Carcere Nuoro: ergastolano a SDR, il pensiero di morire in galera è un affanno indescrivibile “L’affanno che si prova al solo pensiero di dover morire in galera non si può descrivere. Sono stato arrestato la prima volta nel febbraio 1976, quando avevo 16 anni e da allora, a parte un paio d’anni (1981-1983) in cui sono evaso dall’isola di Pianosa, sono sempre stato detenuto. E’ vero che mi sono reso responsabile di varie evasioni, perlopiù dei colpi di testa…
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Questa Splendida non Belligeranza” – giovedì 11 gennaio h 20.30 al TsE di Cagliari apre la rassegna Il Terzo Occhio Uno sguardo sul teatro contemporaneo e sui nuovi linguaggi della scena con Il Terzo Occhio / rassegna multidisciplinare delle nuove creatività organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna, con la direzione artistica di Valeria Ciabattoni e con il patrocinio e il sostegno del MiC / Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna e del…
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"Concordo pienamente con Rampelli quando dice che FdI è totalmente estranea all'episodio dei saluti romani alla commemorazione delle tre giovanissime vittime dell'attentato di Acca Larenzia. Peraltro, il fatto è stato eclatante e ha avuto molta visibilità, ma il partito davvero non ha alcun ruolo o responsabilità in quello che è successo. Abbiamo sempre detto ai nostri di non partecipare a certe manifestazioni, che vengono inevitabilmente strumentalizzate da chi vuole attaccarci.
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Sulla feccia non ci mette la faccia. La Premier Meloni tace e acconsente al rito del ”presente!”, con tanto di braccio teso in sincrono da parte di neofascisti, mai così numerosi ad Acca Larenzia per esaltare la tragica morte di tre militanti di destra. E’ giusto ricordare ogni assassinio dei terribili anni di piombo, ma solo per rimuovere le scorie di quella violenza. E in questo senso, ho apprezzato la presenza nella cerimonia istituzionale di un rappresentante della destra (Rocca) e della sinistra (Gotor) romana.
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La Russa prende le distanze dall'adunata di Acca Larentia, ma sottolinea che il saluto romano potrebbe non essere reato: "È possibile che si stabilisca che un saluto romano durante una commemorazione non sia apologia di fascismo, e quindi non sia reato, come molte sentenze stabiliscono".
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Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni. Nemmeno i morti lasciano in pace gli avvoltoi della sinistra che, per colmare il vuoto di pensieri e sentimenti, volteggiano funesti. Questa volta sul ricordo di tre ventenni trucidati per la sola colpa di appartenere al Fronte della Gioventù negli anni in cui uccidere un fascista non era reato. E, infatti, per quelle morti innocenti nessuno è mai finito in carcere.
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Diciamo tutti: è uno scandalo che la Digos intervenga minacciosamente per identificare un cittadino che grida «Viva l’Italia antifascista» e non muova un dito davanti a centinaia di fascisti che manifestano minacciosamente a braccio alzato nelle strade di Roma. Io non ci vedo nessuna contraddizione: l’intimidazione poliziesca (non solo a Milano alla Scala, ma anche a Roma al Colosseo, per un flash mob contro la guerra indetto dal Laboratorio ebraico antirazzista o a piazza San Pietro, pochi giorni fa…
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“È evidente che questa manifestazione sia in palese contrasto con la legge Scelba del ’52“. A dirlo è il presidente nazionale dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo, che ha deciso di non restare in silenzio di fronte quanto accaduto alla commemorazione per le vittime della strage di Acca Larentia, dove centinaia di militanti hanno fatto il saluto romano gridando “Presente”. “Mi ha colpito che non ci siano…
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Che noia – è vero – l’antifascismo di maniera e di professione, la chiacchiera pigra sul pericolo autoritario, la democrazia declinante, l’indignazione crescente in mancanza d’altro, il Matteotti alla bisogna, la Costituzione come monopolio di parte. E pure il copione che si ripete. Più insopportabili degli antifascisti finti, che denunciano senza andare mai sulle montagne di Cuneo, ci sono solo i fascisti veri.
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