Tensioni in Libano a poche ore dai funerali dell’ex leader di Hezbollah Nasrallah. Il Times of Israel riferisce che l’Idf, l’esercito israeliano, è stato autore di una serie di raid aerei nel Libano meridionale. Attacchi che di fatto violano la tregua siglata nei mesi scorsi tra lo Stato ebraico e gli Hezbollah. Secondo quanto confermato dall’esercito israeliano, i raid avevano come obiettivo un sito militare della milizia terroristica contenente lanciarazzi e altre armi.
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Altre informazioni:
I media statali libanesi hanno riferito di attacchi israeliani in Libano, a circa 10 chilometri dal confine meridionale, mentre i fedeli si riunivano a Beirut per il grande funerale del leader di Hezbollah assassinato, Hassan Nasrallah. "Aerei nemici hanno lanciato due raid contro la zona tra Qleileh e Sammaaiyah, nel distretto di Tiro", ha affermato l'agenzia di stampa nazionale ufficiale.
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Le Idf confermano di aver effettuato attacchi aerei nel Libano meridionale. Uno degli obiettivi era un sito militare di Hezbollah contenente lanciarazzi e altre armi, dove l'esercito afferma di aver individuato attività da parte del gruppo terroristico. Secondo l'esercito, l'attività di Hezbollah nel sito costituisce una "violazione degli accordi tra Israele e Libano". Inoltre, le Idf affermano di aver colpito diversi altri lanciarazzi di Hezbollah nel Libano…
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Le forze israeliane hanno compiuto due raid sul sud del Libano, poche ore prima dell'inizio dei previsti funerali dell'ex leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, a Beirut. Lo rivela l'agenzia ufficiale... Leggi tutta la notizia
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Le forze israeliane hanno compiuto due raid sul sud del Libano, poche ore prima dell'inizio dei previsti funerali dell'ex leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, a Beirut. Lo rivela l'agenzia ufficiale libanese Ani. Gli attacchi aerei hanno colpito la regione di Tiro, a una decina di chilometri dalla frontiera con Israele. Nella serata di ieri, inoltre, sono stati compiuti raid israeliani alla frontiera fra Libano e Siria, per impedire l'introduzione di armi.
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Di Giuseppe Gagliano – Israele ha annunciato di aver colpito alcuni valichi di frontiera tra Libano e Siria, ufficialmente utilizzati da Hezbollah per il contrabbando di armi. Una narrazione che si ripete ciclicamente: Israele attacca, Hezbollah reagisce, e nel mezzo rimangono civili, territori devastati e una diplomazia internazionale che si limita a qualche dichiarazione di principio. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani (SOHR), organizzazione vicina all’attuale governo e con sede a Londra, l’attacco ha…
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La famiglia e gli amici di uno degli ostaggi israeliani liberati oggi, Omer Shem Tov, hanno applaudito e pianto mentre guardavano il suo rilascio dopo oltre 16 mesi di prigionia. I familiari del ventiduenne si sono riuniti a casa sua mentre lui, insieme ad altri due ostaggi, veniva consegnato da Hamas alla Croce Rossa. LaPresse
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Israele, l'abbraccio con la famiglia di un ostaggio dopo 10 anni 22 febbraio 2025 Re'im, 22 feb. - Nelle immagini l'abbraccio di Avera Mengistu con la sua famiglia dopo 10 anni, avvenuto poco dopo il rilascio, al confine fra Israele e Gaza. L'uomo, con problemi mentali, era nelle mani di Hamas dal 2014 quando volontariamente attraversò il confine.
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Ha doppia cittadinanza israeliano e austriaca Tal Shoham, rapito insieme alla sua famiglia il 7 ottobre del 2023 dal kibbutz Be'eri. Era invece tenuto in prigionia da 11 anni Avera Mengistu, ebreo di origini etiopi entrato per errore nella Striscia di Gaza nel 2014. Sono loro i primi ostaggi rilasciati oggi da Hamas a Rafah, dopo essere fatti salire sul palco allestito davanti alla folla con le stesse modalità adottate in precedenza.
