Non c’è’ nulla da fare: l’Unione Europea si conferma essere uno dei principali ostacoli alla tenuta della competitività del sistema industriale italiano. L’energia e’ un caso emblematico: nel primo quadrimestre 2026 i prezzi medi zonali italiani, si si sono attestati tra 122 e 128 €/MWh,circa il doppio della Francia, il triplo della Spagna che possono beneficiare del nucleare nel mix energetico (nel caso spagnolo anche di un cospicuo di GNL importato da Mosca).
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Il governo Meloni sta facendo pagare a caro prezzo agli italiani la battaglia contro il green deal europeo. Mentre il costo dell’energia sale alle stelle, per i ritardi accumulati nella transizione verso le rinnovabili, a impressionare sono i numeri della produzione di autovetture in Italia – poco più di 200mila nel 2025 – che non hanno paragoni nel Vecchio continente. Per non parlare della crisi dell’Ilva e del terzo anno consecutivo di recessione della…
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Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati Se il primo governo guidato dagli eredi del Movimento sociale italiano viene spesso descritto come uno dei più divisivi della storia repubblicana, c’è un ministro che mette tutti d’accordo. Perfino sindacati e industriali, più volte dalla stessa parte della barricata in questi…
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I periodici rapporti degli istituti di statistica e dei centri studi sono univoci. Segnalano una crescita inchiodata allo zero virgola. Un calo della produzione industriale da ormai tre anni. Una desertificazione produttiva che avanza, investendo non solo le regioni del sud ma anche quelle del centro. Un massiccio incremento della cassa integrazione straordinaria. E un ulteriore aumento della precarietà e del lavoro povero, che fanno crescere ancor di più le già accentuate diseguaglianze sociali nel…
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/04/2026 BELLUNO – A Belluno stamattina il congresso provinciale del comparto metalmeccanico della UIL in un tempo particolarmente complicato dalla situazione internazionale e i problemi legati al mondo del lavoro che cambia. || L’attacco all’Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz, hanno acuito le difficoltà, già pesanti, del sistema economico globale che incide anche sulle filiere industriali della provincia di Belluno.
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Bruxelles ha bocciato il decreto Bollette nella parte in cui toglie la tassa sulle emissioni di Co2 dalla formazione del prezzo dell’energia elettrica prodotta con il gas. E le società legate alla transizione hanno festeggiato in Borsa: miglior titolo di Piazza Affari è stato è A2a (+3,54%), seguito da Prysmian (+2,9%) che ha un business esporto all’elettrificazione perché produce cavi per la trasmissione dell’elettricità ed…
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Dal 1906 alle Officine Meccaniche di Villar Perosa si producono cuscinetti a sfera. Adesso i 355 dipendenti in organico aspettano che finisca il contratto di solidarietà prorogato fino al 10 marzo 2027: nel frattempo l’impianto è passato di mano tra fondi finanziari finché non l’ha comprato il gruppo siderurgico bresciano Ori Martin. La storia dell’industria italiana, letta da qui, somiglia a un inventario di traslochi verso l’irrilevanza.
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Cesare Damiano la chiama «parabola del lavoro». È la storia di un paese come il nostro che, sin dagli anni del dopoguerra, ha costruito la sua forza sulla manifattura e poi, dagli anni Novanta, ha iniziato lentamente a demolirla. Fino ad arrivare all’Italia di oggi, dove troppo spesso avere un impiego non basta più a garantire una vita dignitosa. «La stima è che in Italia ci siano circa tre milioni di lavoratori che, nonostante abbiano un lavoro, vengono definiti…
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Nuova puntata della partita a ping pong tra Unione Europea e Italia sul mercato ETS, il sistema europeo dello scambio di emissioni di gas serra. A farlo notare è ECCO, il think tank italiano per il clima. Secondo l’analisi di Matteo Leonardi, co-fondatore di ECCO, la comunicazione della Commissione europea relativa agli aiuti di Stato emergenziali in risposta alla crisi di Hormuz, annunciata nel provvedimento denominato “Accelerate EU”, contiene al proprio interno una bocciatura della sospensione del mercato ETS che il…
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La Commissione europea ha di fatto stoppato le pressioni italiane per la sospensione del sistema ETS, il mercato delle emissioni di CO₂, considerato uno dei pilastri della politica climatica europea. Bruxelles, nell’ambito delle nuove regole sugli aiuti di Stato legati alla crisi energetica, ribadisce che gli Stati membri non possono aggirare il meccanismo. Una decisione che impatta direttamente il dibattito italiano su bollette e prezzi dell’energia, ma anche sulla traiettoria…
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La Commissione europea ha bloccato mercoledì la proposta dell'Italia di sospendere il mercato europeo delle emissioni (Emission trading system, o Ets), prevista dal decreto bollette approvato a febbraio. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ L'alt di Bruxelles è arrivato in via indiretta con una comunicazione sul quadro che regola gli aiuti di Stato ai settori colpiti dalla crisi in Medio Oriente (Metsaf). La misura mira a limitare i danni del conflitto sull'economia…
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La strada italiana per sterilizzare il costo dell’Eu Ets – il mercato europeo dove ogni tonnellata di CO2 emessa ha un prezzo – nella generazione elettrica a gas si ferma a Bruxelles. La comunicazione pubblicata oggi dalla Commissione europea sugli aiuti di Stato emergenziali in risposta alla crisi di Hormuz, annunciata all’interno del pacchetto AccelerateEu, chiarisce infatti che gli strumenti nazionali di sostegno possono essere ammessi solo entro…
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Bruxelles blocca l’ipotesi italiana di sospensione dell’ETS La comunicazione della Commissione europea relativa agli aiuti di Stato emergenziali in risposta alla crisi di Hormuz, annunciata in “Accelerate EU”, contiene elementi utili ad anticipare l’esito del confronto tra il Governo italiano e Bruxelles sulle norme contenute nel Decreto Bollette. La Comunicazione, pubblicata oggi, ha l’obiettivo di supportare l’azione degli Stati Membri nel mitigare i rischi per l’economia e proteggere la competitività…
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Venerdì 24 aprile 2026 Di Luca Franceschi /// Riccardo Zucconi, deputato di Fratelli d’Italia e Segretario d’Aula della Camera, ha espresso forti critiche nei confronti delle recenti dichiarazioni dei commissari europei Ribera e Jørgensen riguardanti il sistema di scambio di quote di emissioni (ETS). Secondo il parlamentare, le loro affermazioni non corrispondono alla realtà effettiva dei dati e rappresentano una narrazione ancora troppo…
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Nei consigli di amministrazione italiani il tema carbon pricing è entrato di prepotenza. Ma la qualità del dibattito pubblico che li alimenta è spesso deludente. Si sente parlare di “tassa sulla CO₂” riferendosi all’ETS, di “crediti di carbonio” come se fossero permessi ETS, di “carbon tax” come sinonimo generico di qualunque costo legato alle emissioni. Queste non sono sfumature: sono distinzioni strutturali, con conseguenze reali su chi paga, quanto paga…
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