Se la crisi causata dalla guerra all'Iran colpirà particolarmente duro l'Europa, anche l'Italia subirà l'impatto forte con una crescita che nel 2026 viene dimezzata a 0,4% da 0,8%. Così le nuove stime di Standard&Poor's nel suo Global Economic Outlook. Taglio di 4 decimali anche per Gran Bretagna che scenderebbe da 1,4% a 1%. L'area euro si fermerebbe a una crescita dell'1% da 1,2%. Tengono la Germania (crescita attesa dello 0,8% con lo stimolo fiscale) e la Francia a +1,9%.
Leggi
Altre informazioni:
S&P lancia l’allarme: rischi in rapido aumento e possibile recessione tecnica in Europa entro metà anno. Lo shock energetico legato alle tensioni in Medio Oriente rischia di compromettere la fragile traiettoria di crescita globale, con prospettive “decisamente al ribasso” anche per gli Stati Uniti. Nel report Global Economic Outlook, S&P Global Ratings traccia uno scenario che, pur non essendo ancora centrale, assume contorni sempre più concreti.
Leggi
Se la crisi causata dalla guerra all’Iran colpirà particolarmente duro l’Europa, nel Continente è l’Italia a subire l’impatto più forte. Secondo le nuove stime macroeconomiche diffuse da Standard & Poor’s all’interno del Global Economic Outlook, la crescita dell’Italia nel 2026 sarà dello 0,4%, un valore dimezzato rispetto alla precedente stima di 0,8%. Taglio di 4 decimali anche per la Gran Bretagna il cui prodotto interno…
Leggi
Milano, 02 apr - S&P ha ridotto sensibilmente le stime di crescita dell'Italia alla luce dell'impatto della guerra in Iran. In un aggiornamento pubblicato oggi, l'agenzia prevede ora una crescita del pil italiano dello 0,4% nel 2026 e dello 0,8% nel 2027. A meta' gennaio S&P aveva previsto per l'Italia una crescita dello 0,8% nel 2026 (confermando le previsioni di novembre) e dello 0,9% nel 2027. Per il 2028 S&P vede una crescita dello 0,7% (ridotta di un decimo) e un…
Leggi
Da un confronto tra quattro capi economisti di istituzioni finanziarie e organizzazioni internazionali pubblicato dal World Economic Forum emerge il rischio di un "choc economico ai livelli del Covid nell’eventualità di una guerra prolungata"
Leggi
Da Bce e BoE attesi a rialzo tassi nel secondo trimestre (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 02 apr - "La guerra in Medio Oriente ha interrotto la ripresa europea, spingendo al rialzo l'inflazione, pesando sulle prospettive di crescita e complicando la politica monetaria. Ci aspettiamo che la Banca Centrale Europea e la Bank of England aumentino i tassi gia' nel secondo trimestre del 2026". E' quanto affermano gli esperti di S&P in un…
Leggi
Inflazione sopra il 2% già in questi mesi, fino al 3,1% del secondo trimestre e uno strascico (2,8%) nel terzo. Secondo la Banca centrale europea gli impatti della guerra in Medio Oriente potrebbero essere più gravi e duraturi delle stime attuali, “spingendo a un ulteriore rialzo l’inflazione dell’area dell’euro” e tagliando le gambe alla crescita economica. Lo scrive la Bce nel suo secondo bollettino del 2026, che mette in conto solo in…
Leggi
ROMA – Non solo rischi a lungo termine per le forniture di energia: dalla guerra in Iran potrebbero arrivare anche «ripercussioni sulla stabilità finanziaria». «In presenza di volatilità e incertezza elevate, le fragilità preesistenti potrebbero trasformarsi in canali di amplificazione degli shock», afferma il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, intervenendo alla Sedicesima Conferenza…
Leggi
L’economia globale trema sullo Stretto di Hormuz. La sedicesima conferenza tra Banca d’Italia e Ministero degli Affari esteri si apre sotto il peso dello scontro inedito tra Iran, Israele e Stati Uniti. Un conflitto capace di travalicare la pura logica diplomatica per colpire al cuore la stabilità del Vecchio Continente. Il governatore di via Nazionale, Fabio Panetta, delinea un quadro severo per…
Leggi
Giovedì 2 aprile 2026 In collaborazione con il quotidiano l’Adige riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// Panetta, mantenere buona percezione mercati su conti pubblici o tensioni. Link alla notizia
Leggi
MILANO – La guerra rischia di provocare molti danni all’economia europea. E’ l’allarme lanciato dalla Banca Centrale Europea nel suo bollettino mensile, in cui si spiega che il conflitto in Medio Oriente "avrà un impatto rilevante sull'inflazione a breve termine per effetto dei rincari dei beni energetici". Secondo la Bce "le implicazioni a medio termine dipenderanno dall'intensità e dalla durata della guerra, nonchè dal modo in cui le quotazioni dei beni energetici influenzeranno…
Leggi
“Aprile, dolce dormire” è un proverbio diffusissimo a livello geografico ma dall’ambito molto limitato. Non si applica, per esempio, alla natura, che in questo periodo è un’esplosione di colori, profumi, cinguettii e vivacità. E non si applica nemmeno ai governi, perlomeno a quelli europei, che nel corso di questo mese saranno alle prese con il Documento di finanza pubblica (l’ex Def, per i più nostalgici).
Leggi
L’economia globale e quella europea sono appese al discorso che nella notte Trump ha tenuto sulla guerra nel Golfo Persico. Quale che sia stato l’annuncio del presidente Usa dopo la chiusura di questo giornale, tanto di rapida soluzione quanto di protrarsi del conflitto con l’Iran, il danno dell’aumento dei prezzi dell’energia, e a cascata degli …
Leggi
OCSE - marzo 2026 --- "Global economic outlook remains robust but has weakened amid energy shock and geopolitical risks" - OCSE - 26 marzo 2026. Puntata di "Rassegna di Geopolitica - L'OCSE avverte dei nuovi rischi per la crescita globale con la guerra nel Golfo" di mercoledì 1 aprile 2026 , condotta da Lorenzo Rendi . Tra gli argomenti discussi: Agricoltura, Alimenti, Antisemitismo, Banche, Commercio, Cooperazione…
Leggi
«Un conflitto prolungato, compresi gravi e duraturi disagi nello Stretto di Hormuz, porterebbe a un aumento sostenuto e significativo dei prezzi di petrolio e gas, con effetti negativi sull’inflazione e sulle prospettive di crescita economica dell’Italia» nonché di conseguenza sulle valutazioni delle agenzie di rating. Questo perché, spiegano gli analisti di Moody’s nell’aggiornamento della Credit Opinion sull’Italia, Roma dipende fortemente dalle importazioni di energia: le importazioni nette…
Leggi
