Tanti applausi, commozione e le lacrime di alcuni cittadini hanno accolto il corteo delle celebrazioni della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, nella quale 85 persone sono morte e 200 sono rimaste ferite. In prima fila, dietro ai gonfaloni, ci sono la ministra dell'Universita e Ricerca, Anna Maria Bernini, il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, il presidente della Regione, Michele de Pascale
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Tanti applausi, commozione e le lacrime di alcuni cittadini hanno accolto il corteo delle celebrazioni della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, nella quale 85 persone sono morte e 200 sono rimaste ferite. In prima fila, dietro ai gonfaloni, ci sono la ministra dell'Universita e Ricerca, Anna Maria Bernini, il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, il presidente della Regione, Michele de Pascale
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Sono le 10:25 del 2 agosto 1980 quando una valigia piena di tritolo e T4 esplode nella sala d'aspetto della seconda classe della stazione di Bologna, lasciando a terra 85 morti e 200 feriti. La deflagrazione colpisce in pieno il treno Ancona-Chiasso, in sosta sul primo binario e fa crollare una trentina di metri di pensilina, oltre alle strutture sopra le sale d'attesa. La strage di Bologna è stata il più grave atto terroristico avvenuto in Italia nel secondo Dopoguerra…
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Sono le 10.24 del 2 agosto 1980. Alla Stazione centrale di Bologna si trova mezza Italia, intenta nel transito tra il Nord e il Sud per le vacanze estive in un Paese in cui ancora il treno costituisce un mezzo di trasporto primario. La lancetta lunga dell’orologio in bianco e nero che sporge dal muro a sinistra dell’ingresso principale scatta sul 5. Sono le ore dieci e venticinque minuti. E il mondo crolla.
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Un boato improvviso, lacerante, poi solo urla, singhiozzi, polvere e macerie. L’atrio della stazione centrale di Bologna si riempie di sangue e detriti, sulla pensilina del primo binario l’esplosione investe anche il treno Adria Express 13534 Ancona-Basilea, in ritardo di un’ora sulla tabella di marcia, le grida dei feriti e dei passeggeri incontrano volti annichiliti dallo choc e dall’orrore. Alle 10.25 (l’ora della tragedia rimarrà per sempre impressa nelle lancette ferme del…
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Dopo 45 anni di indagini, depistaggi e processi, la giustizia ha tracciato una verità chiara e definitiva: la strage fu un attentato politico organizzato da ambienti neofascisti, con il coinvolgimento della loggia massonica P2 e servizi segreti deviati Sono passati 45 anni sabato d’estate del 2 agosto 1980, quando alle 10:25 una bomba devastò la sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna: 85 morti, oltre 200 feriti, e un…
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Il 18 luglio 1990 su Palazzo Baciocchi, a Bologna, scese un silenzio innaturale. La Corte d’Assise d’Appello aveva pronunciato la sua sentenza: annullate tutte le condanne pronunciate dai giudici di primo grado per la strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980, condanne che avevano riguardato sia gli autori materiali che alcuni imputati per i numerosi depistaggi inscenati fin dai primi passi delle indagini.
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– “Mi ricordo tutto, il dolore e la tragedia non si cancellano. Ma ho due immagini che mi sono rimaste impresse. La prima, le ali di persone ai lati delle strade mentre guidavo il bus numero 37: abbassavano la testa in segno di rispetto o facevano un ultimo gesto di saluto, consapevoli del carico di cadaveri a bordo. La seconda: quel ragazzo, all’ingresso della camera mortuaria, rannicchiato sotto un albero con la testa fra le mani.
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Anni fa la strage di matrice neofascista alla stazione di Bologna. Furono 85 le vittime, oltre 200 i feriti. In mattinata il corteo in città e poi il minuto di silenzio nel piazzale antistante il luogo dell'esplosione. Stefano Corradino
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BOLOGNA – Non soltanto: «La strategia della tensione non è finita. Ci siamo dentro, tenete presente quello che sta facendo il governo». Ma anche: «Nel piano golpista della P2, i cui vertici sono i mandanti della strage, c’è la separazione delle carriere dei magistrati». E nel decreto sicurezza «si dà facoltà di delinquere in maniera totale ai servizi segreti. In pratica, si fa in modo che nessuno…
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ROMA. Sono passati 45 anni dalla strage alla stazione di Bologna. In questo lasso di tempo è faticosamente emersa una verità giudiziaria. Si è acceso un faro sulla matrice fascista dell’attentato, sul ruolo dei terroristi neri, della P2, dei servizi segreti deviati, sulle omissioni e sui depistaggi. Una verità che viene sottolineata dal centrosinistra e che adesso sembra accettata anche dalla des…
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Di Daniele Predieri Doveva essere un’intervista. Lunga e articolata, con domande “complicate e difficili” sulla storia giudiziaria della strage di Bologna, avvenuta il 2 agosto del 1980, 85 morti e più di 200 feriti (cinque le vittime ferraresi). Non è stato possibile realizzarla con il giudice Francesco Caruso, in pensione dal 2022, presidente della Corte d’assise di primo grado del quinto processo sulla strage (quello contro Paolo Bellini, altri e i mandanti), perché i tempi non lo consentono: non si…
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