Generazioni Liberali Nella sesta puntata di Generazioni Liberali io e il direttore Andrea Mancia analizziamo i risultati delle elezioni presidenziali in Cile, che hanno visto la netta affermazione dei candidati di destra. Il campo conservatore complessivamente inteso raggiunge la cifra record del 70,3 per cento, mentre il blocco socialcomunista al governo racimola un misero 27 per cento, il dato più basso dal ritorno della democrazia.
Leggi
Approfondimenti:
La comunista Jara vince il primo turno delle presidenziali dopo che la destra si è divisa su tre candidati che si ispirano rispettivamente Bolsonaro, Milei e ai popolari che strizzano l'occhio a Pinochet Domenica 16 novembre in Cile si sono tenute le elezioni presidenziali e parlamentari. Come previsto dalla maggior parte dei sondaggi, la candidata comunista Jeannette Jara ha vinto con poco più del 26% dei voti, spostando l’attenzione sulla lotta interna tra i tre principali candidati della destra.
Leggi
Sorriso mite, blazer blu impeccabile, modi azzimati: José Antonio Kast ha costruito gran parte della sua ascesa politica su un’immagine levigata, rassicurante, costruita nel tempo. In televisione parla con voce calma, quasi ipnotica, e sembra sempre impeccabilmente pettinato. Ma sotto questa patina di buone maniere si muove uno dei politici più radicali della scena cilena: figlio di un ufficiale tedesco iscritto al partito nazista e fuggito in Cile dopo la Seconda guerra mondiale, ammiratore dichiarato del colonnello…
Leggi
A succedere a Gabriel Boric alla presidenza del Cile, sarà il prossimo 14 dicembre uno dei due candidati passati al secondo turno in questa domenica di metà novembre: Jeanette Jara, arrivata prima col 26,8% dei voti, comunista ed ex ministra del Lavoro, in rappresentanza dello schieramento progressista e l’ultraconservatore leader del Partito Repubblicano José Antonio Kast, presentatosi per la terza volta alle elezioni presidenziali e classificatosi al secondo posto col 23,9% dei consensi.
Leggi
Saranno una comunista, Jeannette Jara, e un pinochetista (e figlio di un nazista), José Antonio Kast, a contendersi la presidenza del Cile il prossimo 14 dicembre. Contendersi per modo di dire: con l’estrema destra, finora divisa, pronta a ricompattarsi attorno al candidato del Partido Republicano – a cui si aggiungerà buona parte della destra meno estrema – la candidata di Unidad por Chile, malgrado la sua vittoria al primo turno con un modesto 26,8% di voti, è di fatto quasi spacciata.
Leggi
I cileni, quanto meno i borghesi, hanno sempre pensato che vi è l’America latina e poi il Cile, che per loro è un pezzo di Europa oltreoceano. E tale avrebbe potuto essere se un vero americano-europeo, il premio Nobel per la pace e segretario di Stato Usa Henry Kissinger, nel 1973 non avesse pensato che – in virtù del loro “Destino manifesto” di garanti della democrazia – gli Stati uniti «dovevano correggere» l’errore commesso dalla maggioranza dei cileni.
Leggi
Domenica 16 novembre si è votato il primo turno alle presidenziali in Cile: lla candidata del Partito Comunista Jeannette Jara e il rappresentante del Partito Repubblicano José Antonio Kast si giocheranno la presidenza nel ballottaggio del 14 dicembre In Cile si va al ballottaggio: il voto per le presidenziali di ieri ha visto primeggiare la candidata del Partito Comunista Jeannette Jara, seguita dall’ultraconservatore e simpatizzante di…
Leggi
Il Cile ha di fronte a sé una scelta netta. Dopo il primo turno delle presidenziali, al ballottaggio del 14 dicembre si affronteranno da un lato Jeanette Jara, candidata comunista, sostenuta da tutto il centrosinistra; dall'altro lato Jose Antonio Kast, reazionario, filo trumpiano, dichiaratamente nostalgico di Pinochet, ha dichiarato che se il generale fosse ancora vivo, voterebbe per lui. La partita sembrava già scritta: da anni Kast ci prova.
