Secondo una nuova analisi del gruppo World Weather Attribution, realizzata in collaborazione con Imperial College London e la London School of Hygiene & Tropical Medicine, l’ondata di calore che ha colpito l’Europa occidentale tra fine giugno e inizio luglio ha provocato almeno 2.300 decessi in dodici grandi città europee. Di questi, circa 1.500 sono attribuibili direttamente al cambiamento climatico, che ha amplificato l’intensità e la durata dell’evento.
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Mai finora in Europa occidentale si era vissuto un inizio estate così caldo. A certificare il record di giugno più caldo della storia per il lato ovest del Vecchio Continente, anche più bollente del micidiale giugno 2023, sono i dati forniti dal servizio satellitare Copernicus. Non solo: esaminando i dati di Copernicus i meteorologi di Meteo Expert sostengono che possa trattarsi addirittura del m…
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FINALMENTE SI RESPIRA L’ondata di caldo che la scorsa settimana ci ha fatto boccheggiare ha allentato la sua morsa. Almeno per questa settimana il clima sarà un po’ più fresco. Il grande caldo si prende una pausa. Nelle ultime ore venti freschi di origine nord-atlantica stanno scendendo sull’Italia come una rinfrescante doccia estiva, abbassando drasticamente le temperature. In alcune zone, i termometri hanno addirittura registrato crolli di 8/10°C rispetto alla scorsa settimana.
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I cambiamenti climatici hanno triplicato i decessi per colpa delle ondate di calore nelle città europee negli ultimi giorni. E' questo quanto emerge dal primo studio dedicato ai decessi legati al cambiamento climatico per un'ondata di calore. Secondo l'analisi - guidata da scienziati dell'Imperial college London e della London School of Hygiene & Tropical Medicine - «i cambiamenti climatici causati dall'uomo hanno intensificato la recente ondata di…
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Il cambiamento climatico ha triplicato i decessi da ondate di calore nelle città europee durante l'ondata della scorsa settimana. E' quanto si legge in uno studio rapido guidato da scienziati dell'Imperial College London e della London School of Hygiene & Tropical Medicine e riportato da Greenpeace. Secondo lo studio il cambiamento climatico ha intensificato la recente ondata di calore europea e aumentato il numero previsto di decessi per calore di circa 1.500 in 12 città europee.
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Emanuele De Carli / fotogramma.it Il caldo estremo e continuo uccide. In città come in campagna e al mare. Oltre 1.500 persone sono morte in seguito all’ultima ondata di calore, note come "killer silenziosi": lo conferma uno studio dell’Imperial College di Londra e della London School of Hygiene & Tropical Medicine. Il 65% dei morti registrati durante l’ultima ondata di calore che ha colpito l’Europa sono riconducibili al cambiamento climatico
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Clima: a giugno-luglio pericoloso stress calore in grandi citta' europee (studio) Imperial College: 'ondata eccezionale e precoce' (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 09 lug - I cambiamenti climatici causati dalla combustione di combustibili fossili hanno reso la recente ondata di calore nell'Europa occidentale piu' calda di 4 gradi in molte citta', esponendo migliaia di persone vulnerabili a un pericoloso stress da calore, secondo uno studio dell'Imperial College di Londra…
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Secondo uno studio rapido di attribuzione dell’Imperial College di Londra, dieci giorni di caldo estremo in 12 città europee avrebbero provocato circa 1.500 morti in più rispetto a una situazione con temperature più basse. Si tratta di una stima, considerato anche il difficile calcolo di morti che avvengono per più cause concatenate. Quel che è certo è che il riscaldamento globale rende queste ondate di caldo più frequenti, più estreme e più pericolose
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Giugno 2025 è stato il terzo più caldo a livello globale, dopo i record del 2023 e del 2024. La sua temperatura media si è attestata a 16,46 gradi, vale a dire 0,47 in più rispetto alla media 1991-2020. A rilevarlo è il rapporto mensile di Copernicus. Rispetto al periodo preindustriale, il mese scorso è stato di 1,3 gradi più caldo della media ed è il terzo mese negli ultimi 24 con una temperatura inferiore alla soglia simbolica, prevista dall’Accordo di Parigi, di 1,5 gradi.
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