Le forniture di petrolio sono destinate a ridursi ulteriormente nelle prossime settimane anche se la guerra in Medio Oriente dovesse cessare nel giro di pochi giorni, in quanto le spedizioni dal Golfo Persico richiederanno settimane per riprendere e raggiungere le raffinerie di tutto il mondo. Ciò significa che nel frattempo le scorte globali di petrolio continueranno a diminuire, contribuendo a mantenere elevati i prezzi del greggio.
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Il 7 maggio 2026 è stata una giornata intensa sul piano internazionale, con crisi che si intrecciano tra loro su diversi fronti del mondo. Per capire quello che sta accadendo, è utile partire dal punto più caldo: lo Stretto di Hormuz, quella stretta lingua di mare tra Iran e penisola arabica attraverso la quale passa circa un quinto del petrolio mondiale. Il nodo Hormuz: una crisi che blocca il mondo Da settimane Stati Uniti e Iran non riescono a trovare un accordo per riaprire questo…
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Che l’uranio e la libertà del popolo iraniano c’entrassero poco con l’ultima guerra americana era chiaro fin dall’inizio. Certo, c’è Israele e la sua volontà di consolidare il proprio dominio regionale. Ma non basta. Gli Stati Uniti oggi producono abbastanza petrolio da esportarlo, e la crisi del Golfo – con la chiusura di Hormuz – ha finito per favorire, guarda caso, proprio le big oil americane. Manca però un tassello: chi conosce in anticipo mosse e annunci del tycoon sta facendo soldi a palate.
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L’accordo con l’Iran o niente accordo, il mercato petrolifero continua a pagarne il prezzo I futures WTI sul greggio con scadenza giugno e i futures Brent con scadenza luglio hanno mostrato un forte ritracciamento giovedì e la seduta ha avuto un tono diverso rispetto a mercoledì. Ieri è stata liquidazione delle posizioni long. Oggi avverto vendite allo scoperto. Questa distinzione conta e ci torno tra poco.
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I prezzi del petrolio hanno esteso le perdite nella seduta odierna, scendendo di circa il 2% e tornando sotto quota 100 dollari al barile, sulla scia delle crescenti aspettative per un possibile accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. Il Brent è sceso a 99,32 dollari al barile (-1,93%), mentre il WTI si è attestato a 93,15 dollari (-2,03%). Il mercato ha reagito positivamente alle indiscrezioni su progressi nei negoziati diplomatici, che potrebbero includere una graduale riapertura…
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I futures dello Stoxx Europe 600 stanno salendo di oltre lo 0,2%, con le borse europee che estendono il momentum positivo dopo i massimi record di Wall Street, nuovi picchi nei mercati asiatici e un forte calo del petrolio sotto i 100 dollari al barile, in seguito alle aspettative di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran. Le vendite al dettaglio dell’Eurozona sono diminuite dello 0,1% su base mensile, rispetto alle attese del…
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Dopo l’improvviso crollo di ieri del prezzo del petrolio, arrivano nuovi sospetti su operazioni “mirate” che hanno fatto arricchire i pochi che sapevano in anticipo che le quotazioni sarebbero scese. I media Usa riferiscono che nelle prime ore di ieri (6 maggio), poco prima che Axios diffondesse la notizia che ha fatto crollare i valori del greggio, sul mercato dei futures è stato registrato un i…
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