Il caro carburanti è tornato a essere un tema di estrema attualità e sta destando preoccupazione per gli automobilisti e le imprese italiane. Dopo un inizio d'anno turbolento, il costo dei carburanti 2026 continua a subire oscillazioni repentine, influenzato da una scacchiera geopolitica instabile e da nuove dinamiche fiscali. Scopriamo da cosa dipende l’oscillante prezzo di benzina e diesel tra l’oggi e il domani e le cause profonde dei rincari e le possibili soluzioni…
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Il caro carburanti torna al centro dello scenario economico italiano. La premier Meloni ha annunciato una nuova proroga del taglio delle accise fino al 22 maggio 2026 per contenere l’aumento dei prezzi legato alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Ma, al di là dell’annuncio, la misura segue un percorso normativo poco lineare e non immediatamente comprensibile, che si sviluppa in due fasi separate.
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Continua a salire il prezzo della benzina, spinto dall’aumento delle accise – dall’1 maggio la riduzione è scesa a 5 cent al litro, contro i 20 ancora in vigore per il gasolio – e dalle quotazioni internazionali gonfiate dalla guerra in Iran. Martedì mattina, secondo il sito specializzato sull’energia Staffetta Quotidiana, il prezzo medio nazionale alla pompa ha toccato il massimo da oltre due anni e mezzo, dall’11 ottobre 2023.
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Il mese di maggio 2026 inizia con una stangata al distributore per gli automobilisti italiani, in particolare per quelli che guidano un’auto a benzina. Come ampiamente previsto dopo il taglio parziale delle accise sulla benzina in vigore dal 1° maggio, i prezzi alla pompa sono aumentati. Per la prima volta negli ultimi due anni, infatti, la “verde” ha superato la soglia psicologica di 1,9 euro al litro nelle rilevazioni sia del Ministero che di Staffetta Quotidiana
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C’è un’atmosfera sospesa, quasi di rassegnazione, ogni volta che un automobilista impugna la pistola erogatrice verde presso una stazione di servizio. Sotto lo sguardo impietoso dei display digitali che scorrono frenetici, il rito del rifornimento si è trasformato in un esercizio di equilibrismo finanziario. I prezzi della benzina, infatti, non accennano a fermare la loro corsa verso l’alto, segnando record negativi che non si vedevano da oltre due anni e mezzo.
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Nonostante il prolungamento del taglio alle accise fino al 22 maggio 2026, per mezzo del decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri il 30 aprile, mercoledì 6 maggio 2026 il prezzo della benzina ha raggiunto il valore più alto degli ultimi due anni e mezzo. Dire “il pieno, grazie” diventa uno dei gesti più costosi della vita di tutti i giorni. Dopo solo sei giorni dall’emanazione del decreto, si è registrato un prezzo della pompa verde self-service di 1,934 euro/litro per la rete…
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Il Veneto è tra le regioni più colpite dal nuovo aumento della benzina dopo il rialzo delle accise. Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy tra il primo e il 5 maggio il prezzo medio è passato da 1,749 a 1,928 euro al litro, con un incremento di 17,9 centesimi. Un balzo che si traduce in circa 9 euro in più per un pieno da 50 litri, tra i rincari più elevati a livello nazionale dopo il Trentino, la Toscana, la…
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Nonostante i rincari, i livelli attuali dei prezzi dei carburanti restano distanti dai picchi toccati negli scorsi anni. Per rendersene conto non è necessario risalire allo shock iniziale seguito allo scoppio della guerra in Ucraina: già nell’autunno del 2023 la benzina aveva oltrepassato in media la soglia dei 2 euro al litro, raggiungendo i 2,002 euro al litro. Ancora più elevato il dato registrato il 14 marzo 2022, quando il prezzo medio si attestò a 2,184 euro…
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