Mark Zuckerberg testimonierà oggi a Los Angeles ad un processo storico sulla dipendenza dai social media, rispondendo agli avvocati della 'vittima' che accusa Instagram e altre piattaforme di essere progettate per creare dipendenza tra i giovani. Sarà la prima volta che il capo di Meta (Facebook, Instagram, WhatsApp) testimonierà davanti a una giuria, sotto giuramento, sulla sicurezza delle sue applicazioni utilizzate da miliardi di persone.
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ROMA – L’accusa è una: l’algoritmo dei social network è studiato per creare dipendenza nei minori. Il processo è di quelli destinati a tracciare un confine netto tra un prima e un dopo. Il primo testimone, un pezzo da novanta di Big Tech: Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Meta, la holding alla quale fanno capo Facebook, Instagram e WhatsApp, che oggi – intorno alle 18 italiane – sfilerà…
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Avete mai provato a fare un semplice test? Andate nelle impostazioni del vostro smartphone, scorrete fino alla sezione delle app e controllate il tempo che passate all'interno di app come Instagram o TikTok. Il risultato potrebbe (ma forse no) stupirvi. È qui che nasce il focus dell'articolo di oggi. Può un social network creare dipendenza? È la domanda che da mesi attraversa discussioni pubbliche e anche procedimenti legali, ebbene sì.
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Il confine tra intrattenimento digitale e patologia clinica è diventato il terreno di scontro di una delle battaglie legali più significative degli ultimi anni. A Los Angeles, il CEO di Instagram, Adam Mosseri, si è seduto sul banco dei testimoni per rispondere a domande cruciali: i social media sono progettati per “agganciare” il cervello degli utenti più giovani? E se sì, le aziende ne sono consapevoli? La presenza di un dirigente di così alto livello…
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I conti vanno bene, il mercato premia. Ma le soddisfazioni si alternano ai mal di pancia. Il 2026 sarà per Meta l’anno della svolta? O, meglio, sarà l’anno in cui Mark Zuckerberg proverà a rimettere ordine dopo una fase lunga e turbolenta in cui la bussola sembrava oscillare tra ambizioni smisurate, scelte controverse e una crescente pressione politica e regolatoria? Iniziamo dai mal di pancia. A provocarli, innanzitutto, è il clima che si sta creando attorno ai social…
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Ciò che sta succedendo in California è complesso tanto dal punto di vista giuridico quanto dal punto di vista sociale. Negli Stati Uniti, le centinaia di cause contro Meta, TikTok, Snap e Google sono state accorpate in un Multidistrict Litigation (MDL), meccanismo della giustizia federale americana usato per unire in un solo tribunale più cause simili intentate davanti a giurisdizioni di Stati diversi.
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Il dibattito sulla presunta dipendenza da social media entra ufficialmente in un’aula di tribunale e, questa volta, con un peso specifico tutt’altro che marginale; in California è infatti iniziato uno dei processi più rilevanti mai intentati contro le grandi piattaforme digitali e sul banco dei testimoni è salito direttamente il CEO di Instagram, Adam Mosseri, chiamato a difendere le scelte di design dell’app di proprietà di Meta.
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