Leggi
Nel ballottaggio delle elezioni presidenziali i cileni dovranno scegliere tra una candidata comunista e un nostalgico di Pinochet Il prossimo Presidente del Cile sarà uno tra José Antonio Kast, candidato molto di destra del Partito repubblicano, e Jeannette Jara del Partido Comunista de Chile. Il primo turno delle elezioni presidenziali in Cile ha sancito la vittoria dei due estremi dello spettro…
Leggi
“Se Pinochet fosse vivo voterebbe per me”. Sono passati solo otto anni da questa battuta, e chi la pronunciò è ora a un passo dal diventare il nuovo presidente del Cile. Tra Pinochet e Trump, e con un padre tedesco membro del partito nazista: è questo il biglietto da visita di José Antonio Kast, il leader del centrodestra grande favorito al secondo turno delle presidenziali del 14 dicembre, quand…
Leggi
La sfida per la presidenza del Cile approda al ballottaggio del 14 dicembre con un duello che riflette la profonda polarizzazione del Paese: da un lato Jeannette Jara, candidata del Partito comunista; dall’altro José Kast, volto di punta del Partito repubblicano e leader dell’area conservatrice. Con il 40 per cento dei voti scrutinati, il distacco accumulato dai due contendenti è giudicato “irreversibile” dagli analisti, segnando un esito preliminare chiaro già nelle prime ore dello spoglio.
Leggi
Città del Vaticano Servirà il ballottaggio per eleggere il prossimo presidente della Repubblica del Cile. Il suo nome uscirà dalle urne il 14 dicembre prossimo, quando si svolgerà il secondo turno. Come accade dal 1993, sarà necessario un altro voto perché nessuno degli otto candidati alle elezioni presidenziali ha ottenuto il 50% più uno del consenso nel primo turno tenutosi ieri, 16 novembre. Gli sfidanti Tra poco meno di un mese, i 15,7 milioni elettori cileni registrati nelle liste…
Leggi
Con ogni probabilità - vincerà José Antonio Kast. Sconfitto quattro anni fa da Gabriel Boric sull’onda delle manifestazioni studentesche, potrà contare sul nazi-mileista Johannes Kaiser (14 per cento) e la conservatrice Evelyn Matthei, ferma al 12,5 per cento. Entrambi, già alla chiusura dei seggi, si sono presentati in soccorso del vincitore in pectore. Orientato a destra è anche il voto del terzo classificato, il populista Franco Parisi, che ha sfiorato il 20 per…
Leggi
Cile, presidenziali: sarà ballottaggio tra Jeannette Jara e José Antonio Kast 17 novembre 2025 Sarà il ballottaggio del 14 dicembre a stabilire chi sarà il prossimo presidente del Cile, dato che nessuno dei due candidati ha superato il 50% dei consensi al primo turno. La candidata del Centrosinistra, ed ex ministra del Lavoro, Jeannette Jara risulta in vantaggio con il 26,8%, mentre l'esponente di estrema destra José Antonio Kast si attesta poco sotto il 24%.
Leggi
Nel primo turno delle presidenziali di ieri la candidata della sinistra ha ottenuto meno voti del previsto, la destra incalza per il voto del 14 dicembre Tra un mese sarà un testa a testa sul filo delle migliaia di voti. Le elezioni presidenziali cilene di domenica hanno portato al ballottaggio la candidata della sinistra, Jeannette Jara che si è assestata sul 26,6 percento, e l'esponente di estrema destra, José Antonio Kast, 23,4%.
Leggi
La candidata del Partito Comunista, Jeannette Jara, e il rappresentante del Partito Repubblicano, l'ultraconservatore José Kast, si disputeranno la presidenza del Cile nel ballottaggio del 14 dicembre.
