"Penso che ce la possiamo fare. Non è facile, ma penso che ce la possiamo fare". E' ottimista sull'esito dei referendum dell'8 e del 9 giugno il segretario della Cgil Maurizio Landini che oggi è nelle Marche per alcune iniziative a sostegno della campagna referendaria. "Chi va a votare - ha detto - non vota per la Cgil ma per migliorare i diritti di chi lavora. L'invito a votare lo rivolgo a tutti i lavoratori, a tutti i cittadini, giovani e anziani".
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È un appuntamento che ci riguarda tutti, nessuno escluso. In questi tempi complessi, in cui sembra prevalere la sfiducia e la distanza tra cittadini e istituzioni, il voto al referendum assume un significato ancora più profondo e prezioso. Votare non è solo un diritto sancito dalla nostra Costituzione, ma è anche un dovere civico, un gesto di responsabilità verso noi stessi, le nostre famiglie, le generazioni future.
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Licenziamenti, contratti precari, sicurezza sul lavoro e cittadinanza al centro della consultazione. Risultati validi solo se andrà alle urne il 50% più uno degli aventi diritto. Ogni quesito avrà una scheda dedicata e sarà possibile ritirarne solo alcune rifiutando le altre Sono i licenziamenti, il precariato, la sicurezza sul lavoro e la cittadinanza i temi al centro dei cinque referendum abrogativi dell’8 e 9 giugno.
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Le accuse alla Rai, gli appelli dei personaggi dello spettacolo, gli attacchi contro Antonio Tajani e Ignazio La Russa. L'opposizione, in vista del prevedibile flop referendario dei quesiti su lavoro e cittadinanza, mette le mani avanti e inscena una sorta di auto flagellazione preventiva. Un'analisi della sconfitta, ancor prima che il rovescio si materializzi nelle urne. Ma, mentre da sinistra alzano il tiro, è Matteo Renzi a rendere plastiche le divisioni del fronte progressista.
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Unite nell’appello ad andare a votare. Ma divise sul come. Mentre la maggioranza invita compatta a disertare le urne, con l’unica eccezione di Noi moderati (che spinge su cinque «no»), sui referendum dell’8 e 9 giugno le opposizioni si muovono in ordine sparso. Con cinquanta sfumature di partecipazione, tra chi si spende per cinque «sì» ai quesiti su lavoro e cittadinanza (come Pd, Avs e +Europa), chi per quattro (come il Movimento 5 stelle) e chi (come Azione e Italia viva)…
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