Le Borse europee chiudono la seduta in rialzo, sostenute dall’intesa preliminare raggiunta nella notte tra Stati Uniti e Iran per fermare il conflitto in Medio Oriente e riaprire la navigazione nello Stretto di Hormuz. L’accordo, annunciato dal premier pakistano Shahbaz Sharif, dovrebbe essere formalizzato venerdì a Ginevra e avviare una finestra negoziale di 60 giorni sul programma nucleare iraniano.
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I mercati esultano per l'accordo, annunciato, tra Stati Uniti e Iran, che dovrebbe entrare in vigore a partire da venerdì 19 giugno. Il conflitto, cominciato lo scorso 28 febbraio, sembra dunque giungere al termine e con esso anche la chiusura forzata, per mano di Teheran, dello stretto di Hormuz. La riapertura di quest'ultimo dovrebbe garantire un calo del prezzo del greggio, sia Brent che Wti, e di conseguenza anche del costo dei principali carburanti, benzina e gasolio su tutti.
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“La descalation tra Iran e Stati Uniti, il calo dei prezzi del petrolio, l’attenuarsi delle pressioni inflazionistiche e l’indebolimento del dollaro stanno contribuendo a creare un contesto favorevole per i mercati emergenti”. Paulo Salazar, head of emerging markets di Candriam, prevede che, “un calo prolungato dei prezzi del petrolio, dovrebbe contribuire a ridurre l'inflazione complessiva in molte economie emergenti, offrendo alle banche centrali locali un margine di manovra ulteriore per allentare la politica monetaria e…
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Gli Stati Uniti mettono l’acquacoltura al centro di una strategia industriale e alimentare più ampia. La National Oceanic and Atmospheric Administration ha annunciato che l’ Università del New Hampshire ospiterà il nuovo Cooperative Institute Fostering Aquaculture Research and Markets , il CIFARM , istituto cooperativo nato per sostenere ricerca applicata, innovazione tecnologica e sviluppo dei mercati legati alla produzione acquicola.
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