Da un’angolazione ancora più diversa che arriva direttamente dalle dichiarazioni rilasciate dal vicino di casa di Satnam, gli inquirenti rimarcano - come riportato nelle carte dell’inchiesta - la fuga repentina di Lovato: da via Genova a Borgo Bainsizza, dove c’era l’abitazione del bracciante indiano. «E’ confermata integralmente dai testimoni presenti». Ecco un frammento della deposizione di un testimone.
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Tarnjit Singh, collega di Satnam Singh, nonché uno dei tre testimoni dell’incidente che ha causato la morte del bracciante indiano lo scorso 17 giugno, in un’intervista a La Repubblica, ha chiarito le dinamiche che hanno portato alla morte dell’amico. Il giovane, anch’esso indiano, partito dal suo paese dopo aver venduto casa e terreni, in Italia ha lavorato con l’Agrilovato per un anno. L’incidente – Quella mattina Tarnijit è partito assieme ad altre 4 persone: il padrone, Antonello…
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La ricostruzione del drammatico incidente sul lavoro costato la vita a Satnam Singh e di quello che è successo subito dopo, fornisce un quadro chiaro agli inquirenti, inchiodando alle proprie responsabilità l’imprenditore agricolo Antonello Lovato. Dall’inchiesta emerge chiaramente che il datore di lavoro non intendesse assolutamente soccorrere la vittima del brutale infortunio nei campi, una volontà che non può essere giustificata dallo choc del momento e pesa sulle sue condotte avendo contribuito…
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Un testimone del caso di Satnam Singh dice che il cittadino indiano era ancora vivo quando Antonello Lovato gli si è avvicinato dopo l’incidente che gli ha staccato un braccio. Ma il proprietario dell’azienda non lo ha capito. E alla moglie Soni ha detto: «È morto, non so dove buttarlo». Solo dopo si è avvicinato al ferito e ha capito che era ancora vivo. Ma non l’ha portato in ospedale. Il testimone si chiama Tarnjit Singh e ha 30 anni: «Per un…
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In 200 da Abruzzo e Molise hanno sfilato alla manifestazione nazionale della Cgil contro il caporalato che si è svolta ieri a Latina, dove si è consumata la tragedia di Satnam Singh, bracciante indiano abbandonato con il braccio amputato mentre lavorava nelle campagne. Nella foto: Luca Ondifero (Cgil Pescara), Franco Rolandi, Nadia Rossi (Flai Cgil), Silvio Amicucci (Fillea regionale) e, dietro, Paolo De Socio, segretario Camera del lavoro Molise.
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BORGO HERMADA (LATINA) — Si siede al bar a fianco della Conad di questo borgo bonificato dell’Agro Pontino. Ha lo sguardo spaurito. Gli occhi che sbattono, segnalando la stanchezza: «Non dorme da quel lunedì», dice il cugino che lo ha accompagnato. «Sono Tarnjit Singh e ho 30 anni e un fratello. Sono nato a Kapurthala, nel Punjab, in India. Ho venduto casa e terreni, oggi sono pieno di debiti. So…
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Il «campo largo» o «fronte popolare italiano» si ritrova per la terza volta, in meno di una settimana, insieme. La sinistra ci crede. Schlein si vede a Palazzo Chigi nel 2027, Bonelli al ministero dell'Ambiente e Landini al Lavoro. E Conte? «Lo manderemo al posto di La Russa alla presidenza del Senato», ironizza con il Giornale un big dem. Il fronte popolare però perde pezzi: a Latina, alla manifestazione contro il caporalato, indetta dalla Cgil dopo la morte del bracciante indiano Satnam Singh, renziani e Azione si dileguano.
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Alla terza manifestazione in un mese dopo la morte di Satnam Singh, il lavoratore indiano morto dopo essere stato travolto da un macchinario avvolgi-plastica che gli ha tranciato un braccio e abbandonato davanti a casa sua, a Latina sfilano con la Cgil lavoratori migranti da tutta Italia per protestare contro il caporalato non solo nell’agro pontino ma in tutta Italia. Un lavoratore indiano racconta come si lavora nella raccolta del radicchio rosso, in provincia di Treviso: «Abbiamo lavorato dieci ore al giorno, anche…
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LEGGI – Caporalato, il magistrato Raffaele Guariniello: “Bisogna utilizzare le intercettazioni” Poche ore prima che iniziasse il corteo della Cgil a Latina, chiuso ieri dal segretario generale Maurizio Landini, dall’Agro Pontino – la campagna della provincia laziale – continuavano ad arrivare notizie di ispezioni, denunce e arresti per sfruttamento del lavoro dei braccianti. In dieci …
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«Dobbiamo estirpare la piaga del caporalato, abbiamo bisogno di nuovi ispettori per rafforzare i controlli. Nel Pnrr sono stati stanzionati 200 milioni per rimuovere gli stabilimenti abusivi nei campi, non è stato fatto ancora niente. Chiediamo come M5S l’istituzione dell’omicidio sul lavoro, il caso di Satnam Singh è emblematico di un datore di lavoro che l’ha lasciato morire. Questo nuovo reato non è più rinviabile.
