Non serve essere grandi evasori per finire nel radar del Fisco. Basta un dato che non combacia, un reddito indicato in modo incompleto o una certificazione che non torna. È il caso, ad esempio, del pensionato per il quale emerge un disallineamento tra i dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate, come la Certificazione Unica, e quanto dichiarato nella Dichiarazione dei redditi. Oppure del propri…
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Ci informa il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, che si susseguono i record di recupero dell'evasione: 33,4 miliardi nel 2024, probabilmente 35 miliardi nel 2025. A sua volta l'Ufficio Parlamentare di Bilancio certifica che, se il trend continuerà, il debito scenderà più velocemente, il Pil sorriderà, i conti pubblici respireranno. Tutto vero. Tutto ineccepibile. Tutto, però, tremendamente fuorviante.
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L’intervento del direttore dell’Agenzia delle Entrate e della Riscossione, Vincenzo Carbone, all’iniziativa Telefisco de Il Sole 24 Ore, potrebbe segnare una svolta nella lotta all’evasione fiscale. Perché si dimostra che, volendo, il fenomeno può essere combattuto con successo e l’Italia può ridurre quel tax gap tributario e contributivo (differenza tra il dovuto e il versato) che nel 2022 è stato intorno ai 100 miliardi (quattro leggi di Bilancio abbondanti).
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Trovati centinaia di migliaia di evasori totali tra imprese e contribuenti e 83mila totalmente sconosciuti al fisco Il fisco continua a provarci con le buone e per gli “scordarelli” a cui sfuggono le scadenze utili al pagamento delle imposte continua con la moral suation e nel frattempo, proprio per individuare i contribuenti a cui spedire le lettere di compliance, analizza le posizioni in essere. Quanti "furbetti" delle tasse sono stati scoperti…
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