L'inattesa punizione subita dalla Svizzera nel quadro della partita tariffaria globale e la scelta di Donald Trump di imporre dazi al 39% sul Paese centroeuropeo inizia a avere contorni più chiari, nel contesto della sfida internazionale per il controllo del mercato dell'oro. Nei giorni scorsi il Financial Times ha rivelato che dietro la giustificazione dei dazi c'era l'inserimento di due
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«Ho pensato che fosse una follia. Dal punto di vista degli Stati Uniti, le sovrattasse doganali imposte alla Svizzera (del 39%) sono controproducenti e danneggiano il nostro buon alleato, la Svizzera», dice McGovern al quotidiano zurighese Blick in un'intervista pubblicata oggi. «Tutto questo farà aumentare i prezzi, anche negli Stati Uniti, dal cioccolato agli orologi ai medicinali».
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Intervistata in occasione dell’incontro in suo onore come ministra della Cultura, Baume-Schneider ha invitato alla calma: ”Credo che non si possa parlare di un incubo. L’incubo è per gli operai, per i lavoratori che temono di perdere il loro lavoro, per le imprese che lavorano e che riflettono sulle opportunità di soluzione, come collaborare con l’Europa o l’estero per trovare delle risposte”. E rassicura: “Ma non è un vero incubo per la Svizzera, nel senso che continuiamo a negoziare e a riflettere attraverso le…
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La scure dei dazi di Donald Trump non risparmia neppure i lingotti d'oro, creando confusione su un mercato che pensava di essere stato esentato dalla stretta dell'amministrazione statunitense. La reazione immediata è stata la volata delle quotazioni del metallo prezioso a New York, schizzate al nuovo record i 3.543 dollari l'oncia.L'oro è di solito esente dai dazi, visto l'importante ruolo che occupa nel sistema finanziario globale.
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La Settimana in Borsa – Oro da Record, Indici ai Massimi e Big Tech in Movimento La settimana in Borsa si chiude con un evento storico: l’oro rompe i massimi storici toccando quota 3.500 dollari l’oncia sui futures, un livello mai visto prima. Dopo un consolidamento durato quattro mesi, finalmente il breakout è arrivato. Se la chiusura di oggi confermerà sopra i 3.500, il prossimo obiettivo sarà 3.600 dollari, un pivot di…
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Venerdì il prezzo dell’Oro risale dopo alcune prese di profitto e nonostante la propensione al rischio e il modesto rimbalzo del dollaro statunitense hanno esercitano una certa pressione sulla commodity
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Nella seduta di giovedì 7 agosto l’oro (E-Mini Gold future) ha compiuto un veloce spunto rialzista, innescato dal superamento della resistenza grafica posta in area 3.445-3.450 dollari, ed è salito oltre i 3.530$. La struttura tecnica di breve termine rimane quindi costruttiva: dopo una breve pausa di consolidamento è possibile pertanto un ulteriore allungo, con un primo target a ridosso dei 3.550 dollari e un secondo obiettivo a quota 3.565-3.567$.
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L'oro è salito ai massimi da oltre due settimane giovedì, sostenuto dalla domanda di beni rifugio dopo l'entrata in vigore dei dazi imposti dal presidente statunitense Donald Trump e da dati sul lavoro USA che rafforzano le aspettative di un taglio dei tassi.L'oro spot ha guadagnato lo 0,7% a 3.392,65 dollari l'oncia alle 14:02 ET (18:02 GMT), dopo aver toccato il livello più alto dal 23 luglio nel corso della seduta.
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Il tycoon prova a reagire alle accuse dei democratici, che hanno sfruttato la connivenza dell’Fbi per indagare i repubblicani. A rischiare di più sono Bill e Hillary Clinton, che dovranno testimoniare a porte chiuse sull’anomalo suicidio del finanziere.Donald Trump va al contrattacco. Mantiene la li...
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