La vittoria della Juventus per 2-0 sul campo del Pisa ha nascosto un intervallo da brividi negli spogliatoi dell’Arena Garibaldi. Luciano Spalletti, di solito calmo e riflessivo, ha alzato i toni in modo deciso, con una sfuriata che – secondo chi era presente – ha fatto “tremare anche le mura” Continua a leggere su ultimejuve.it
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Approfondimenti:
Toccare l'orgoglio, per svegliare la Juventus. Sportmediaset racconta quello che è successo nel ventre dell'Arena Garibaldi all'intervallo di Pisa-Juventus, con il risultato fermo sullo 0-0. Luciano Spalletti, dopo un primo tempo a urlare, a supportare e a scuotere i bianconeri, nello spogliatoio ha alzato la voce per caricare una squadra poco convincente, per gioco e carattere, che ha rischiato di andare sotto: "Il livello è inaccettabile.
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Voce bassa, quasi assente. Luciano Spalletti ha lasciato l'Arena Garibaldi quasi afono, pagando il prezzo delle urla lanciate per scuotere la sua Juventus. La scena madre si è consumata nell'intervallo, quando il tecnico toscano ha alzato i decibel per dare la carica dopo un primo tempo a suo parere troppo deludente in alcuni aspetti, scatenando una reazione simile a quella vista in Champions contro il Pafos.
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Stavolta non era la paura a spezzare il fiato, a rendere le gambe pesanti. Questo era il problema della Juve vista contro il Pafos e anche in altre occasioni di questa stagione. Una squadra intrappolata da fragilità che vanno ben oltre qualsiasi discorso di natura tecnica e tattica. A Pisa , prima dell’intervallo, c’è una cosa che ha mandato fuori di testa Luciano Spalletti : la mancanza di concentrazione.
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Lo striglia e lo rimprovera costantemente, in allenamento come in partita, prima di riaccoglierlo con forza tra le sue braccia. Le lusinghe personali? Poche, pochissime: Spalletti ha un modo tutto suo per coltivare il talento. Per dimostrare l’affetto, la stima e il rispetto che cova nei confronti del suo miglior giocatore: Kenan Yildiz . Nulla di nuovo, almeno non per chi ha avuto modo di studiare l’approccio del tecnico bianconero nel corso della sua lunga carriera.
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C’è un tempo per gli abbracci e per il dialogo. E c’è un tempo per sbattere i pugni o alzare la voce. A Pisa, l’urlo di Luciano Spalletti è arrivato puntuale nell’intervallo per svegliare una squadra che rischiava di ricadere in tutti i suoi sbagli: «Svegliatevi, non può essere questo il livello! Siete la Juve, fatelo vedere», la sintesi di un quarto d’ora trascorso a rigenerare lo spirito di una…
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TORINO – Sabato Spalletti era giù di voce: gli si era abbassata per via del freddo umido di Pisa, dei bollori interni che gli hanno fatto seguire buona parte della partita senza cappotto e solo in giacca e camicia (le mamme dicono che non si fa) e soprattutto per le urla che ha strillato dal primo all’ultimo. Anzi no, proprio fino alla fine no: per un’ora buona, casomai, e in particolare nell’int…
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La scena si consuma in pochi secondi, ma lascia il segno. Locatelli vede il suo numero comparire sulla lavagnetta elettronica e capisce subito di dover uscire dal campo. Il volto si irrigidisce, lo sguardo tradisce sorpresa e fastidio. Non è una sostituzione qualunque, ma una di quelle che arrivano quando meno te l’aspetti. In panchina Spalletti lo attende con la mano tesa e ne nasce un dialogo veloce e con una risposta perentoria del tecnico al centrocampista della Juve.
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Momenti di tensione sulla panchina della Juventus durante la ripresa del match contro il Pisa sul risultato di 0-0. Dopo un primo tempo equilibrato, gli uomini di Gilardino hanno preso in mano il pallino del gioco, rendendosi spesso pericolosi, come al 59’ quando Tramoni ha colpito il palo di testa con Di Gregorio battuto.Sconto Spalletti-LocatelliL’episodio ha spinto Luciano Spalletti a operare cambi immediati: dentro Zhegrova e David, fuori Openda e Locatelli, appena un…
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