A Gaza è il giorno della speranza: dopo l’annunciato accordo tra Israele e Hamas sulla “prima fase” del piano ideato dagli USA per la pace, i festeggiamenti hanno invaso le strade della Striscia, massacrata negli ultimi due anni da guerra, fame e orrore. A Khan Yunis, che dal 7 ottobre 2023 e con la recente operazione israeliana è diventata simbolo del disastro umanitario in essere a Gaza, oggi i giovani palestinesi gioiscono in strada all’annuncio di un primo…
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“Finalmente, dopo mesi di orrore, arriva una notizia che profuma di speranza. L’accordo tra Israele e Hamas segna un punto di svolta: non è ancora la pace, ma è una pausa nella distruzione”. Cosi Enzo Maraio, segretario nazionale di ‘Avanti – Psi’. “Le immagini dei bambini che tornano a sorridere, che festeggiano nelle strade di Gaza e nelle città israeliane, restano impresse. Ma non basta emozionarsi: ora serve vigilanza, attenzione, responsabilità.
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Alla notizia del cessate il fuoco, sono esplosi i festeggiamenti sia a Gaza che in Israele A Tel Aviv si aspetta il ritorno a casa degli ostaggi, nella Striscia si spera che la tregua sia definitiva per poter iniziare a ricostruire. Gioia e commozione hanno travolto sia la Striscia di Gaza che Israele all’annuncio del cessate il fuoco tra Hamas e l’Idf. I festeggiamenti sono scoppiati in tutta la Striscia all’arrivo della notizia del sì…
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Il 7 ottobre 2023, l’attacco di Hamas contro Israele ha infiammato il Medio Oriente. Due anni dopo, il piano di pace in 20 punti proposto da Donald Trump potrebbe chiudere la guerra sanguinosa nella Striscia di Gaza. Un biennio segnato da due tregue – a novembre 2023 e gennaio 2025 – e dall’attesa per la liberazione degli ostaggi, fino alla “guerra dei 12 giorni” tra Iran e Israele del giugno 2025, che ha tenuto il mondo con il fiato…
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Milioni di persone nelle piazze europee per esprimere l’indignazione contro il massacro di Gaza che sta subendo una pulizia etnica con 15 morti su 16 che sono persone civili, soprattutto donne e bambini. Una indignazione anche contro l’inazione di una politica impotente oltre che di consumatori insoddisfatti che vogliono riappropriarsi di una identità di cittadinanza e di una etica della responsabilità da condividere nello spazio pubblico.
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I numeri di una tragedia A due anni dall’attacco del 7 ottobre 2023 il conflitto tra Hamas e Israele continua a generare effetti devastanti su entrambi i fronti, mentre l’orizzonte politico e umanitario appare fortemente incerto. A ricordarlo è un recente approfondimento pubblicato dall’Ispi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale, che traccia un bilancio aggiornato delle conseguenze del conflitto, dentro e fuori la regione.
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Gennaio 2025 Il 19 gennaio, combattenti armati di Hamas hanno sfilato tra le strade di Khan Younis, a Gaza, acclamati dalla folla nonostante il ritardo nell'attuazione del cessate il fuoco. Intorno al campo profughi di Shati, Gaza City, erano visibili scene di distruzione. Il 27 gennaio, grandi folle di Palestinesi, portando con sé i propri averi, si sono dirette verso il nord dell'enclave per fare ritorno a casa, dopo l'apertura di un punto di attraversamento.
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La negazione dei crimini di Israele, dall’occupazione del 1948, ha costruito una memoria che funziona come strumento di affermazione del diritto esclusivo all’esistenza Sessanta chilometri a sud di Tel Aviv, lungo la spiaggia sulla quale i giovani israeliani si godono il sole tra la musica e le partite di beach volley, c’è Gaza. Stessa linea di costa, stessa terra. Fa davvero impressione immaginare quella linea che unisce e separa la vita tranquilla e l’orrore della distruzione.
