Roma Guerra in Iran: la condanna dei Vescovi cattolici “La stabilità e la pace non si costruiscono con minacce reciproche, né con le armi, che seminano distruzione, dolore e morte, ma solo attraverso un dialogo ragionevole, autentico e responsabile”. Le parole pronunciate da Leone XIV all’Angelus del 1° marzo, il giorno successivo all’avvio dell’offensiva su Teheran, hanno offerto il punto di riferimento entro cui si è articolata la risposta ecclesiale internazionale.
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Deborah Castellano Lubov – Città del Vaticano Una volta aperta la porta con gli attacchi è molto difficile chiuderla e la situazione può sfuggire di mano molto rapidamente. In un’ampia intervista con i media vaticani, il cardinale Blase Cupich, arcivescovo di Chicago, lancia un monito, riflettendo sulle tensioni sia all'estero, sia negli Stati Uniti. Dopo gli attacchi congiunti Usa-Israele che, sabato 28 febbraio, hanno colpito Teheran e diverse città iraniane, l'Iran ha…
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Dal Golfo Persico all'Australia, dagli Stati Uniti all'America Latina, vescovi e conferenze episcopali di ogni continente hanno risposto in modo convergente all'attacco militare contro l'Iran. Con molte voci ma una stessa grammatica: fermare l'escalation, proteggere i civili, restituire alla diplomazia il suo ruolo. Sullo sfondo, il magistero di Papa Leone XIV e la denuncia della Santa Sede (Foto AFP/SIR) “La stabilità…
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«È davvero preoccupante questo venir meno del diritto internazionale». Intervistato dai media vaticani, il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin riflette sulla situazione in Medio Oriente, a partire dall’attacco di Usa e Israele all’Iran, il 28 febbraio. «Se agli Stati fosse riconosciuto il diritto alla “guerra preventiva”, secondo criteri propri e senza un quadro legale sovranazionale, il mondo intero rischierebbe di trovarsi in fiamme – osserva -.
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Il Segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, critica la guerra preventiva di Trump e Netanyahu all’Iran. Mi sento meno sola. Da quando è iniziato l’attacco israelo-americano al terribile regime degli Ayatollah, ho ricevuto insulti e minacce per aver espresso un giudizio molto negativo sul concetto di “attacco preventivo” — che non esiste nel diritto internazionale. Mi hanno accusata di essere filo-Ayatollah, di non volere la libertà del popolo iraniano, di essere antisemita.
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Profonda preoccupazione per l’escalation di violenza in Medio Oriente e un invito a rilanciare con decisione la via della diplomazia e della preghiera. È questo il senso dell’appello lanciato dalla Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea (Comece) e dall’Unione Internazionale delle Superiore Generali (Uisg), mentre crescono le tensioni nella regione e aumenta il timore di un allargamento del conflitto.
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È una severa condanna della «guerra preventiva» di Usa e Israele contro l’Iran quella espressa dal cardinale segretario di Stato vaticano Parolin (nella foto), intervistato per i media di Oltretevere dal direttore della comunicazione pontificia Tornielli. Si tratta quindi della posizione ufficiale della Santa sede. «Se agli Stati fosse riconosciuto il diritto alla guerra preventiva, il mondo intero rischierebbe di trovarsi in fiamme», spiega Parolin: «Alla giustizia è subentrata la forza», con…
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Il Segretario di Stato della Santa Sede Pietro Parolin ha rilasciato ai media vaticani un’intervista che sulla guerra va oltre l’auspicio della pace ed entra nel merito politico: “Se agli Stati fosse riconosciuto il diritto alla ‘guerra preventiva’ – dice il capo del governo vaticano – secondo criteri propri e senza un quadro legale sovranazionale, …
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Specificamente come comunità cattolica, fin dall’inizio ho esortato tutti alla serenità e a essere uniti nella preghiera e nella solidarietà. Nella lettera che ho scritto a tutti i fedeli il giorno in cui è iniziato questo conflitto, ho invitato a recitare ogni giorno il Rosario. Vedo che i nostri fedeli si trovano a pregare e si danno anche appuntamenti online tra le varie famiglie per pregare insieme il rosario.
