Sono due gli autovelox in provincia di Treviso che continuano a rimanere accesi: quello lungo la tangenziale di Treviso, nel territorio del capoluogo, e lungo via Kennedy a Riese Pio X. “E' una scelta dei sindaci che difenderanno l’operato delle polizie locali nel caso di eventuali ricorsi da parte di automobilisti che incorrono in sanzioni”, spiega il viceprefetto vicario di Treviso, Alessandro Sallusto.
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È notizia di questi giorni il blocco del decreto sugli autovelox da parte di Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il decreto avrebbe dovuto mettere ordine sul fronte delle multe e dei ricorsi, stabilendo che, a partire dal prossimo mese di luglio, gli autovelox approvati dal 2017 in poi, già conformi quindi alle norme di taratura, avrebbero dovuto essere considerati automaticamente omologati, senza la necessità…
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L Ministro stoppa il provvedimento che avrebbe omologato automaticamente i dispositivi approvati dopo il 2017, questa disposizione avrebbe spento però moltissimi dispositivi in tutte le regioni. L’assurda gestione della questione autovelox da parte del Ministero. Dopo la disputa sui termini “omologazione” e “approvazione”, con la recente sentenza della Cassazione “Corte di Cassazione penale (n. 10365/2025)” che arrivava addirittura a disporre il sequestro dei dispositivi approvati ma non…
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TREVISO – Ad oggi sono solo due le strade della Marca su cui sono tuttora in funzione gli autovelox fissi: lungo la Tangenziale in comune di Treviso e lungo via Kennedy a Riese Pio X. Sono quelle, già a suo tempo, ritenute idonee dall'Osservatorio permanente sugli incidenti stradali, istituito in Prefettura. Al momento i dispositivi continuano a rimanere accesi. «È una scelta dei sindaci, che dunque difenderanno l'operato…
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– Sanatoria sospesa. Da Roma è arrivato un bel dietrofront direttamente dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Serviranno “ulteriori approfondimenti” rispetto al decreto uscito dal Mit dal potenziale enorme: quello di porre fine all’era dei ricorsi per le multe da eccesso di velocità generate dall’occhio elettronico degli autovelox “omologando d’ufficio” tutti i dispositivi posteriori all’agosto 2017.
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Dietro front Il decreto che avrebbe dovuto “mettere ordine” alle regole degli autovelox (nonchè cancellare migliaia di ricorsi) è già fermo. Lo stop è stato deciso dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti su indicazione del vicepremier Matteo Salvini, perché – si legge in una nota ufficiale – “sono necessari ulteriori approfondimenti”. Il decreto avrebbe portato allo spegnimento di quasi tutti gli apparecchi, nonché (cosa che ovviamente si voleva evitare), all’annullamento delle multe.
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È durato due giorni l’annunciato decreto che doveva risolvere l’annosa questione dell’omologazione degli autovelox, stoppando così le diverse interpretazioni che finora hanno aperto la strada ai ricorsi. Il ministero dei Trasporti ha infatti annunciato che ha sospeso il provvedimento che stava inviando a Bruxelles, su iniziativa dello stesso ministro Matteo Salvini, perché sono «necessari ulteriori approfondimenti».
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Un bel pasticcio. Nei piani del governo c’era la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (previa approvazione europea) a giugno. Era una specie di sanatoria con l’omologazione, di fatto, degli autovelox approvati dopo il 17 agosto del 2017. Adesso torna l’allarme rosso, automobilisti nel caos normativo, ricorsi a pioggia, liberi tutti. Per la maggioranza degli autovelox, quelli precedenti al 2017, con il Decreto sarebbe scattato il fermo momentaneo, con la possibilità di arrivare comunque…
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Il decreto del Ministero dei Trasporti sugli autovelox, annunciato venerdì scorso, è stato sospeso dal Ministero stesso su indicazione di Matteo Salvini, per permettere ulteriori approfondimenti. Il decreto stabiliva che gli autovelox approvati dal 2017 in poi fossero automaticamente omologati, senza necessità di ulteriori passaggi burocratici, mentre quelli più datati avrebbero dovuto essere spenti fino al completamento del processo di omologazione.
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