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Gaza, i palestinesi chiedono disperatamente un cessate il fuoco: “Due anni di sofferenza” 8 ottobre 2025 I palestinesi chiedono disperatamente un cessate il fuoco tra Hamas e Israele per porre fine alla guerra che dura da due anni provocando decine di migliaia di morti e sfollato il 90% della popolazione. A Wadi Gaza, migliaia di persone in fuga dal nord di Gaza hanno allestito tende di fortuna lungo la spiaggia, a volte utilizzando coperte come riparo.
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Due anni fa il terribile pogrom del 7 ottobre che ha dato inizio, o almeno così è sembrato, al drammatico cambiamento del Medio Oriente. Due anni fa, a quest’ora, ascoltavamo con orrore le notizie provenienti dai confini con la Striscia di Gaza, chiamavamo gli amici in Israele per averne notizia, cominciavamo a percepire con fatica che il mondo da allora sarebbe stato diverso. Un atto di terroris…
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La ricorrenza dei due anni dall'assalto di Hamas contro diversi insediamenti israeliani necessita di un bilancio. Mentre i negoziati intorno al piano di pace di Washington proseguono a Sharm El Sheik, quel che è certo è che l'idea della "guerra totale" non ha portato Israele verso una soluzione. Sul campo resta, è vero, un Medioriente diverso, con nuovi nemici e i Paesi arabi tutto intorno a giocare la loro…
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La guerra, la giustizia, la pace. Cosa ci insegna Gaza 📅 Mercoledì 8 ottobre 2025, ore 17.00 📍 Sala Quadrivium, Genova oppure da remoto al link Teams https://teams.microsoft.com/meet/3527650483434?p=PeIAqs0ppWji5gnwq6 Organizzato da Area Democratica per la Giustizia in collaborazione con il Comitato per lo Stato di Diritto e la Comunità di Sant’Egidio Coordina Tommaso Fregatti, giornalista de Il Secolo XIX e presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Liguria.
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Evacuazione, sfollamento, carestia sono “parole collettive”, sostantivi singolari che indicano un insieme. In questo caso riguardano 900mila persone, 14mila per chilometro quadrato, abitanti di una minuscola striscia di terra di una delle aree più densamente popolate del pianeta. Tante erano prima del 7 ottobre 2023. Ora le persone sono circa 800mila – i morti più di 62.000, quasi un terzo sono bambini, 156mila sono i feriti.
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Gaza, la devastazione vista dall'alto: 200 mila edifici in macerie Circa 193.000 edifici a Gaza sono stati distrutti o danneggiati, secondo un'analisi del Centro Satellitare delle Nazioni Unite sugli ultimi dati di luglio. Circa 213 ospedali e 1.029 scuole sono stati colpiti dall'offensiva israeliana dopo l'attentato di Hamas del 7 ottobre 2023. Solo 14 dei 36 ospedali di Gaza sono ancora parzialmente funzionanti, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, e quelli nella Gaza meridionale…
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La risposta militare di Israele Già nel corso del 7 ottobre il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, dichiara lo «stato di guerra» e avvia la risposta militare. Il 27 ottobre inizia l’invasione di terra dell’Idf. La prima tregua Dopo settimane di guerra, il 24 novembre 2023 una prima tregua di sette giorni: liberati da Hamas 81 ostaggi in cambio di 240 prigionieri palestinesi detenuti da Israele.
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Circa 193.000 edifici a Gaza sono stati distrutti o danneggiati, secondo un'analisi del Centro Satellitare delle Nazioni Unite sugli ultimi dati di luglio. Circa 213 ospedali e 1.029 scuole sono stati colpiti dall'offensiva israeliana dopo l'attentato di Hamas del 7 ottobre 2023. Solo 14 dei 36 ospedali di Gaza sono ancora parzialmente funzionanti, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, e quelli nella Gaza meridionale sono sovraffollati.
