Uno studio chiamato DECAF ha mostrato che, in pazienti con fibrillazione atriale, bere almeno una tazza di caffè al giorno riduce le recidive di aritmia rispetto a chi evita completamente la caffeina. Pur con alcuni limiti, i risultati della ricerca suggeriscono in modo sorprendente un effetto protettivo dato dalla bevanda, forse dovuto a antiossidanti o proprietà diuretiche. Caffè e cuore, il nuovo studio Benefici per la fibrillazione atriale? I…
Leggi
Altre notizie:
Bere caffè può davvero aiutare chi soffre di fibrillazione atriale? La risposta arriva da un trial clinico multicentrico condotto tra Stati Uniti, Canada e Australia, pubblicato sulla rivista JAMA. Duecento pazienti con fibrillazione atriale persistente o flutter atriale, tutti sottoposti a cardioversione elettrica, sono stati seguiti per sei mesi. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: uno ha continuato a consumare almeno una tazzina di caffè al giorno, l’altro…
Leggi
La fibrillazione atriale è l’aritmia cardiaca più comune e diffusa, con circa 600mila casi in Italia e 37 milioni in tutto il mondo. I fattori di rischio sono diversi: l’età, la genetica, ma anche i livelli della pressione sanguigna, il peso e l’alimentazione. Inoltre, questa patologia può ripresentarsi più volte, con diversi attacchi. Proprio per questo uno studio dell’Università della California-San Francisco ha identificato un alimento che assunto nelle dosi giuste potrebbe…
Leggi
Preferisci ascoltare il riassunto audio? Per decenni, ai pazienti con fibrillazione atriale è stato consigliato di evitare il caffè e, più in generale, la caffeina in ogni sua forma, per paura che potessero peggiorare l’aritmia. Ma uno studio clinico appena pubblicato sul Journal of the American Medical Association (JAMA) cambia radicalmente la prospettiva: il consumo quotidiano di caffè potrebbe addirittura ridurre il rischio di recidiva della fibrillazione atriale (FA) dopo cardioversione
Leggi
Il caffè è amico o nemico della salute? Viene da chiederselo anche alla luce dei numerosi studi che si moltiplicano mostrando associazioni tra la bevanda e la prevenzione (o un maggior rischio) di condizioni patologiche varie. Gli studi epidemiologici mostrano comunque che la chiave del consumo si chiama moderazione, anche per evitare effetti sull’apparato cardiovascolare come la tachicardia e la classica “insonnia”.
Leggi
Associare caffè e longevità è un esercizio sempre più frequente. Le sue proprietà proprietà antiossidanti e antinfiammatorie sono state ampiamente studiate dalla scienza e alcune ricerche, come quella pubblicata su Ageing Research Reviews, suggeriscono che il consumo regolare di questa bevanda può aggiungere diversi anni di vita sana perché non solo potenzia la longevità, combatte anche gli effetti dell’invecchiamento.
Leggi
