Dopo il secondo giorno di trattative per la pace a Gaza sembrano esserci novità tra Israele e Hamas. Donald Trumè si è sbilanciato. Il primo round dei negoziati di pace per Gaza andato in scena in Egitto aveva lasciato buone impressioni in Donald Trump. A quanto pare, anche la seconda giornata di trattative potrebbe aver portato ad una svolta nel raggiungimento di un accordo tra Israele e Hamas. Il tycoon si è detto, infatti, positivo per le prossime ore.
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«Si stanno preparando al rilascio degli ostaggi all'inizio della prossima settimana. E la firma avverrà entro il weekend, se non ci saranno sorprese». La notizia è stata diffusa ieri sera da una tv israeliana solitamente ben informata, Channel 12, che cita una fonte a conoscenza dell'andamento dei negoziati. Quasi contemporaneamente l'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu parla con il Times of Israel e avverte: «Ci sono progressi nei negoziati a Sharm El-Sheikh
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Almeno 30mila persone si sono radunate a Tel Aviv per l’evento commemorativo nazionale a due anni dall’attacco di Hamas del 7 ottobre. La cerimonia è stata organizzata da Kumu ("Rise Up"), un movimento fondato da famiglie di vittime, ostaggi e sopravvissuti all’attacco, al Parco Yarkon, il più grande spazio all’aperto della città. Tra i partecipanti ci sono l’ex ostaggio Omer Shem Tov e Anat Angrest, madre dell’ostaggio Matan Angrest, oltre a performance degli…
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Il gruppo palestinese: "I continui bombardamenti complicano il rilascio degli ostaggi. La situazione nella Striscia è un fallimento arabo senza precedenti". Arrivati in Egitto anche l’inviato speciale della Casa Bianca, Steve Witkoff, e il genero del presidente Usa, Jared Kushner
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«Due anni, è incredibile. Due anni di guerra. Il governo israeliano ci ha tradito», dice Nissan Kalderon, 57 anni, residente del kibbutz Sufa, a un tiro di schioppo dalla città distrutta di Rafah nel sud della Striscia di Gaza. Suo fratello, Ofer Kalderon, è stato rapito dal kibbutz Nir Oz il 7 ottobre insieme ai suoi due figli: Saar e Erez. Nei tunnel ha incontrato due volte Yahya Sinwar, l’architetto del 7 ottobre: «Senti, non sono una persona cattiva», gli avrebbe detto il leader di…
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Il presidente Donald Trump ha inviato oggi una lettera alle famiglie degli ostaggi in cui li ringrazia di averlo candidato al Nobel per la pace e di essere "deciso a riportare a casa tutti gli ostaggi e ad assicurare la totale distruzione di Hamas, affinché questi atti orribili non si ripetano mai più". "Queste scene indicibili sono rimaste impresse nella nostra memoria e non le dimenticheremo mai", aggiunge.
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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato progressi verso un accordo finale per il rilascio degli ostaggi a Gaza. Intanto, a Tel Aviv, centinaia di persone sono scese in piazza nella consueta protesta del sabato, chiedendo un cessate il fuoco e il raggiungimento dell’intesa. Netanyahu ha confermato l’invio di una delegazione in Egitto per definire i dettagli tecnici, auspicando di chiudere i negoziati “nel giro di pochi giorni”.
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Settecentotrenta albe fa era la vita. Era la quiete dei kibbutz o la musica al Nova Festival. Era Shabbat, giorno di festa. Poi da oriente il sole arrivò assieme al sangue. I tagliagole di Hamas avevano un solo obiettivo: uccidere e rapire più gente possibile. Alla fine della mattanza i morti furono più di 1.200, 251 gli ostaggi portati nella Striscia di Gaza. Tesler, amico fraterno di Bar Kuperstein, dice che quella mattina «Bar mi ha mandato un ultimo messaggio che…
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