Rallentano i consumi o si spostano sempre più su Internet: solo quest’anno sono stati consegnati con l’e-commerce un miliardo di pacchi, una media di 18 per residente. E inesorabile avanza la desertificazione commerciale. A lanciare l'allarme è Confesercenti, che spiega come in Italia ormai un comune su otto non abbia più nemmeno un negozio di alimentari. «Oggi fare impresa in Italia - spiega il presidente…
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La piccola e media impresa continua ad avere troppo poco ossigeno. I dati dell’assemblea annuale di Confesercenti parlano chiaro: in un solo anno, dal 2024 al 2025, hanno tirato giù la serranda 21.700 imprese nei tre settori chiave: commercio al dettaglio, alloggio e ristorazione. In percentuale, si tratta del 2,9 in meno in dodici mesi. Altra nota molto dolente per il comparto è quella che riguarda il lavoro.
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Un comune italiano su 8 senza più un negozio di alimentari e uno su 16 senza neppure supermercati, ipermercati o grandi magazzini. Sono alcuni dati del sondaggio Ipsos diffuso in occasione dell'assemblea di Confesercenti. Va anche peggio a edicole e libreria, negozi sportivi e di giocattoli: oltre 3,8 milioni di residenti in oltre 3.200 comuni ne sono privi. Tracollo dei gestori carburanti: benzinai assenti in quasi 4mila comuni e lontani chilometri per 6,6mln di residenti.
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Da tempo osserviamo la chiusura delle botteghe come un fenomeno quasi naturale, una sorta di destino urbano che tutti riconoscono e pochi contrastano. Ma oggi Napoli si trova davanti a un salto definitivo. Le serrande che scendono non parlano più soltanto di conti che non tornano o di concorrenza digitale. Parlano della fragilità strutturale di una città che non ha ancora deciso se il suo futuro debba essere fatto di comunità vive o di quartieri sempre più vuoti.
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È allarme desertificazione commerciale anche in Piemonte. Tra il 2012 e il 2024, se a livello nazionale più di 140mila esercizi al dettaglio hanno cessato l’attività, nella nostra regione sono sparite oltre 13 mila imprese del commercio tra negozi e ambulanti e 594 imprese dei servizi di ristorazione (ristoranti e bar), con cali particolarmente accentuati nei centri storici e nei piccoli Comuni. Nei soli otto comuni capoluogo di provincia hanno chiuso, negli ultimi 12 anni, oltre 3.200 esercizi al dettaglio in sede…
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Una vetrina alla volta il tessuto sociale si sfilaccia: il 28,1% dei locali commerciali è sfitto. Il grido di allarme di Confcommercio: senza rigenerazione urbana entro il 2035 potrebbe sparire un quinto delle attività italiane. In Valle d’Aosta, l’associazione che rappresenta oltre 3.000 imprese rivendica il ruolo di interlocutore e partner delle istituzioni
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«Dove un negozio chiude non arretra solo il mercato, arretra la vita economica di una intera comunità». Nuovo appello di Confesercenti al Governo affinché trovi una soluzione alla crisi del commercio al dettaglio. I numeri definiscono le dimensioni di un fenomeno recessivo che è andato via via aggravandosi: negli ultimi 12 anni sono spariti 140mila negozi. La Federazione italiana esercenti specialisti…
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Il grido di allarme di Confcommercio: la Valle d'Aosta prima in classifica per negozi sfitti. In Italia ci sono oltre 105 mila negozi sfitti. La Valle d'Aosta è prima per percentuale con il 28,1% della rete distributiva vuota. L'Associazione commercianti lancia il grido d'allarme: «Senza rigenerazione urbana entro il 2035 scomparirà un quinto dei negozi italiani ossia altre 114 mila imprese al dettaglio».
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