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La tragica vicenda di Satnam Singh, il bracciante indiano abbandonato con il braccio amputato mentre lavorava nelle campagne dell’agro pontino, accende di nuovo i riflettori sul lavoro nero in Italia. Sono tre milioni i lavoratori invisibili senza diritti ed “è ora di dire basta», avverte il segretario della Cgil, Maurizio Landini, alla manifestazione nazionale indetta dal sindacato a Latina contro il caporalato
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Un corteo di migliaia di persone arrivate da tutta Italia per la manifestazione della Cgil contro lo sfruttamento del lavoro. Landini segretario nazionale della CGIL : “Siamo scesi in piazza sabato 22 giugno e abbiamo preso un impegno preciso. Per noi gli impegni e le parole contano più delle cose scritte. L’impegno preso era che quella manifestazione non poteva finire lì, non poteva essere solo protesta e indignazione per l’episodio barbaro che…
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Anche la CGIL Molise era presente oggi alla manifestazione a Latina per contribuire a fermare un sistema che sfrutta e uccide e organizzata a seguito della atroce morte - sul lavoro, del bracciante indiano Satnam Singh, avvenuta alcuni giorni fa nelle campagne dell'Agro pontino. Contro lo sfruttamento lavorativo, basta caporalato, basta morti sul lavoro, basta appalti e subappalti. "Sono milioni le lavoratrici e i lavoratori in condizione di irregolarità in…
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Satnam Singh, sindaca Latina: “Città schierata con vedova. Ci costituiremo parte civile” 06 luglio 2024 “Latina è schierata vicino alla vedova di Satnam Singh”. Così a LaPresse la sindaca di Latina Matilde Celentano (Fratelli d’Italia), a margine della manifestazione organizzata in città dalla CGIL contro il caporalato e in solidarietà al bracciante morto. “Il nostro mantra è tolleranza zero contro ogni tipo di caporalato.
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Caporalato, De Giovanni: “Siamo tutti noi i colpevoli se non alziamo la testa” 06 luglio 2024 “Non è possibile che il caporalato operi in una forma di impunità totale”. Lo ha detto a LaPresse il noto scrittore Maurizio De Giovanni, a margine della manifestazione organizzata a Latina dalla CGIL contro il caporalato e in solidarietà alla morte del bracciante Satnam Singh. “Questa nazione ha bisogno di questi lavoratori.
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Il segretario della Cgil Maurizio Landini ha aperto la manifestazione in ricordo del bracciante Satnam Singh, morto in un'azienda agricola dell'Agro Pontino, attaccando le politiche del governo di Giorgia Meloni per quanto riguarda lo sfruttamento e il lavoro nero, soprattutto per quanto riguarda il numero di ispettori del lavoro disponibile. Il reclutamento degli ispettori del lavoro è però complesso.
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Era presente anche l’ex premier Giuseppe Conte al corteo andato in scena questa mattina a Latina per ricordare Satnam Singh e per dire basta a caporalato e sfruttamento sul lavoro. Il presidente del Movimento 5 Stelle è intervenuto ai microfoni insieme al segretario generale di Cigl Maurizio Landini e al sindaco di Latina Matilde Celentano al termine della manifestazione, partita dalle autolinee e arrivata fino a Piazza della Libertà nel cuore della città.
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Così il leader della Cgil alla manifestazione contro il caporalato a Latina Il problema è anche che “il numero degli ispettori è bassissimo, perché hanno tagliato”, e “c’è una responsabilità se non aumenti gli ispettori e tagli anche sulle forze dell’ordine”, “se poi sei il governo che fai i condoni fiscali, e permetti l’evasione fiscale e contributiva, è chiaro che stai dando un messaggio che ognuno può continuare a fare quello che gli pare.
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Una grande vertenza permanente contro il caporalato e lo sfruttamento sul lavoro in tutto il Paese. L'ha annunciata il segretario generale della Cgil Maurizio Landini dal palco della manifestazione nazionale “Fermiamo un sistema di fare impresa che sfrutta e uccide”, e che ha portato per le strade di Latina migliaia di persone. Il corteo è partito dalle autolinee della città in direzione di piazza della Libertà, dove si è tenuto il comizio.
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«Abbiamo intenzione nei prossimi giorni, e ci stiamo lavorando, proprio per sostenere il lavoro della Procura di presentare un vero e proprio esposto in cui vogliamo raccontare tutto quello che conosciamo e tutto quello che sappiamo. Non servono indagini solo per qualche settimane ma c'è un sistema da cambiare e mi rivolgo anche a quelli chi vogliono fare seriamente gli imprenditori. E' un sistema che colpisce anche gli imprenditori onesti…
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Il segretario al corteo nazionale della Cgil: "Le persone costrette a lavorare in nero in Italia sono 3 milioni". Poi attacca: "Abbiamo una quantità di ispettori che possono controllare un'azienda ogni 16 anni". E sottolinea che "uno dei problemi che abbiamo nel nostro Paese si chiama Bossi-Fini, è una legge assurda che va cancellata" ascolta articolo A Latina è il giorno della manifestazione nazionale della Cgil "Fermiamo un…
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