Il giorno dopo lo sgombero del Leoncavallo in via Watteau si respira una calma da mattinata di fine agosto. Nel day after, davanti alle porte sigillate, solo giornalisti e qualche agente di polizia a presidiare quella che per 31 anni è stata la sede del centro sociale più famoso d’Italia. Uno sfratto eseguito dopo 133 rinvii, in un clima di protesta pacifica, senza tensioni, a eccezione di quelle politiche.
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Omar Pedrini e lo sgombero del Leoncavallo: “C’era sempre un palco per tutti, ora Milano più povera”
Il Leoncavallo è qualcosa di più di un semplice ricordo, per Omar Pedrini: è il capitolo finale della storia dei Timoria. “Era il 2001, c’erano migliaia di persone, facemmo quello che sarebbe stato l’ultimo concerto milanese della band, nel momento del massimo successo, quello del brano Sole spento”. Secondo il cantautore, lo sgombero del centro sociale “impoverisce la città di Milano, perché il …
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– E ora che succede? Cosa faranno e, soprattutto, dove andranno i leoncavallini? Non solo. Che ne sarà dell’immobile di via Watteau appena sgomberato? Domande legittime. Sul futuro del centro sociale si può già delineare uno scenario, mentre per capire le mosse dei proprietari dell’ex cartiera di via Watteau, la società Orologio della famiglia Cabassi, bisognerà attendere ancora un po’. presidio antisgombero Centro Sociale Leoncavallo, Milano, 19…
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Si accende il dibattito sullo sgombero del centro sociale Leoncavallo tra la giornalista Sara Menafra e il politologo Francesco Giubilei. Giubilei ironizza sulle posizioni dell’opposizione: “Non sapevo avessero sgomberato la Pinacoteca di Brera, perché sento addirittura dire che c’erano delle opere d’arte”. Menafra ribatte: “In Europa e nel mondo occidentale questi spazi vengono tutelati”. Giubilei sottolinea la questione della proprietà privata: “Nei…
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