Papa: Dio doni pace a popoli che vivono tragedia guerra Roma, 13 ago. - Temperature elevatissime, sole a picco, troppo caldo. Per questo, il Vaticano ha deciso di 'trasferire' l'udienza generale del mercoledì (che finora si era tenuta in piazza San Pietro) in Aula Paolo VI, al chiuso. Tanti i fedeli presenti all'udienza, gruppi di pellegrini provenienti da tutto il mondo e novelli sposi."Supplicate Dio di donare la pace a tutti i popoli che vivono la tragedia della guerra.
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Altre notizie:
Vatican News Supplicate Dio di donare la pace a tutti i popoli che vivono la tragedia della guerra Nel saluto ai pellegrini polacchi, dopo la catechesi dell'udienza generale di oggi, 13 agosto, in Aula Paolo VI, Papa Leone XIV richiama l'attenzione del mondo sulle popolazioni dei Paesi provati da conflitti e violenze. Spunto per l'appello del Pontefice è la figura di San Massimiliano Maria Kolbe, il francescano polacco morto nel lager di Auschwitz dove si offrì…
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Nuovo invito alla preghiera per invocare la pace. Nella catechesi il Papa ha preso spunto dal momento in cui Gesù rivela che uno dei Dodici lo tradirà. "L'amore vero non può fare a meno della verità"
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Papa Leone è intervenuto nell’Aula Paolo VI per l’udienza generale. Prima della catechesi ha salutato i fedeli in diverse lingue spiegando che oggi l’udienza si terrà in più luoghi. «Cerchiamo di proteggerci da sole e dal caldo estremo», ha detto aggiungendo: «Grazie per essere venuti, benvenuti a tutti». L’udienza generale è stata spostata all’interno a causa del grande caldo a Roma. I fedeli che non hanno trovato posto nell’Aula Nervi…
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Papa Leone XIV: "I potenti non ignorino desiderio di pace" 10 agosto 2025 Papa Leone XIV parla ancora di pace durante il suo Angelus in piazza San Pietro. "Continuiamo a pregare perché si ponga fina alle guerre - ha detto Prevost alla folla -. L'ottantesimo anniversario dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki ha risvegliato in tutto il mondo il doveroso rifiuto della guerra come via per la risoluzione dei conflitti.
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Il Papa invoca la pace all’Angelus: “Il mondo rifiuta la guerra, i leader non ignorino i più deboli”
“Continuiamo a pregare perché si ponga fine alle guerre, l’80esimo anniversario dei bombardamenti a Hiroshima e Nagasaki ha risvegliato in tutto il mondo il doveroso rifiuto della guerra come via per la risoluzione dei conflitti, quanti prendono le decisioni tengano sempre presenti le loro responsabilità per le conseguenze delle loro scelte sulle popolazioni, non ignorino le necessità dei più deboli e il desiderio universale di pace”.
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«Mi congratulo con l'Armenia e l'Azerbaijan che hanno raggiunto la firma della dichiarazione congiunta di pace». Lo ha detto Papa Leone XIV dopo la recita dell'Angelus, auspicando «che questo evento possa contribuire a una pace stabile e duratura nel Caucaso meridionale». Invece, ha aggiunto il Pontefice, «la situazione della popolazione di Haiti è sempre più disperata. Si susseguono notizie di…
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“Continuiamo a pregare perché si ponga fine alle guerre. L’ottantesimo anniversario dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki ha risvegliato in tutto il mondo il doveroso rifiuto della guerra come via per la risoluzione dei conflitti. Quanti prendono le decisioni tengano sempre presenti le loro responsabilità per le conseguenze delle loro scelte sulle popolazioni. Non ignorino le necessità dei più deboli di un desiderio universale di pace“.
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Il messaggio rivolto dal Pontefice ai fedeli in Piazza San Pietro: «Come ci ha insegnato Giovanni Paolo II, siate sentinelle di misericordia e di pace». Il Papa ha anche invitato i leader mondiali che prendono le decisioni ad assumersi la responsabilità delle conseguenze che queste hanno sulle popolazioni, ricordando l’80esimo anniversario della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki “Affidiamo a Maria questo desiderio e questo impegno: ci aiuti Lei ad essere, in un mondo segnato da tante divisioni, ‘sentinelle’ di misericordia e di…
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Papa Leone XIV, durante l'Angelus in Piazza San Pietro oggi alle 12, invita a essere attenti e sensibili gli uni verso gli altri, come Gesù ci insegna, affidando questo impegno a Maria, Stella del mattino, affinché si diventi sentinelle di misericordia e pace in un mondo diviso. Ricorda l’ottantesimo anniversario degli attacchi atomici su Hiroshima e Nagasaki esortando a pregare per la fine delle guerre e a non ignorare i bisogni dei più deboli.
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Francesca Sabatinelli – Città del Vaticano Occorre rifiutare la guerra come “via di risoluzione dei conflitti”. È la pressante richiesta lanciata da Papa Leone XIV nei saluti dopo l’Angelus domenicale, rivolta alla comunità internazionale e ai suoi leader, ai quali il Pontefice chiede di farsi carico della responsabilità di lavorare per la pace, per il raggiungimento della quale esorta i fedeli tutti a non mettere mai fine alle loro preghiere.
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Daniele Piccini – Città del Vaticano Le opere di misericordia sono la banca più sicura e redditizia dove affidare il tesoro della nostra esistenza, perché lì, come ci insegna il Vangelo, con due spiccioli anche una povera vedova diventa la persona più ricca del mondo. Con queste parole Papa Leone XIV ha commentato, prima della recita dell’Angelus, il Vangelo di oggi, domenica 10 agosto, sottolineando l’invito di Gesù a riflettere “su come investire” al meglio “il tesoro della…
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Gesù “ci esorta a non tenere per noi i doni che Dio ci ha fatto, ma a impiegarli con generosità per il bene degli altri, specialmente di chi ha più bisogno del nostro aiuto. Si tratta non solo di condividere le cose materiali di cui disponiamo, ma di mettere in gioco le nostre capacità, il nostro tempo, il nostro affetto, la nostra presenza, la nostra empatia
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Le opere di misericordia sono la banca più sicura e redditizia dove affidare il tesoro della nostra esistenza, perché lì, come ci insegna il Vangelo, con “due spiccioli” anche una povera vedova diventa la persona più ricca del mondo. Sant’Agostino, in proposito, dice: «Uno sarebbe già contento se da una libbra di bronzo ne ricavasse una d’argento, o da una d’argento una d’oro; ma da quello che si dà si riceve qualcosa di realmente diverso, non oro o argento, ma la vita eterna».
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(Adnkronos) – Sono passati trentanove anni da quel caldo sabato d’estate del 1986, quando Carlo Riccardi, artista, fotografo e pittore, avvolse ‘incravattando’ l’obelisco di piazza del Popolo a Roma con una delle sue celebri MaxiTele. Un gesto artistico unico nel suo genere, che seppe unire stupore, provocazione e impegno civile. L’happening del 16 agosto 1986, improvviso e inaspettato, sorprese romani e turisti: molti si fermarono incuriositi, mentre i vigili urbani circondavano l’obelisco…
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