Israele stima che i suoi attacchi contro l’Iran abbiano ritardato la possibilità di Teheran di sviluppare un’arma nucleare «di almeno due o tre anni», ha dichiarato il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar in un’intervista pubblicata sul tedesco Bild. L’offensiva israeliana, che ha colpito centinaia di siti nucleari e militari, uccidendo comandanti di alto rango e scienziati nucleari, ha prodotto risultati «molto significativi», ha detto Saar.
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NEW YORK – «Due settimane al massimo». Donald Trump ribadisce il suo ultimatum all’Iran, dopo di che deciderà se e come colpire. Non ha invece fiducia nella mediazione europea e non crede di poter fermare gli attacchi di Israele, perché «sta vincendo». Ieri mattina il capo della Casa Bianca ha convocato nuovamente il Consiglio per la sicurezza nazionale, da cui ormai è stata emarginata la dire…
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Quanto valgono due settimane per Donald Trump? In realtà la domanda chiave è: fin dove si spingerà Benjamin Netanyahu nei prossimi 15 giorni? Il presidente americano ha preso tempo, dopo numerose oscillazioni che, ancora una volta, hanno mandato in tilt la comunità internazionale. Negli ambienti diplomatici europei, si moltiplicano le interpretazioni delle sue parole e le previsioni sulle sue prossime mosse.
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Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno lanciato un attacco contro il sito nucleare di Isfahan, ma le forze iraniane hanno respinto il raid, evitando fughe di sostanze pericolose e vittime. La notizia è stata confermata dal vice governatore della provincia. Da parte israeliana, il ministro degli Esteri Gideon Saar ha rivendicato i risultati della guerra finora: “Per Teheran ritardato…
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