Prezzo dell'oro in lieve calo questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna immediata viene scambiato a 2.508,18 dollari l'oncia con un calo dello 0,65% mentre l'oro con consegna a dicembre (Comex) passa di mano a 2.541,50 dollari con una flessione dello 0,45%.
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Il prezzo dell'oro è salito sopra i 2.525 dollari per oncia all'inizio della settimana di trading, raggiungendo i livelli record toccati la settimana scorsa dopo che il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha rafforzato le aspettative di un taglio dei tassi di interesse negli Stati Uniti a settembre.Nel suo discorso a Jackson Hole la scorsa settimana, Powell ha indicato che la Federal Reserve è pronta ad adeguare la propria politica, con il timing e l’entità dei tagli ai tassi di interesse che…
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La domanda di oro in Turchia fa salire l’export di gioielli italiani, ma la pelletteria soffre Di Reuters Versione italiana di Gianluca Bolelli Pubblicato il Un'impennata della domanda di oro dalla Turchia colpita dall'inflazione ha aumentato le esportazioni di gioielli dal distretto industriale di Arezzo, in Toscana, compensando il calo delle vendite di pelletteria dalla vicina area di Firenze. Lo mostrano dati risalenti al 12 agosto scorso.
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Prosegue la cavalcata dell’oro, dopo le parole accomodanti del presidente della Fed al simposio di Jackson Hole. Il metallo giallo ha raggiunto in giornata la valutazione record di 2.526 dollari l’oncia, ma secondo gli analisti lo spazio per salire ulteriormente è considerevole, in vista degli imminenti tagli dei tassi promessi da Powell. Se vuoi aggiornamenti su Valute e materie prime inserisci la tua email nel box qui sotto: Iscriviti Compilando il presente form acconsento a ricevere le informazioni relative ai…
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Il prezzo dell’Oro è in rialzo nella prima sessione europea settimanale, con le aspettative di un taglio dei tassi da parte della FED e le tensioni geopolitiche in corso che continuano a sostenere il prezzo.
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Ultim'ora news 26 agosto ore 12 Nuovo spunto positivo per il Gold future (scadenza dicembre 2024), che già venerdì era tornato a testare la resistenza a 2.550 dollari e stamattina sta trovando ulteriori spazi di allungo: proprio una conferma di questo breakout potrà dare uno slancio decisivo al metallo prezioso, favorendo un prossimo aggiornamento dei massimi storici, con un target naturale posto a ridosso della soglia psicologica a quota 2.600.
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Che l’oro sia un bene rifugio per eccellenza non lo si scopre oggi, ma in questo momento storico di instabilità a livello internazionale e di tensioni geopolitiche, sembra proprio che gli investitori privati e istituzionali (tra i quali le banche centrali), abbiano puntato decisamente sul metallo prezioso (ma anche sull’argento), che in particolare quest’anno ha risposto inanellando una serie di record storici.
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Fra le varie asset class sulle quali è possibile investire, l’oro quest’anno brilla. Dal 1 di gennaio la performance in euro del metallo giallo è del 21%, meglio della borsa americana e con una volatilità assai minore come da noi misurato in Banca Patrimoni Sella & C. Un fenomeno sporadico? Non proprio: a tre anni l’oro guadagna il 48%, a dieci anni il 135%. Niente male per un asset che non dà reddito, ma che svolge da sempre il suo ruolo di riserva di valore.
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Da gennaio il lingotto è salito del 22%, segnando un nuovo massimo storico. Con l’avvio dei tagli dei tassi Fed potrebbe crescere ancora. Ecco come scommetterci con i prodotti di investimento dedicati
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