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In un'intervista a i media vaticani il segretario di Stato vaticano denuncia il venir meno del diritto internazionale, chiede il ritorno alla diplomazia multilaterale e rilancia l’appello del Papa: «Cessi il rumore delle armi, si torni al negoziato» Il venir meno del diritto internazionale, sostituito da una «diplomazia della forza», rischia di trascinare il mondo in una spirale incontrollabile di violenza.
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Il segretario di Stato Vaticano invoca il ritorno ai negoziati: "Non ci sono morti di serie A e morti di serie B. Oggi alla giustizia è subentrata la forza" “Se agli Stati fosse riconosciuto il diritto alla guerra preventiva, secondo criteri propri e senza un quadro legale sovranazionale, il mondo intero rischierebbe di trovarsi in fiamme”. Parola di Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, che in…
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Il richiamo al termine dell’udienza generale di questa mattina. Al centro della catechesi la Chiesa: non esiste opposizione tra Vangelo e istituzione. La Chiesa è una comunità concreta di uomini e donne, con le loro fragilità e i loro talenti, chiamati ad annunciare il Vangelo nella storia Ha fatto riferimento alla Quaresima il Papa durante l’udienza generale di questa mattina in piazza San Pietro
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"Continuiamo il nostro cammino quaresimale in spirito di penitenza e di conversione, implorando la misericordia e la pace di Dio per noi e per il mondo intero". Lo ha detto il Papa in Udienza generale in piazza San Pietro. "Fedeli al nostro impegno battesimale, sforziamoci di costruire ogni giorno la Chiesa, organizzandone non solo le forme visibili, ma rafforzando l'unità tra di noi, attraverso la comunione, la carità e il perdono reciproco", ha così ammonito Leone XIV.
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“Come rileva la Carta dell’ONU, il ricorso alla forza va considerato solo come ultima e gravissima istanza, dopo che tutti gli strumenti del dialogo politico e diplomatico sono stati utilizzati, dopo aver valutato attentamente i limiti della necessità e della proporzionalità, sulla base di rigorosi accertamenti e motivazioni fondate, e sempre nell’ambito di una governance multilaterale”. Lo afferma il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, in una intervista su Vatican News
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Città del Vaticano Dovevano essere in otto, ma la metà di loro non ha potuto lasciare il Medio Oriente, dove importanti scali aerei sono bloccati per via del conflitto in corso nella regione. Nonostante le condizioni avverse Timo Güzelmansur, Gianluca Parolin, Martino Diez dall’Europa e padre Patrick Mc Inerney dall’Australia, consultori della Commissione per i Rapporti religiosi con i musulmani in seno al Dicastero per il Dialogo interreligioso, sono riusciti a presenziare all’udienza generale di questa…
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A cinque giorni dall’inizio della guerra le parole di mons. Paolo Martinelli, Vicario apostolico negli Emirati Arabi Uniti, l’Oman e lo Yemen Raggiunto il 4 febbraio da «La Voce e Il Tempo», il milanese mons. Paolo Martinelli, frate minore cappuccino, dal 2022 vicario apostolico dell’Arabia meridionale, esprime preoccupazione per la situazione del Golfo Persico e invita a una preghiera per la pace.
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Vatican News Profonda preoccupazione per “l’ulteriore indebolimento dell’ordine internazionale basato sulle regole”, e per il continuo “disprezzo per il diritto internazionale” sono stati espressi dal presidente della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea, monsignor Mariano Crociata che, in una dichiarazione, ha rivolto il suo pensiero a chi sta vivendo la “recente escalation di violenza in Iran e in tutto il Medio Oriente”.
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Ogni anno, tra agosto quando inizia la Serie A e la metà di settembre quando iniziano anche le coppe europee, torna quel ritmo che ci accompagna fino a maggio. Il calcio è all’ordine del giorno e coinvolge milioni di persone a 360 gradi, dalle partite ai giochi online a tema. Basta pensare che nel 2024 in Italia il giocato online ha raggiunto i 92 miliardi. Nel momento in cui si riaccendono i campionati, le serate si riempiono di partite, di highlights, di commenti in chat…
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