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Gaza – InfoPal. Per il secondo anno consecutivo, l’entità canaglia e genocida israeliana continua la sua guerra di sterminio della popolazione della Striscia di Gaza, violando tutti gli accordi e facendosi beffe anche delle proposte dell’inquilino della Casa Bianca, mostrando chi è il padrone e chi il servitore. Ricordiamo che questa guerra genocida è ampiamente appoggiata da USA, Gran Bretagna e Unione Europea, che forniscono…
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Due anni dopo i letali attacchi di Hamas che hanno innescato guerre in tutto il Medio Oriente, i negoziatori si riuniscono in Egitto per cercare di porre fine al bagno di sangue attraverso un accordo sugli ostaggi e un ritiro israeliano dalla devastata Striscia di Gaza. Israele emerge da questa carneficina come potenza egemone regionale, forte di una serie di vittorie militari. Tuttavia, la guerra contro il gruppo militante palestinese Hamas ha lasciato il Paese sempre più isolato…
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“A Gaza ci hanno tolto case e dignità. Due anni a desiderare che il 7 ottobre non fosse mai successo
Due anni desiderando che il 7 ottobre non fosse mai successo. Due anni di un lungo 8 ottobre: genocidio, sfollamento, cancellazione dei nostri ricordi e della nostra identità di palestinesi. Due anni in cui la strada per tornare a casa è diventata un viaggio di sfollamento – da un rifugio all’altro e da una tenda all’altra – fino a quando sono finita in esilio, scoprendo un mondo che non avevo mai conosciuto nei 24 anni trascorsi sotto assedio a…
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C’è un’immagine che aiuta ad avere contezza del volume delle macerie prodotte a Gaza dall’esercito israeliano: la grande piramide di Giza. Alta quasi 138 metri e composta da oltre due milioni di blocchi, è una delle opere più mastodontiche al mondo. Oggi il volume di macerie a Gaza è pari a quindici volte quello della piramide di Giza. A due anni dal 7 ottobre 2023, l’ultimo rapporto dell’Unep (programma delle Nazioni unite per l’ambiente) certifica che nella Striscia di Gaza ci sono 61 milioni di tonnellate…
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Il rapporto tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu, ricorda Massimiliano Herber, è “personale, storico, spesso di interdipendenza. Uno ha bisogno dell’altro. Da gennaio fino a qualche giorno fa, Trump si era limitato ad avvallare ogni decisione di Netanyahu”. Qualcosa, però, è cambiato. A incrinare i rapporti è stata probabilmente “l’iniziativa israeliana di tentare di bombardare Hamas a Doha”. Uno sgarbo non digerito da Trump per due motivi, spiega Herber.
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Il primo bilancio da fare a due anni dall'eccidio di Hamas contro Israele, è quello in termini di vite umane. Al 1° ottobre 2025, oltre 69.100 persone sono state uccise nella guerra di Gaza secondo il Ministero della Salute di Gaza e le autorità israeliane Casualties of the Gaza war. Non cifre astratte, ma persone: almeno 18.885 bambini uccisi dall'ottobre 2023 secondo l'ufficio stampa del governo di Gaza Gaza genocide, 50mila uccisi o feriti secondo i dati l'Unicef.
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GERUSALEMME – Amal Barka, 37 anni, desidera due cose sole. «La pace. E tornare a casa». Da quando è iniziata la guerra, ci racconta da Al Mawasi, la “zona umanitaria” designata da Israele nella zona Sud di Gaza, è stata costretta a spostarsi tre volte: «Prima in una scuola dell’Unrwa. Poi sono tornata a casa durante il cessate il fuoco e ho sistemato due stanze, quelle meno distrutte. Quando la g…
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Mi chiedo cosa ho fatto per Gaza, e mi rendo conto che non ho fatto abbastanza. Da quasi due anni assistiamo a un massacro senza fine. Una mattanza brutale, scientifica, genocidaria. Un’eliminazione sistematica, attuata in maniera disumana, in continua violazione del diritto internazionale e con l’obiettivo esplicito di colpevolizzare un popolo intero, i palestinesi di Gaza, a causa dei crimini commessi da singoli individui, quei miliziani di Hamas che presto o tardi (speriamo…
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