Segui il canale WhatsApp di Mypersonaltrainer per rimanere aggiornato su tutte le novità. Perché movimento e memoria sono più collegati di quanto pensiamo Per molto tempo, abbiamo considerato corpo e mente come due ambiti separati: da una parte, l'attività fisica, utile per muscoli, cuore e metabolismo; dall'altra, il cervello, legato allo studio, alla concentrazione, alla memoria. Oggi, questa distinzione è sempre meno sostenibile.
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Il grasso che si accumula intorno agli organi interni ha un nome preciso, grasso viscerale, e una pessima reputazione. Ora uno studio presentato al meeting annuale della Radiological Society of North America gli attribuisce un altro demerito: invecchia il cervello. O meglio, lo fa quando è abbondante rispetto alla massa muscolare. I ricercatori hanno esaminato 1.164 persone sane (52 per cento donne, età media 55 anni) con risonanze magnetiche di tutto il corpo, usando un algoritmo di intelligenza…
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Tutto muscoli e niente cervello? Niente di più falso, almeno in base ad uno studio condotto su 1200 uomini e donne di mezza età e appena presentato a Chicago nel meeting annuale della Radiological Society of North America. La ricerca ha offerto una nuova chiave di lettura nell'analisi del rapporto tra collegamento tra la condizione fisica delle persone e la 'salute' del cervello. L'effetto dell'allenamento sul cervello Come evidenzia il Washington Post, non è certo…
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Spesso pensiamo all’invecchiamento come a un processo inarrestabile, scritto nel nostro DNA. Tuttavia, una ricerca pubblicata sulla rivista Brain Communications suggerisce che abbiamo molto più controllo sulla “vera età” del nostro cervello di quanto immaginiamo. I ricercatori hanno scoperto che una combinazione di semplici fattori legati allo stile di vita – tra cui l’ottimismo, il sonno e le relazioni sociali – può rendere il cervello fino a 8 anni più giovane…
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