Il servizio pubblico televisivo «ridotto a megafono del governo», è la denuncia senza mezzi termini dell’Usigrai, il sindacato dei giornalisti della tv di Stato. Ministri e sottosegretari infatti non avranno alcun vincolo di tempo nei programmi e potranno dire ciò che vorranno purché sia riferito all’attività istituzionale. Un escamotage perfetto per far parlare a ruota libera i leader del…
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Approvato martedì sul fare della notte, il regolamento della commissione parlamentare di vigilanza sulla par condicio per le elezioni europee dell’8 e 9 giugno scatena per tutto il giorno le proteste delle opposizioni che hanno votato contro un testo che in campagna elettorale varrà per la Rai, ma probabilmente non per le emittenti private. Il consiglio dell’Agcom – l’Autorità delle comunicazioni – ora dovrà infatti decidere se recepire le modifiche al regolamento introdotte dalla vigilanza Rai estendendole…
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Da giorni il Pd e il M5S stanno portando avanti una vergognosa campagna mistificatoria sul regolamento della par condicio, votato ieri dalla Commissione Vigilanza Rai. In particolare, sull'emendamento riguardante la comunicazione istituzionale del governo che, come la stessa legge prevede, non va ricompresa nelle rilevazioni politiche leggiamo commenti deliranti". Lo dichiara il gruppo di Fratelli d'Italia nella Commissione Vigilanza Rai.
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Bonelli: Maggioranza occupa tutti gli spazi radiotelevisivi " Questa maggioranza oggi occupa tutti gli spazi radiotelevisivi. E francamente questo è un fatto inaudito su cui noi rifletteremo, anche se ricorrere negli organismi giurisdizionali", le parole di Angelo Bonelli dei Verdi. Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
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Lo scambio tra Autonomia e premierato, la par condicio che favorisce la comunicazione del governo, ma anche la mancata comunicazione dei numeri del Def. Così dal Pd accusano il governo di voler “restringere la democrazia italiana”. In quella che viene definita la “deriva orbaniana di Meloni”. Ecco dunque un post sui canali social del Partito democratico con tanto di fotomontaggio che ritrae la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente ungherese Viktor Orbán
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ANSA Nessun accordo in Commissione di Vigilanza sul regolamento sulla par condicio per le europee dell'8 e 9 giugno. La maggioranza ha deciso di andare avanti sugli emendamenti contestati dall'opposizione sull'informazione governativa, provocando il voto contrario e le proteste di tutti i partiti di minoranza. Lo strappo è arrivato, in particolare, su una delle proposte di modifica a firma di Francesco Filini (Fdi), Giorgio Maria Bergesio (Lega) e Maurizio Lupi (Noi Moderati).
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In vista delle Europee di giugno il provvedimento passa in bicamerale. Tra gli emendamenti contestati quello sull’informazione governativa. No alla proposta Boschi sulla presenza dei giornalisti Il regolamento sulla par condicio per le europee dell’8 e 9 giugno ha ricevuto il via libera dalla Commissione di Vigilanza. Ma senza nessun accordo, con tutti i partiti di opposizione che hanno votato contro il provvedimento dopo l’approvazione di alcuni emendamenti presentati dalla maggioranza.
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