L'esecutivo potrebbe riaprire gli impianti di Brindisi e Civitavechia, qualora il prezzo del gas continuasse a salire. Ma il phase-out del carbone è quasi completato. E già oggi mantenere in standby le centrali costa 80 milioni all'anno «Dobbiamo avere ben chiaro che tutte le fonti di energia, almeno nell’immediato, debbono essere utilizzate e utilizzate al meglio». È con queste parole che…
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Il governo ha varato un decreto contro il caro bollette e nel farlo ha allungato di tredici anni la vita delle centrali a carbone. Tanto per capirci. Il decreto bollette, approvato dalla Camera il 31 marzo con 157 voti favorevoli e 93 contrari, arriva al Senato dove dovrà essere convertito entro il 21 aprile. Cinque miliardi di euro totali, dice Palazzo Chigi. Un’emergenza energetica reale, aggravata dalla guerra in Iran che ha fatto salire il costo del gas di oltre il 50% rispetto a febbraio…
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Sabato scorso si è celebrata l’Ora della Terra (Earth Hour), la più grande mobilitazione globale per il clima e la natura promossa dal Wwf Internazionale: un gesto semplice – spegnere le luci per un’ora – che ogni anno dal 2007 unisce tutto il mondo e accende l’attenzione sulla crisi climatica. Le luci dei luoghi più conosciuti al mondo, dall’Opera House a Sidney alla Tour Eiffel a Parigi, dalla Sagrada Familia a Barcellona alla Porta di Brandeburgo a Berlino, fino al nostro Colosseo a Roma, si sono spente per…
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ROMA – “Il Governo, in fase di approvazione del “Decreto Bollette”, ha accolto un nostro ordine del giorno, che specifica meglio le azioni relative ai territori di Brindisi e Civitavecchia. In particolare, viene confermato l’impegno del Governo a mantenere gli impianti di Brindisi e Civitavecchia in regime di riserva per garantire l’eventuale attivazione in casi eccezionali di emergenza nazionale legati alla sicurezza energetica, vista anche…
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Con il decreto Bollette slitta la dismissione definitiva, che doveva arrivare già a fine 2025: ecco come si è arrivati alla situazione di oggi. I venti di guerra non solo aumentano i prezzi di gas e petrolio, ma portano nell’aria anche l’odore del carbone, che pensavamo ormai passata per sempre. Con una aggiunta al cosiddetto Decreto Bollette, che era stato varato dal governo un paio di settimane fa, il Parlamento ha spostato le lancette del phase out, la dismissione graduale del…
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Con 203 voti a favore, 117 contrari e 3 astenuti, la Camera ha appena approvato la conversione in legge (ddl n. 2809) del decreto Bollette (dl 21/2026), sul quale il Governo Meloni aveva chiesto il voto di fiducia. Pensato per tagliare il costo dell’energia a famiglie e imprese alleggerendo artificialmente il costo della materia prima che nella gran parte delle ore (l’89%, da inizio 2026) determina il prezzo all’ingrosso dell’elettricità, ovvero il…
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Attenti a non sottovalutare l’ipotesi formulata da Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Se il prezzo del gas dovesse continuare nel tempo a collocarsi sopra quota 70 euro a megawattora, ha detto Pichetto Fratin, sarebbe giusto riaprire temporaneamente le centrali a carbone di Civitavecchia e di Brindisi. L’opzione ritorno al carbone è proposta in uno scenario eccezionale, economicamente a dir poco problematico, che può diventare critico anche a livello sociale.
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L’Italia rivede la propria strategia energetica e allunga i tempi dell’uscita dal carbone. Un emendamento della Lega al decreto Bollette, approvato alla Camera, sposta dal 2025 al 2038 la dismissione del combustibile fossile più inquinante, riaprendo un fronte politico acceso e riaccendendo il dibattito sulla sicurezza energetica. La decisione arriva in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e instabilità dei mercati.
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Caricamento player In Italia le centrali a carbone resteranno accese fino al 2038, tredici anni dopo rispetto a quando avrebbero dovuto essere spente definitivamente. Il rinvio è stato introdotto con un emendamento al “decreto energia” che sarà convertito in legge nei prossimi giorni. L’obiettivo del governo è continuare a usare il carbone per produrre energia elettrica, per mitigare gli effetti della crisi energetica causata dalla guerra in Medio Oriente
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Carbone fino al 2038: spingono Azione di Carlo Calenda e la Lega di Matteo Salvini, autori di un emendamento al Decreto Bollette. Carbone fino al 2038: “In tempi di crisi energetica…” Stranamente l’emendamento è firmato dai due partiti che sostengono che il nucleare di nuova generazione sarà disponibile entro pochi anni. Con la possibilità di avere energia in abbondanza. Perché dunque allungare di oltre 13 anni l’utilizzo del carbone? Perché per fronteggiare la crisi energetica, in caso di emergenza, per i proponenti è…
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Restando in Asia, la segretaria dell'Energia delle Filippine, Sharon Garin, ha fatto sapere che il Paese cercherà di aumentare la produzione delle proprie centrali elettriche a carbone per "contenere gli aumenti delle tariffe elettriche dovuti al conflitto in Medio Oriente", che sta ostacolando le forniture di idrocarburi. Le Filippine dipendono dal carbone per circa il 60% della loro produzione di elettricità e quindi, ha spiegato Garin, con l'impennata…
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La chiusura delle centrali elettriche a carbone in Italia slitta al 2038, 12 anni dopo la scadenza iniziale. Lo certifica la scelta della Commissione Attività produttive della Camera, che ha approvato un emendamento al decreto Energia, che fa slittare una chiusura delle 4 centrali a carbone italiane (Brindisi, Civitavecchia, Fiumesanto e Portovesme), che sarebbe dovuta avvenire il 31.12.2025. Centrali ad oggi messe in stand by, che…
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Il cronoprogramma della transizione energetica italiana si adegua alla realtà, abbandonando rigidità ideologiche per abbracciare il pragmatismo. Con l'approvazione in Commissione Attività produttive alla Camera di un emendamento della Lega al decreto Bollette, il phase-out dal carbone viene spostato dal 2025 al 2038. Una scelta che segna un cambio di passo: meno annunci e più attenzione alla tenuta del sistema Paese.
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Le centrali a carbone italiane restano un cuscinetto anti-crisi per l’Italia. La decisione era in cantiere dalla fine del 2025. Il ministro della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, aveva spiegato con un’informativa al Consiglio dei Ministri come fosse sul tavolo «ogni possibile opzione utile a salvaguardare la sicurezza energetica nazionale», inclusa l’ipotesi di un mantenimento «in riserva» degli impianti a carbone.
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Caccia al gas, con l’incognita delle centrali a carbone di Civitavecchia e Brindisi, che il governo ha deciso di chiudere ma non smantellare, così da tenerle come “riserva fredda” per garantire la sicurezza energetica nazionale. Una misura onerosa, almeno 70 milioni di euro all’anno, che per il momento è di fatto a carico dell’Enel. E che rischia di ess…
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