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La famiglia Bibas ha confermato che i resti restituiti in Israele ieri sono stati quelli dell'ostaggio Shiri Bibas, fatta prigioniera dai militanti palestinesi nell'ottobre 2023. "Dopo il processo di identificazione presso l'Institute of Forensic Medicine, questa mattina abbiamo ricevuto la notizia che temevamo di più. La nostra Shiri è
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Daniele Capezzone 22 febbraio 2025 Hamas delenda est. Non ci sono più dubbi né alternative possibili. Ogni volta che crediamo di aver visto ormai il peggio del peggio, ogni volta che pensiamo di aver letteralmente raggiunto l’abisso, i terroristi islamici ci fanno vedere ancora di più, e scavano ancora più a fondo in una infinita discesa nell’orrore e nella disumanità. Ieri mattina Libero vi ha raccontato quello che sembrava l’estremo sfregio: quattro salme…
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Sdegno in Israele per il destino dei Bibas: "I due fratellini uccisi a mani nude" I due fratellini dai capelli rossi sequestrati quando avevano solo 10 mesi e 4 anni non sono stati uccisi in un attacco aereo ma assassinati a sangue freddo dai terroristi
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Di Euronews In un comunicato l'esercito israeliano ha dichiarato che uno dei quattro corpi degli ostaggi restituiti giovedì non è quello di Shiri Bibas ma di una persona ignota. Tel Aviv ha poi accusato il gruppo di aver ucciso gli ostaggi e l'inviato statunitense a Gaza ha parlato di violazione della tregua PUBBLICITÀ Israele ha accusato Hamas di aver restituito il corpo di un'altra persona e non quello di Shiri Bibas.
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Tg Esteri, l’edizione di mercoledì 19 febbraio 2025 Si parla di Libano, di Africa, di cooperazione, di migranti Getting your Trinity Audio player ready... LIBANO. MONITO BEIRUT: PRESENZA MILITARE ISRAELIANA È OCCUPAZIONE Ogni presenza militare israeliana in Libano equivale a “un’occupazione” del Paese: a sottolinearlo il capo dello Stato Joseph Aoun insieme con il presidente del Parlamento Nabih Berry e il primo ministro Nawaf Salam
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Di Anna Balestrieri Le truppe israeliane si sono ritirate dalla maggior parte delle aree meridionali del Libano, permettendo così all’esercito libanese di stabilire la piena autorità nella regione, con l’aiuto dell’UNIFIL e altre forze temporanee, senza la presenza del terrorismo di Hezbollah. L’IDF mantiene però presidi militari in cinque località strategiche. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno annunciato martedì 18 febbraio di essersi ufficialmente…
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I residenti rientrano nel villaggio di confine di Kfar Kila, in Libano meridionale, e trovano case distrutte e macerie per le strade. Le forze israeliane si sono ritirate martedì dai villaggi nel sud del Paese, secondo la scadenza prevista dall’accordo di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti. LaPresse
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Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha lanciato un monito esplicito a Hezbollah, confermando che Israele non esiterà a utilizzare la forza in caso di violazioni dell’accordo di cessate il fuoco in Libano. La dichiarazione, riportata dal Times of Israel, ha sottolineato l’impegno dell’esercito israeliano (IDF) nel mantenere la sicurezza lungo la frontiera con il Libano, dove le truppe israeliane rimarranno strategicamente posizionate.
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A Labbouneh, villaggio del sud-ovest del Libano, a ridosso della Linea Blu - la linea di demarcazione tra Libano e Israele - le truppe israeliane ci sono ancora. E anzi, secondo la testimonianza dei reporter di “L’Orient Today”, stanno costruendo nuovi posti di blocco. Labbouneh è uno dei cinque punti strategici del Libano meridionale dai quali l’esercito israeliano…
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Le Idf israeliane scelgono di ritirarsi da diverse città e villaggi che avevano occupato nel sud del Libano, mantenendo però una presenza in cinque punti lungo il confine sud. L'operazione è avvenuta questa mattina all'alba, come riporta l'Agenzia di stampa nazionale libanese. Il dispiegamento, secondo quanto riferito, avviene in coordinamento con un comitato guidato dagli Stati Uniti incaricato di monitorare la tregua con Israele e con la missione di peacekeeping delle Nazioni Unite…
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L’Idf si è ritirato dai villaggi di confine del Libano, ma rimane in 5 postazioni oltre la linea di demarcazione Onu, ha detto una fonte della sicurezza libanese. Oggi è scaduto il termine per il ritiro in base a un accordo di pace con Hezbollah. «L'esercito israeliano si è ritirato da tutti i villaggi di confine tranne che in 5 punti, mentre l’esercito libanese si sta gradualmente schierando a causa della presenza di esplosivi in ;;alcune zone e dei danni alle…
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Ucraina, oggi riunione a Parigi per rispondere all’accelerazione di Trump Diversi capi di governo europei si incontrano oggi a Parigi per fronteggiare “l’accelerazione” dell’amministrazione americana sul dossier Ucraina e definire una risposta comune per rafforzare la sicurezza del Vecchio Continente. L’incontro avviene pochi giorni dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha telefonato al suo omologo russo Vladimir Putin e ha deciso di…
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