Le stime dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili indicano una fase di decisa ripresa per il comparto, sostenuta dal completamento delle opere PNRR e da una nuova proposta per l’edilizia abitativa pubblica. Lo scenario macroeconomico e occupazionale Secondo i dati presentati nell’ultimo Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni, il 2026 si prospetta come un anno di sensibile crescita per il settore.
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Il Piano casa del governo – 100 mila alloggi a prezzi calmierati in dieci anni – partirà con una dote di 7 miliardi di euro. Le risorse pubbliche disponibili, a legislazione vigente, sono pluriennali e arrivano, in prima battuta, per 970 milioni di euro del fondo per il contrasto al disagio abitativo, da utilizzare tra il 2026 e il 2030. Nella legge di bilancio approvata a dicembre, lo stanziamento triennale messo nero su bianco per quel che riguarda proprio il fondo per il disagio abitativo prevede 116 milioni nel 2026, 216…
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Il settore delle costruzioni mostra segnali di tenuta e rilancio. Secondo l’Osservatorio congiunturale dell’Ance, nel 2026gli investimenti sono attesi in crescita del 5,6%, dopo il -1,1% del 2025. Un risultato migliore delle stime iniziali, che prevedevano un calo fino al 7%, grazie soprattutto all’accelerazione del Pnrr. Opere pubbliche trainano, crolla il residenziale La spinta arriva quasi esclusivamente dalle opere pubbliche, cresciute del 21% nell’ultimo anno: strade, ponti, scuole e ospedali.
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FIRENZE. In Italia è sempre più difficile potersi permettere una casa, da acquistare ma anche solamente da affittare: per le famiglie con reddito fino a 15.000 euro si tratta di spese proprio «insostenibili» nelle grandi città, perché un mutuo si mangia l’80% del reddito a Milano e il 70% a Bologna, mentre un affitto pesa, a Firenze, per circa l’81% del reddito, a Roma e Milano sfiora il 70%. La “fotografia” Questo è quanto emerge dai dati diffusi dall’Ance nell'ultimo…
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