Il cacciatorpediniere americano Higgins e la fregata canadese Vancouver hanno attraversato domenica lo Stretto di Taiwan "in una mossa altamente pubblicizzata". E' quanto denuncia un una... Leggi tutta la notizia
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Terminate le ultime (maxi) esercitazioni cinesi, Taiwan ha tirato un sospiro di sollievo. Certo, il ministero della Difesa di Taipei ha annunciato l’avvistamento di 22 aerei e cinque navi da guerra di Pechino attorno all’isola, ma una simile presenza è pressoché irrisoria rispetto ai 156 velivoli e alle 126 imbarcazioni mobilitate nei giorni scorsi dal Dragone per le operazioni Joint Sword 2024B. Nel frattempo, e in vista di ulteriori minacce, il governo taiwanese ha accettato di acquistare quasi mille droni…
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PECHINO – Tempismo interessante. Due giorni dopo le esercitazioni militari attorno a Taiwan, i media di Stato cinesi fanno sapere che, ieri, Xi Jinping è stato in visita a Dongshan, nella provincia cinese del Fujian, che si affaccia proprio sullo Stretto di Taiwan. Di Taiwan e delle ultime esercitazioni nello scarno comunicato non si fa riferimento in nemmeno mezza riga, ma Dongshan…
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Un gioco di equilibri delicato, una partita a scacchi giocata sul filo della tensione. La Cina torna a ribadire la sua posizione su Taiwan: la riunificazione è un obiettivo irrinunciabile, da perseguire anche con la forza se necessario. Ma l’isola, forte del sostegno internazionale, rilancia: “Il mondo è con noi“. L’ultima mossa di Pechino è arrivata con le esercitazioni militari “Joint Sword…
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"Siamo disposti a impegnarci per la prospettiva di riunificazione pacifica con la massima sincerità e impegno", ha detto Chen Binhua, portavoce dell'Ufficio per gli Affari di Taiwan del governo di Pechino. Ma l'isola resta "una parte inalienabile e sacra del territorio cinese" La Cina non prometterà mai di rinunciare all'uso della forza su Taiwan, una posizione che prende di mira le "interferenze esterne" e la "piccola minoranza di separatisti".
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Di Marta Ottaviani Una dimostrazione di forza nei confronti di Taiwan alla vigilia di un vertice internazionale (quello dei Brics a Kazan), che però potrebbe danneggiare proprio chi l’ha iniziata, ossia Pechino. Una regione, quella indo-pacifica, destinata a rimanere un fronte caldo, con gli Stati Uniti che hanno messo in preventivo da tempo che un giorno potrebbe esplodere, con conseguenze incalcolabili.
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