punteggio più basso. L'Italia, ad esempio, nel 2026 è scesa dalla 49esima posizione del 2025 alla 56esima, con la libertà di stampa che «continua ad essere minacciata dalle organizzazioni mafiose, in particolare, nel sud del Paese come anche da diversi gruppuscoli estremisti che esercitano…
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“Il contagio autoritario non è una fatalità. Fino a quando tollereremo l'asfissia del giornalismo, gli ostacoli sistematici ai giornalisti e l'erosione continua della libertà di stampa?”. Queste le domande - retoriche - di Anne Bocandé, direttrice editoriale di Reporter senza frontiere (Rsf), che ha oggi diffuso l’Indice mondiale annuale sull…
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Reporter Senza Frontiere: la libertà di stampa ai minimi nel mondo 30 aprile 2026 si è verificato in Niger, sceso di 37 posizioni, al 120esimo posto con la giunta militare al potere. Aleksandra Bielakowska, responsabile di RSF per l'Asia-Pacifico, ha detto che "i tre paesi con il punteggio peggiore rimangono gli stessi dell'anno scorso, ovvero Cina, Eritrea e Corea del Nord, senza troppe sorprese, paesi totalitari in termini di accesso alla libertà di stampa, non c'è libertà di stampa".
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La libertà di stampa è a rischio. Reporters sans frontières: l'Italia passa dal 49esimo posto su 100 del 2025, al 56esimo registrato nel 2026 La libertà di stampa in Italia è sempre più a rischio. A sostenerlo è l’ultimo rapporto di Reporters sans frontières (Rsf), secondo cui il nostro Paese perde posizioni, scivolando dal 49° posto registrato nel 2025 al 56° nel 2026. Secondo l’Ong con sede a Parigi, “la libertà di stampa in Italia continua a essere minacciata dalle organizzazioni mafiose, in…
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Il report annuale della Ong racconta un quadro in ulteriore peggioramento rispetto ai segnali già allarmanti dello scorso anno. Norvegia confermata in testa, Eritrea fanalino di coda, si registra lo scivolamento di 7 posizioni degli Usa, come sette sono le posizioni in meno per l’Italia. A pesare nel nostro paese, la criminalità, l’ingerenza politica – con un accenno particolare sulla Rai -, l’instabilità economica e l’uso di strumenti per fare pressioni legali.
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Per altri Paesi, invece, la situazione rimane purtroppo invariata a causa di regimi dittatoriali. È il caso della Cina (178°), della Corea del Nord (179°) e dell'Eritrea (180°), dove il giornalista Dawit Isaak è incarcerato senza processo da 25 anni. L'Europa orientale e il Medio Oriente rimangono, segnala RSF, "come negli ultimi venticinque anni, le due regioni più pericolose per i giornalisti". Ne è la prova la posizione della Russia (172°) sotto Vladimir Putin…
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