Leggi
Le presidenziali in Cile non finiscono e si prosegue al ballottaggio. Il Paese tornerà a votare il prossimo 14 dicembre per scegliere tra la candidata di sinistra e comunista Jeannette Jara e l’ultraconservatore di estrema destra José Antonio Kast. I risultati sono vicini, variano di appena due punti percentuali e al terzo posto si ferma Franco Parisi. I suoi voti potrebbero finire a Kast. In passato il candidato aveva perso proprio…
Leggi
Sarà il ballottaggio, il 14 dicembre, a stabilire chi sarà il prossimo presidente del Cile. All'esito del primo turno nessuno dei due candidati ha superato la soglia del 50% dei consensi. Quando la quota di schede scrutinate si avvicina al 100%, Jeannette Jara (ex ministra del Lavoro e candidata del centrosinistra) risulta in vantaggio con il 26,8%, mentre José Antonio Kast (destra) sfiora il 24%. «Saranno le elezioni più importanti della nostra generazione, un vero referendum…
Leggi
La previsione di fondo fatta da noi, e anche altri in Cile, sul risultato di questa prima tornata elettorale per l’ elezione presidenziale si è rivelata giusta. L’esito non è stato perciò una sorpresa. Una vittoria della candidata governativa Jannette Jara di stretta misura sul Repubblicano Kast (26,8 contro 23,9). Non ha raggiunto neanche il 30% che le davano i sondaggi pre-elettorali, che in ogni caso non le avrebbe dato la vittoria al primo turno.
Leggi
Il Cile si prepara a un ballottaggio che promette di ridisegnare gli equilibri politici del Paese. Il 14 dicembre saranno Jeannette Jara, candidata del Partito Comunista, e José Kast, volto di punta dell’ultraconservatorismo cileno, a contendersi la presidenza. Un duello che arriva dopo un primo turno segnato da un mosaico elettorale più frastagliato del previsto, in cui le mappe regionali raccontano un Paese profondamente diviso.
Leggi
Cile, il paese alle urne per scegliere il nuovo presidente: lo spoglio delle schede 17 novembre 2025 In Cile, i funzionari elettorali hanno iniziato a contare i voti che determineranno il nuovo presidente e il nuovo parlamento, in una competizione che vede favorita l'estrema destra. I sondaggi mostrano che nessuno dei candidati ha superato la soglia del 50% necessaria per evitare il ballottaggio previsto per il 14 dicembre.
Leggi
La candidata del Partito Comunista, Jeannette Jara, e il rappresentante del Partito Repubblicano, l'ultraconservatore José Kast, si disputeranno la presidenza del Cile nel ballottaggio del 14 dicembre. Con il 40% dei voti scrutinati il vantaggio dei due al primo turno delle elezioni presidenziali è considerato "irreversibile" dalla maggioranza degli analisti. Secondo il conteggio ufficiale del Servizio elettorale, Jara è in testa con il 26,45% delle preferenze, seguita da Kast con il…
Leggi
La candidata del Partito Comunista, Jeannette Jara, e il rappresentante del Partito Repubblicano, l'ultraconservatore José Antonio Kast, si disputeranno la presidenza del Cile nel ballottaggio del 14 dicembre. La grande sorpresa è il terzo posto ottenuto dal candidato populista Franco Parisi, che ha superato la candidata della destra tradizionale Evelyn Matthei e l…
Leggi
Sicurezza, immigrazione, economia e, ovviamente, odio per la «casta». Con questi quattro temi in testa, quasi 16 milioni di cileni erano chiamati ieri alle urne per eleggere il successore del presidente Gabriel Boric, oltre che per rinnovare tutta la Camera (155 deputati) e metà del Senato (25 senatori). Voto obbligatorio con probabile rinvio al secondo turno il 14 dicembre se, come da previsioni, nessun candidato presidenziale otterrà più del 50%.
Leggi
