Strage di Bologna, un processo senza fine, ricorrenze sempre uguali e polemiche scontate. In una lunga intervista a Libero Andrea Colombo, ex militante di Potere Operaio e penna storica del manifesto, puntualizza che quest'anno la polemica sul 2 agosto per la prima volta ha messo in discussione il diritto
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Sulla strage di Bologna la destra di Governo ha superato la linea rossa. La presidente del consiglio Meloni che non si reca a Bologna e polemizza addirittura con i familiari delle vittime e poi uno degli uomini di punta della maggioranza di destra, il deputato Federico Mollicone presidente della commissione Cultura (come se non bastasse il ministro della cultura Sangiuliano) che attacca i giudici, non più solo i pm, sostenendo che le sentenze sulla strage di Bologna sono un teorema per attaccare…
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Onorevole Mollicone, ma che le salta in testa? Lei mette in discussione la madre di tutte le sentenze, quella sulla strage di Bologna? Vidimata da Mattarella, da tutti i giornali, dal Ministro dell'Interno. Provi a spiegarmi «Io ho detto fin dall'inizio che rispetto le sentenze e rispetto anche il presidente Mattarella. Le sentenze dicono che la matrice è neofascista. Ora, però, in Italia c'è il giusto processo, che prevede le garanzie per la difesa.
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Caro Merlo, non si curi della biliosa corporazione degli storici antichi. A me che insegno filosofia sembra geniale chiamare “sindrome dell’archeologo” il vizio italiano di scavare il già scavato per trovare nuove piste in tutti i processi che sono già conclusi, ma nella coscienza collettiva non lo sono mai, e non solo quelli “politici” come la strage di Bologna, ma anche Rosa e Olindo, Yara e tu…
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«Secondo te?», risponde in queste ore a tutti quelli che lo stanno cercando dopo le dichiarazioni sui processi sulla strage di Bologna per sapere se davvero da Palazzo Chigi l’abbiano chiamato per imporgli l’altolà, per capire quanto Giorgia Meloni sia imbarazzata o arrabbiata a causa del trambusto e del clamore. Che è un po’, anche se la grandezza del tema su cui si è esercitato stavolta è inimmaginabile anche solo accostarla…
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La commemorazione del 2 agosto, forse, non era mai durata così tanto come quest’anno. E purtroppo il motivo per cui, a cinque giorni abbondanti dal 44° anniversario della strage alla stazione, si continua a parlare così tanto della bomba che uccise 85 innocenti e ne ferì più di 200, non è certo dei più nobili. Dopo la dura risposta del premier Meloni alle parole di Paolo Bolognesi sul palco di piazza Medaglie d’Oro, a riaccendere le polemiche politiche è stata, domenica scorsa, l’intervista a La Stampa di Federico Mollicone, deputato di FdI e…
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Bologna e il caso Mollicone, chi riscrive la Storia condanna il Paese a non aver mai pace La destra non elabora i lutti del passato. L’intervento del deputato sulla strage del 2 agosto 1980. Le sentenze si criticano con il diritto, non con il rancore. Chi governa rispetti la memoria collettiva donatella stasio
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Il Pd pungola la civica Elena Ugolini, candidata alle regionali col sostegno di tutto il centrodestra, sul dilemma Due Agosto. «Spero che Ugolini prenda le distanze dalle esternazioni di certi esponenti di Fratelli d’Italia. Di fronte a certe dichiarazioni non possono esserci ambiguità» detta il segretario regionale del Pd Luigi Tosiani. E il candidato dem alle regionali Michele De Pascale punge:…
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"Le parole di Federico Mollicone? Io non devo commentare tutti quelli che parlano, se devo commentare tutti i parlamentari non finiamo più. Abbiamo detto che sia l'Italicus sia Bologna sono stragi che hanno matrice neofascista, ma non è che ognuno che parla devo commentare. Se vogliono, gli altri possono commentare quello che dico io, ma noi abbiamo una posizione politica e quella resta". Lo ha detto il segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani…
