La Seconda guerra mondiale finisce in Italia nell’aprile del 1945, in Germania il 9 maggio, in Giappone ad agosto. La narrazione alla grossa spiega che terminano le guerre dei cattivi, e inizia il soave regno dei buoni, con tanto di pace dell’Eden. E invece non è andata proprio così,
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Mentre ci avviciniamo a un importante anniversario – gli 80 anni dalla sconfitta del fascismo il testo è stato scritto alcuni giorni prima, ndr – un silenzio inquietante avvolge il mio paese, la Macedonia, e la più ampia regione che oggi chiamiamo territorio dell’ex Jugoslavia. Le autorità nazionali sono sottoposte da anni a una pressione esterna (occidentale) costante: il 9 maggio non deve più essere associato alla vittoria sul fascismo.
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Proprio nel giorno dell’ottantesimo anniversario della Vittoria sovietica contro il nazismo, la congregazione della fede euroatlantica si è data appuntamento in un sabba antirusso a L’vov, per cercare di esorcizzare in qualche modo la propria nullità politica e geostrategica. Quella del 9 maggio è ormai da molti anni una data che, come un osso rimasto di traverso in gola agli insignificanti profeti della “democrazia europeista”, a Bruxelles e in molte cancellerie del vecchio continente si cerca…
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Si è tenuta il 9 maggio a Scandicci la giornata conclusiva della due giorni “La guerra è finita. Riflessioni in un mondo in conflitto”, organizzata da Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea e SPI CGIL Toscana con il patrocinio della Regione Toscana, del Comune di Firenze e del Comune di Scandicci e con il contributo di Unicoop Firenze. Ad aprire il lavori il…
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Ottant'anni fa l'Europa celebrava la sconfitta del nazifascismo. Ma la ricorrenza arriva mentre l’estrema destra avanza come mai dal 1945. L'analisi di Enzo Traverso Le commemorazioni ufficiali illustrano generalmente, in modi più o meno spettacolari, le narrazioni egemoniche del passato, le quali non sempre rispecchiano la coscienza storica delle società. Questo è particolarmente vero per anniversari globali come l’8 maggio 1945.
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“In tutto il mondo occidentale si celebra l’ottantesimo della fine della seconda guerra mondiale, però in molte parti del mondo sfilano le armate. Qui sfilano le coscienze. La nostra forza più grande per la pace sono le persone, le comunità, l’opinione pubblica. Dobbiamo valorizzare l'ottantesimo anniversario di questo evento facendo sfilare le menti, l'intelligenza, la capacità delle persone di guardare al futuro…
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Alle 02:41 della mattina del 7 maggio 1945, esattamente 80 anni fa, il generale Alfred Jodl. Capo di Stato Maggiore Generale delle forze armate tedesche, firmava, nei quartier generali Alleati di Reims, in Francia, i documenti di resa della Germania. Terminava finalmente, col sanguinoso naufragio del sogno nazista di potere planetario, la Seconda guerra mondiale (in Oriente, il conflitto sarebbe finito quattro mesi dopo, con la firma della resa giapponese…
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Si ricorda, tra l'8 e il 9 maggio, l'80° anniversario della resa della Germania nazista La data non è unica, e molto banalmente per ragioni di fuso orario: quando, nella tarda serata dell’8 maggio 1945 a Berlino, il feldmaresciallo Keitel firmò la resa della Germania nazista alla Russia, agli Stati Uniti e al resto delle forze alleate, a Mosca era già passata la mezzanotte. Per questo la fine della seconda guerra mondiale può essere ricordata sia l’8 che il 9 maggio, e questa seconda data in particolare è diventata una…
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Ottant'anni fa, mentre la resa tedesca veniva celebrata come giorno della Vittoria in tutta Europa, con feste di piazza a Londra, New York e Parigi, il massacro continuava altrove. Le truppe russe continuavano a venire massacrate mentre combattevano contro i nazisti in Slesia e la guerra contro il Giappone era ben lontana da una conclusione vittoriosa. Ci sarebbe voluto un attacco del tutto inedito con un'arma del tutto nuova per porre finalmente fine allo spargimento di sangue.
