Roma, 23 dic. – “Nessun ‘caso Italia’” in Europa sul Mes, il fondo salva Stati che la Camera ha bocciato. Lo ha affermato il Ministro delle infrastrutture, Matteo Salvini, interpellato a margine della sua visita all’ospedale Buzzi di Milano.“L’economia italiana è solida, cresciamo di più dei francesi e dei tedeschi. Il Mes era uno strumento inutile, non utilizzato, superato, dannoso. Un pensionato o un operaio italiano avrebbero dovuto pagare per salvare una banca tedesca.
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Di Cesare Zapperi Il leader della Lega difende la bocciatura e risponde al ministro dell’Economia che invece avrebbe voluto un voto a favore Giancarlo Giorgetti dice che, fosse stato per lui, avrebbe dato via alla ratifica del Mes? Il suo segretario di partito e collega di governo, Matteo Salvini, resta convinto che il no non aveva alternative: «Come merce di scambio su altro, probabilmente è vero, però è stata una scelta coerente».
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Sorpresa, disappunto e voglia di andare oltre. A Bruxelles e' questo il clima che si respira il giorno dopo il 'no' espresso dalla Camera dei Deputati alla ratifica della riforma del Mes. Tra i pochi funzionari rimasti a presidiare le istituzioni Ue durante le festivita' di Natale e fine anno la consegna e' quella del silenzio.
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NEW YORK — «Disporre di una rete di sicurezza finanziaria con fondi adeguati al livello dell’Unione Europea è importante per proteggere la stabilità finanziaria dell’intera regione». È molto chiaro questo messaggio che il Fondo Monetario Internazionale affida a Repubblica, dopo il voto con cui il Parlamento italiano ha bocciato la ratifica delle modifiche al Meccanismo europeo di stabilità. Il co…
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Sulla mancata ratifica del Mes si stracciano le vesti soltanto il Pd e i soliti giornaloni di sinistra come La Repubblica e La Stampa. Perché, come scrive Fausto Carioti su Libero, sui media stranieri, la polemica sul Fondo Salva Stati non esiste. E alla stampa tedesca per esempio interessano di più i dettagli della vicenda pandori e uova di Pasqua che ha travolto Chiara Ferragni. Registrati qui gratuitamente e leggi l'articolo integrale di Fausto Carioti
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"La situazione si fa drammatica al di là della riforma del Mes". È la previsione nerissima del professor Massimo Cacciari dopo il no alla ratifica del Mes. "La rottura con Francia e Germania indebolisce il nostro paese in modo drammatico, da italiani dovremmo essere tutti molto preoccupati. Il Mes funziona sulla base di determinate condizioni, dovrebbe assistere finanziariamente i paesi in difficoltà", dice il filosofo ospite di Giovanni Floris a Otto e mezzo su La7…
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Qual è la Superlega, la Lega che conta, quella di Giorgetti e Molinari, o quella di Bagnai e Borghi? L’affondamento del Mes in Parlamento fa risaltare la crepa che divide il Carroccio. Segna il passo l’ala moderata del bocconiano Giorgetti, con Molinari e Centinaio e un nugolo di estimatori tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Cantano vittoria i pasdaran del sovranismo verde, come Claudio Borghi e Alberto Bagnai
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Uno degli aspetti più rilevanti dietro la mancata ratifica da parte del Parlamento italiano della riforma del Mes tocca le banche. Tra le varie funzioni che negli anni sono state assegnate al Fondo Salva-Stati, istituzione intergovernativa esterna al perimetro giuridico dell'Unione Europea benché composta dai Paesi dell'euro, oltre a quella predominante di concedere prestiti agli Stati in crisi del debito sovrano in cambio di programmi di aggiustamento macroeconomico, c'è…
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Il ministro dell'Economia Giorgetti, dopo la bocciatura del Parlamento alla ratifica della riforma del Mes, ammette: "Avevo interesse che il Parlamento lo approvasse, ma è evidente che non fosse aria".
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Il leader di Azione duro sul no alla ratifica del trattato “Il Mes tornerà in aula prima di sei mesi”. A dirlo Carlo Calenda in uscita dal Senato per il voto di fiducia sulla legge di Bilancio. “Noi pensiamo che questo teatro non importi ma quando ci guardano da fuori pensano: ma come, un grande paese come l’Italia, la culla della civiltà occidentale, che si comporta come un paese di clown su trattati internazionali?”, l’affondo del leader di Azione.
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Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, torna a parlare del Mes. Il titolare di via XX Settembre conversando con i giornalisti ha affermato: "Il ministro dell'Economia e delle Finanze aveva interesse che il Mes fosse approvato per motivi economico finanziari ma per come si è sviluppato il dibattito negli ultimi giorni con giurì d'onore e queste cose qui non mi pare ci fosse aria, mi è sembrato non ci fosse aria ma per motivazioni non soltanto economiche".
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Via libera dell'Aula del Senato alla manovra. La legge di bilancio è stata approvata con 109 sì, 72 no e 2 astenuti. Il provvedimento ora passa all'esame della Camera e il via libera finale del Parlamento è previsto - in base agli accordi intercorsi tra i gruppi - senza fiducia nella giornata del 29 dicembre.
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(Agenzia Vista) Roma, 22 dicembre 2023 "Credo che Giorgetti dovrebbe seriamente valutare la possibilità di continuare a fare il ministro dell'Economia, visto che il Governo ha smentito la sua linea. Ritengo che il Patto di Stabilità firmato sia punitivo per l'Italia e se ne vedranno gli effetti dopo che questo Governo se ne sarà andato via, per questo lo hanno firmato. Quel che è successo dimostra anche che non c'è nessun campo largo, visto che il Pd ha votato a favore mentre i 5…
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È un tormentone che rispunta di tanto in tanto ad animare il dibattito politico italiano e le polemiche sull'asse tra Roma e Bruxelles. Con una costante, almeno finora: l'Italia che si rifiuta di apporre la sua firma sulla riforma del Mes, il meccanismo europeo di stabilità o fondo salva Stati che dir si voglia. In estrema sintesi, lo strumento che dovrebbe scattare quando un Paese versa in una situazione finanziaria estremamente critica, fornendo prestiti, ma anche impegnando il creditore a un programma di riforme e tagli alla spesa…
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Con la riforma il Meccanismo avrebbe fatto da backstop per il Single Resolution Fund. Così il Mes avrebbe fornito liquidità in caso di necessità nei dissesti evitando la fuga dei depositi e il contagio a istituti sani. La lezione Credit Suisse non è servita. Ora l’Italia rischia di essere penalizzata più della Germania
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