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Attribuire la responsabilità della strage di Bologna all’esecutivo di centrodestra è un esercizio fazioso, mendace e fuorviante, che non rende onore alla memoria delle vittime, e non giova a fare chiarezza su una vicenda alquanto nebulosa, sulla quale aleggiano tutt’ora parecchi dubbi e diverse zone d’ombra. Intanto, è bene sottolineare come risulti assai spregevole anche solo pensare di poter strumentalizzare politicamente una simile tragedia per fare opposizione a un governo democraticamente eletto e a un presidente del Consiglio del…
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Fabrizio Cicchitto 06 agosto 2024 Caro direttore, certamente in Italia le sentenze passate in giudicato (cioè quelle che dal primo grado di giudizio passano in appello e poi spesso vengono sottoposte al vaglio formale in termini di diritto in Cassazione) sono considerate del tutto valide sul terreno dei loro effetti giuridici e processuali. Ben diverso però è il discorso sul piano delle valutazioni giuridiche fatte in termini politico-culturali, ancor di più sul terreno…
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Uno dei problemi del centrodestra o della destra tout court quando ogni morte di Papa le capita di andare al Governo vincendo regolarmente e con ampio margine le elezioni, è la soggezione psicologica verso gli isterismi di una sinistra piuttosto priva di prospettive. E da tempo. Poniamo il caso delle stragi sentenziate definitivamente come fasciste. Per dogma più che per diritto. Se uno come Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Cultura alla Camera dei deputati, osa…
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La tesi della pista palestinese legata alla strage del 2 agosto - ora che il deputato Mollicone di FdI l’ha rievocata -, come scrivono i giudici della Corte d’appello di Bologna nella sentenza depositata lo scorso febbraio che conferma la condanna del neofascista Gilberto Cavallini, “è destituita di ogni fondamento”. I giudici fanno riferimento alla forzata relazione della Commissione parlamenta…
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Pare che la presidente del Consiglio si sia imbufalita con il dirigente del suo partito Federico Mollicone, responsabile Cultura di FdI, per quell'uscita sull'innocenza, a suo parere, dei condannati per la strage di Bologna: «È stato un autogol». Le parole di Mollicone hanno in effetti reso ancor più furibonda una polemica che tuttavia era già divampata per le parole della stessa premier in risposta alle accuse di Paolo Bolognesi, presidente dell'Associazione…
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ROMA — Non commentare. Lasciar cadere «la sparata identitaria» di Federico Mollicone, evitando di alimentare un dibattito «che schiaccia ancora una volta la coalizione sull’estrema». Ha dato a tutti la consegna del silenzio, Antonio Tajani. Deciso a non aprire un nuovo fronte di scontro nella maggioranza, già impelagata in una serie di beghe da cui fatica a uscire. Ma la scelta del vicepremier e …
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Stragi neofasciste, Santalucia: “Pericoloso appellarsi al ministro per rivedere sentenze definitive”
Gli attacchi alla magistratura non finiscono mai. Prima l’inchiesta Toti, ora il caso Mollicone. Mentre Nordio si libera dei reati scomodi come l’abuso d’ufficio. Proprio a lui il meloniano Mollicone chiede di riscrivere le sentenze sulle stragi neofasciste in Italia. È mai possibile? «È del tutto sorprendente - risponde il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia - anche perché c’è una grande e …
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È il come, e non tanto il cosa, il problema creato da Federico Mollicone con la sua intervista alla Stampa in cui attaccava direttamente le sentenze sulla strage di Bologna. La partita, infatti, non si gioca sulle tesi più o meno strampalate del presidente della commissione Cultura della Camera, ma sugli equilibri interni di Fratelli d’Italia, partito meno monolitico di quello che l’assoluto strapotere di Giorgia Meloni e famiglia lasciano intendere.
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Le radici di Fratelli d’Italia affondano nella storia del Msi. Un concetto ribadito tanto da Meloni quanto dal presidente del senato La Russa. Quest’ultimo nel giugno scorso ha affermato che la fiamma nel simbolo di FdI «è rimasta come segno di continuità dal Msi». Nel dicembre 2022 Meloni aveva invece dichiarato che il partito degli ex collaborazionisti di Salò avrebbe «avuto un ruolo molto importante nel combattere la violenza politica e il terrorismo».
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