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Oggi celebriamo l’ottantesimo anniversario della vittoria sul nazifascismo, avvenuta in gran parte per merito dei milioni di comunisti e comuniste che hanno combattuto tra le fila dell’Armata Rossa e delle radicate Resistenze, liberando l’Europa dall’occupazione nazista. Mentre da qualche parte si sventolano le bandiere dell’Unione Europea, la stessa che pianifica un piano di riarmo da 800 miliardi teso alla costruzione dell’esercito europeo e lla riconversione industriale…
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PUBBLICITÀ Giovedì la Francia ha commemorato l'80esimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale. Il presidente francese Emmanuel Macron ha guidato la commemorazione nazionale nella capitale, Parigi, deponendo una corona di fiori davanti a una folla presso la statua del generale Charles de Gaulle, che guidò la Resistenza francese contro la Germania nazista. I veterani francesi ricordano la Seconda guerra mondiale Mentre la Francia ricordava i milioni di…
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Di Roberto Iannuzzi La celebrazione dell’80esimo anniversario della vittoria sulla Germania hitleriana, che ricorre questa settimana, ci fornisce una vivida quanto cupa manifestazione del solco che separa oggi Mosca dall’Occidente, all’epoca uniti (malgrado tutto) contro il flagello nazista. Fin da subito celebrata in due date distinte – il 9 maggio nell’Urss, il giorno prima nel resto d’Europa, poiché la resa tedesca fu firmata due volte, la prima…
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Negli ultimi giorni del conflitto sul suolo europeo, alcuni vertici tedeschi ritenevano che gli Alleati avrebbero cambiato campo per attaccare con loro l’Urss. Churchill coniò il termine “Cortina di ferro” Il 2 maggio 1945 il feldmaresciallo Sir Alan Brooke, capo di stato maggiore delle forze armate britanniche, annotò nel suo diario: “La notte scorsa, al giornale radio di mezzanotte, è stata annunciata la morte di Hitler
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Nell’80° anniversario dalla fine della Seconda guerra mondiale, l’Europa è alle prese con sfide esistenziali e il disfacimento dell’ordine globale in vigore dal 1945. La guerra in Ucraina ha nuovamente diviso il continente, riportando sul suo terreno la minaccia di conflitti che si credevano segregati al passato, mentre i populismi indeboliscono il progetto di integrazione che ha garantito pace e stabilità al continente dal secondo dopoguerra.
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Comunicato 1091 8 maggio 1945, il commento del presidente Fugatti a ottant'anni dalla fine della Seconda guerra mondiale Una ricorrenza che richiama alla memoria la fine di un conflitto dalle conseguenze devastanti, con decine di milioni di vittime, ma anche l'inizio di una nuova epoca per l'umanità: l'8 maggio 1945, data della resa incondizionata della Germania nazista e termine della Seconda guerra mondiale, rappresenta uno spartiacque…
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Il VE Day (Victory in Europe Day) è la giornata che segna la vittoria degli Alleati sulla Germania nazista e la fine della Seconda Guerra Mondiale in Europa. Si celebra ogni anno l’8 maggio, in memoria della resa incondizionata della Germania, che avvenne il 7 maggio 1945, ma fu ufficialmente ratificata e resa pubblica il giorno successivo. ADVERTISEMENT Il 7 maggio 1945, i rappresentanti delle forze armate tedesche firmarono la resa incondizionata davanti ai comandanti alleati nella città di Reims, in Francia.
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Si apriva un nuovo capitolo della storia tedesca: di lì a breve sarebbe arrivata la divisione della Germania in due stati distinti, sotto influenze diverse, e sarebbe iniziato un faticoso e meticoloso lavoro di autocritica che avrebbe coinvolto l’intero popolo tedesco in merito al nazismo, e a come fosse stato possibile che un’intera nazione – pur con importanti eccezioni - si fosse conformata a una simile ideologia.
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L’Occidente si prepara a celebrare la ricorrenza della fine della Seconda Guerra mondiale. Nel suo 80° anniversario. In particolare, Francia e Inghilterra si aprono oggi le celebrazioni ufficiali, mentre a Parigi il presidente Emmanuel Macron presiederà l’evento centrale in diretta televisiva, a partire dalle 17, con una cerimonia solenne all’Arco di Trionfo e sugli Champs-Élysées. L’omaggio al generale Charles de Gaulle, con la deposizione di una corona floreale ai piedi della sua statua in Place Clemenceau, aprirà le commemorazioni.
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