La situazione ad Haiti sta degenerando. Da diversi giorni lo Stato caraibico, che condivide l’isola con Santo Domingo, è entrato in una profonda crisi politica e nel caos sociale. Il colpo di mano di Jimmy Chérizier Il Presidente Ariel Henry si trova infatti in questo momento bloccato a Portorico, sotto la protezione degli Stati Uniti, mentre il controllo di Haiti sembra ormai essere stato preso da alcuni gruppi armati.
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«Sono nato schiavo, ma la natura mi ha dato l’anima di un uomo libero». Sono parole di Toussaint Louverture, schiavo, leader della prima rivoluzione di schiavi neri della storia moderna, passato alla storia come lo Spartaco nero. Il suo credo sintetizzato nella prosa, grande per semplicità, da schiavo educato nella casa dei padroni, era: «Voi sapete, fratelli, che ho intrapreso la strada della vendetta e che desidero una Saint-Domingue in cui regnino libertà e uguaglianza.
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ROMA – Quindicimila persone sfollate in una sola settimana: è il bilancio dell’ondata di violenza che affligge Haiti dalla fine di febbraio. Negli ultimi giorni le bande armate che tengono sotto scacco il Paese con l’obiettivo di rovesciare il Primo Ministro Ariel Henry, hanno assaltato le prigioni, preso il controllo del porto, dato fuoco a dozzine di negozi e stazioni della polizia, bloccato l’aeroporto internazionale.
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Città del Vaticano Papa Francesco, dopo la preghiera mariana domenicale dal Palazzo apostolico, esprime "preoccupazione e dolore la grave crisi che colpisce Haiti e i violenti episodi avvenuti negli ultimi giorni" e si dice vicino alla Chiesa e al "caro popolo" da anni provato da molte sofferenze. Vi invito a pregare, per intercessione della Madonna del Perpetuo Soccorso, perché cessi ogni sorta di violenza e tutti offrano il loro…
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Grida dall’inferno di Haiti Haiti da qualche giorno è ripiombata nel caos: ci sono cadaveri per strada, città messe a ferro e fuoco, palazzi e stazioni di polizia incendiate, roghi ovunque: ad alimentare gli scontri sono le famigerate bande di criminali che, dal 29 febbraio, hanno scatenato una nuova folle ondata di violenza armata e che ormai controllano l’80% del paese. In un attacco coordinato nella capitale di Port-Au-Prince, oltre al Palazzo Presidenziale hanno assaltato il Ministero degli Interni, il quartier generale del distretto di polizia…
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L’ultimo aggiornamento battuto dalle agenzie di stampa nella notte parla di «città sotto assedio» dopo che aggressori armati hanno preso di mira il palazzo presidenziale e la sede della polizia nella capitale Port-au-Prince. La poverissima nazione caraibica è nel caos da ormai una settimana, dopo che i gruppi armati politico-criminali che controllano gran parte della città hanno lanciato l’attacco al governo guidato dal primo ministro Ariel Henry
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Paola Simonetti – Città de Vaticano La capitale haitiana, Port-au-Prince, è ormai nelle mani delle gang armate. Controllano l’80% del territorio cittadino con la politica del terrore, assediando palazzi governativi e stazioni di polizia. Decine le persone uccise, migliaia quelle in fuga. Popolazione senza cibo né cure I civili fanno i conti con la paralisi delle infrastrutture: saccheggiati gli ospedali, drammatica la carenza di alimenti, acqua e medicinali.
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